La persona con autismo: un esempio di autonomia personale

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La persona con autismo: un esempio di autonomia personale

Le strategie d’insegnamento per promuovere abilità di autonomia in allievi con autismo devono essere basate, oltre che sul livello di funzionamento del bambino, sulle caratteristiche cognitive tipiche dell’autismo: insegnando per esempio un passaggio alla volta, anziché una sequenza complessa di azioni, utilizzando strategie visive e organizzando ambienti e materiali per facilitare la pianificazione e l'esecuzione del compito.
autismo_autonomia_personale

Fonte: www.piusanipiubelli.it

I bambini con autismo hanno spesso bisogno di assistenza nelle semplici routine della vita quotidiana come vestirsi, lavarsi, andare al bagno, mangiare e così via. Riuscire a gestirsi in maniera autonoma, a muoversi in modo indipendente per soddisfare le proprie esigenze personali, è una conquista importante per loro e sicuramente può incidere molto sulla qualità della loro vita. Se quindi è naturale pensare di predisporre gli ambienti in modo tale che possano accogliere la persona con autismo, con tutte le caratteristiche che le sono proprie, altresì è la persona stessa che dovrebbe acquisire le abilità funzionali che possano soddisfare l’ambiente.

A questo proposito va sfatato il mito secondo cui bambini con autismo medio-grave non siano in grado di raggiungere livelli di autonomia personale soddisfacenti. È in ogni caso una questione di sinergia fra vari aspetti, persone e contesti. Spesso però ciò che accade è che ci si ferma solo a considerare le poche o scarse capacità dell'allievo, senza pensare che con una buona progettualità si possano raggiungere in tale ambito vari obiettivi, seppur minimi.

Va ribadito quindi che le strategie d’insegnamento per promuovere abilità di autonomia in allievi con autismo devono essere basate, oltre che sul livello di funzionamento del bambino, sulle caratteristiche cognitive tipiche dell’autismo: insegnando per esempio un passaggio alla volta, anziché una sequenza complessa di azioni, utilizzando strategie visive e organizzando ambienti e materiali per facilitare la pianificazione e l'esecuzione del compito (Cottini e Vivanti, 2013).

L'ESEMPIO DI UN INTERVENTO EDUCATIVO

In riferimento a queste indicazioni di tipo generale, descrivo ora sinteticamente, a titolo esemplificativo, un intervento educativo centrato sull’utilizzo di strategie di videomodeling e di supporto visivo.

L'intervento ha coinvolto un bambino di sette anni che mostrava un disturbo autistico con basso livello di funzionalità e presenza di diversi comportamenti problema, scarse abilità di linguaggio, sociali e di autonomia. Si è scelto di lavorare in modo prioritario per il raggiungimento di due obiettivi legati all'autonomia: la capacità di lavarsi le mani e quella di andare in bagno. È stata utilizzata, prima di tutto, la strategia del videomodeling, che consiste nella visione di un filmato, della durata di circa 2 minuti, nel quale un soggetto mostra l'esecuzione del compito, evidenziando bene le varie fasi (per maggiori delucidazioni sulla strategia del videomodeling si veda il post di questo blog dal titolo “Le strategie di videomodeling per gli allievi con autismo”). 

Il nostro bambino è stato invitato a guardare il filmato più volte nel corso dell’attività; cosa, tra l’altro, che gradiva molto. Dopo un po’ di tempo, l’allievo è stato accompagnato in bagno e sollecitato a lavarsi le mani. In una fase successiva dell’intervento, per questa operazione ci si poteva avvalere, come aiuto ulteriore, di una sequenza di immagini attaccate su una bacheca appesa alla parete (si veda come esempio la figura). 

Le prestazioni venivano valutate attraverso una checklist con 11 indicatori delle diverse fasi del compito di “lavarsi le mani”. Si è effettuata anche una videoregistrazione dello svolgimento dell’attività in bagno per un confronto fra i diversi educatori che vi hanno lavorato.

I risultati dell’attività, protrattasi per sei mesi circa, hanno mostrato un consistente incremento dell’abilità dell’allievo, che è diventato capace di manifestarla anche in ambienti diversi da quelli dove si è svolto il training (soprattutto a casa).

Gli esiti dell'intervento mostrano come l'applicazione opportuna di strategie visive possa decisamente influire sulla concreta acquisizione di abilità, che, come detto sopra, nel caso dell’autonomia concorrono sensibilmente a migliorare la qualità di vita delle persone con autismo e delle loro famiglie. 

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