Autovalutazione al via

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Come leggere le domande guida contenute nel RAV? Come compilare il Rapporto di Autovalutazione delle Scuole? Di Paolo Mazzoli. Anticipo da "La Vita Scolastica", 7, 2015.

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AUTOVALUTAZIONE

Paolo Mazzoli, nella rubrica "LA SCUOLA DELL'AUTONOMIA", su "La Vita Scolastica", dal numero di marzo si occuperà del RAV, il Rapporto di Autovalutazione che le scuole sono chiamate a compilare entro luglio.

Tre i temi affrontati: 

  • le domande guida;
  • gli indicatori;
  • le rubriche di valutazione. 

In anteprima per tutti i lettori del Magazine, ecco un assaggio dalla prima puntata.

Le domande guida

[...] Sulle domande guida va detto anzitutto che non sono… domande. Nel senso che il loro scopo non è quello di ottenere una risposta ma quello di orientare la riflessione su questioni rilevanti e riscontrabili. Dunque nella locuzione “domande guida” l’accento è sul secondo termine più che sul primo.

Prendiamo ad esempio una delle domande di pag. 18, riguardanti i cosiddetti “risultati a distanza”: Quali sono gli esiti degli studenti usciti dalla scuola primaria al termine del primo anno di scuola secondaria di I grado?
Potremmo cavarcela dicendo che non abbiamo dati, oppure limitarci a seguire gli alunni che restano nello stesso istituto comprensivo. Potremmo avere dati molto contraddittori a seconda della classe in cui sono stati iscritti gli alunni. Potremmo avere un plesso con un'unica quinta classe i cui alunni si ritrovano nella stessa prima media, ecc. Non c’è quindi una risposta giusta e le risposte dipendono molto dalla situazione territoriale in cui si trova la scuola. Il senso della domanda è quello di sollecitare una “riflessione informata” sul successo scolastico degli ex alunni arrivando a individuare, laddove è possibile, le variabili significative che lo determinano. [...]

Consideriamo ora una delle domande guida presenti a pag. 23, riferite alle pratiche educative e didattiche: La scuola utilizza prove strutturate per classi parallele costruite dagli insegnanti? La prima reazione che avvertiamo è probabilmente questa: se facciamo le prove per classi parallele siamo bravi, altrimenti siamo carenti e dobbiamo provvedere al più presto. Ma la domanda vorrebbe offrire solo uno spunto, tra i tanti, delle pratiche valutative che si possono realizzare in una scuola per diminuire, o almeno attenuare, le differenze tra le classi. E il primo passo in questa direzione dovrebbe riguardare la condivisione delle competenze richieste agli alunni e l’adozione, per quanto possibile, di criteri di valutazione comuni. [...]

Le 97 domande guida del RAV 
Le domande guida presenti nel RAV sono in tutto 97. Le prime 11 riguardano il contesto in cui opera la scuola e hanno lo scopo di far emergere le opportunità e i vincoli di cui tener conto. Le successive 17 riguardano gli esiti riferiti alle competenze degli studenti e hanno lo scopo di agevolare l’individuazione di punti di forza e di debolezza. Seguono 42 domande guida riguardanti le pratiche educative e didattiche e altre 27 riferite alle pratiche gestionali e organizzative.
Mentre gli esiti sono presentati come “dati sul risultato” della scuola, le pratiche educative e didattiche, così come quelle gestionali organizzative, sono descritte come “dati di processo”, cioè come strumento per ottenere i risultati migliori. 

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