Scacciapensieri. Poesia che colora i giorni neri

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Scacciapensieri. Poesia che colora i giorni neri

La poesia può far star meglio i bambini? Secondo i curatori dell’antologia Scacciapensieri sì. Pubblicato dalle Edizioni Mille Gru, il libro è composto da 64 poesie suddivise in 7 medicine più una medicina speciale (amore, dialogo, risata, stupore, natura, tempo, armonia, la medicina speciale è: aforismi). Dedicato a bambini da 8 anni in su, si propone come una serie di “unguenti e intrugli” in versi, ricordando a grandi e piccoli che la poesia è la medicina più naturale ed efficace che l’uomo abbia inventato per “i giorni neri”.

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Scacciapensieri

“Dolce negromanzia! / Ah, mago sapiente! / Su, insegnami il trucco / da usare nel dolore / che non allevia il medico / e che l’erba dei prati non sa guarire”. Sono i versi di Emily Dickinson ad aprire la raccolta di poesie Scacciapensieri curata da Dome Bulfaro, Anna Castellari, Simona Cesana, Patrizia Gioia per le Edizioni Mille Gru. E in qualche modo questo libro, con le illustrazioni del bravissimo Deka (poeta del colore e delle forme tra lo scritto e il bianco della pagina), risponde al luminoso appello della poetessa.

L'antologia dice infatti con i suoi testi che i dolori contro cui la medicina per così dire "tradizionale" non sa agire possono essere curati dalla poesia, quando canta sentimenti e gesti in grado di regalare una tonalità diversa ai “giorni neri”. La sfida aggiunta è destinare queste poesie ai bambini dagli 8 anni in su: persone che con estrema serietà vivono piccoli e grandi strappi quotidiani e che, al pari degli adulti, possono giovarsi in tanti momenti difficili della cura di parole immaginose e grandi, lontane dal livore, dall’indifferenza, soprattutto dalla derisione della ferita.

Le medicine sono 7, consegnate ai bambini dagli autori di 64 poesie più una serie di aforismi (la medicina speciale che chiude il volume): Alberto Casiraghy, Azzurra D’Agostino, Bruno Tognolini, Chiara Carminati, Dome Bulfaro, Donatella Bisutti, Francesca Matteoni, Giusi Quarenghi, Marilena Renda, Patrizia Gioia, Roberto Piumini, Silvia Salvagnini, Silvia Vecchini, Vivian Lamarque. E non a caso la prima medicina è l’amore, semplice e insieme complicatissimo sentimento fatto di cura e sogni, di desiderio, ma anche di strette di zampa tra uomini e bestie che superano la parola per restituirsi con tenerezza l’intesa, lo sguardo. Come nella poesia di Giusi Quarenghi: “C’è un cane che mi ama / e sta chiuso in un giardino / quando passo lui lo sa / mette il muso nel cancello / e mi aspetta con la coda / quando arrivo lui lo sa / io lo bacio sopra il naso / lui mi lecca sulle orecchie / la sua zampa la mia zampa / lo accarezzo mi sorride / Non dormiamo mai vicini / ma io so che ci sogniamo”. 

Il dialogo è medicina da somministrare agli altri e a se stessi (ascoltarsi, domandarsi, conoscersi, accogliersi per fare lo stesso con chi non è “io”: lasciarsi aiutare e aiutare). Lo dice bene Bruno Tognolini nella filastrocca dei segreti che pesano: “Ho nascosto quella cosa in fondo a me / Perché se non la vedo, lei non c'è. / Non ne parlo per non essere più triste / Perché se non la dico, non esiste / Ma laggiù in fondo a me, nel buio denso / Anche se non la vedo, io ci penso / E lei beve quel buio come inchiostro / E cresce sempre più, diventa un mostro / Ma io so cosa ai mostri fa paura / Il sole, che taglia in due la notte scura / Apro la mia finestra a questo sole / Ed apro la mia bocca alle parole / Ne parlo con la mamma, con l'amico / Tu mi spaventi, mostro?... E io ti dico! / E tu ti sciogli in un po' di porcheria / Mi dai un ultimo morso, e fuggi via / Mi rimane una bella cicatrice / Dov'è scritto: mostro morde, uomo dice”.

La medicina della risata serve a grandi e bambini per spargere un tocco di levità sui sentimenti e giocare con le parole, anche quelle dure e scontrose. I bambini possono trovarne le virtù nel bene che fa ai loro compagni di vita più grossi e più alti, per esempio quando la neve gioca col mondo, e il mondo con lei: “Quando nevica i grandi perdono degli anni di vita. / Ma non in avanti, non è che s’accorcia: / proprio il contrario, vanno all’indietro! / Ne ho visto uno, l’altro giorno, sul retro, / che guardava un altro rientrare. / Fa finta di niente, poi gli tira una palla di neve. / Che potente bellezza fare il mondo più lieve!” (sono versi di Azzurra D'Agostino).

Stupore e natura sono due medicine in fondo correlate. Lo stupore infatti è una cura che passa dagli occhi, avverte Silvia Vecchini, che in una brevissima poesia invita i bambini a guardare con curiosità il tesoro del mondo piccolo per stare meglio e capire di più (“La sapienza della ragnatela / ha fatto una goccia prigioniera. / Osservare è una minuscola miniera / tesori si nascondono / nella cosa più vicina. / Stupore, dolce medicina"). La natura, quinta medicina grande maga e amica di magie, ha questo di bello: suggerisce sempre nuove immaginazioni e condivisioni tra mondo umano, vegetale, animale, con la possibilità di trasformare un'orma d'inverno in un segnale di primavera, come nel testo di Francesca Matteoni che recita: “Gatto, che fai fuori dalla porta? / Entra che il freddo viene sulla soglia / e il pelo si è riempito di ghiaccioli. / Le zampe fanno impronte di boccioli”.

La medicina del tempo aiuta a fare i conti con la morte, la finitezza umana (si veda la filastrocca per la morte del nonno di Bruno Tognolini). Consente il dialogo tra generazioni, raffina gli accordi segreti tra mondo dei vivi e mondo dei morti. Con grazia, suggerisce ai bambini di maneggiare i minuti, raccoglierli in un pugnetto di secondi con la fantasia mentre giocano a "fare finta", interpellando lo specchio e stregandolo: “Mostrami specchio come sarò da vecchio / mostrami alto e più grande parecchio / mostrami se l’altezza porta tristezza / mostrami specchio come sarai da vecchio // mostrami se vecchio sarò bimbo lo stesso / mostrami non lo fossi il fallo commesso / mostrami se l’altezza porta saggezza / mostrami specchio il bambino che sono adesso” (Dome Bulfaro).

Nelle ultime due sezioni dell’antologia, si presentano le cure dell’armonia (Chiara Carminati, per esempio, intreccia suoni colori e canto parlando della notte come buona fata scricchiolante mormorii di cui non aver paura: Nella notte nulla nulla), e quelle dell’aforisma, che genera sorpresa e riflessione “per crescere di morale”. È questa la medicina speciale presentata ai bambini in chiusura del testo: guizzi di parole che risvegliano la mente, le danno spazio e strada per andare lontano, o per restare serenamente ferma su un pensiero. Per stare meglio, per stare bene. 

Per saperne di più

16 Marzo 2016 In libreria

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