Mense scolastiche. Buone pratiche da Genova

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Mense scolastiche. Buone pratiche da Genova

Intervista a Pino Boero

"Save the Children" monitora 36 Comuni e riscontra differenze notevoli nelle tariffe e nei criteri di accesso alle mense scolastiche. Genova è tra le realtà più virtuose. L'intervista a Pino Boero, assessore Scuola, Sport e Politiche Giovanili della città. 

Mense scolastiche

A Genova e in alcune città italiane come Bari, le mense scolastiche funzionano bene. In molte altre realtà la situazione è più difficile: le mense sono troppo care e non ci sono agevolazioni per i bambini di famiglie disagiate.

Lo dice un'indagine dell'Associazione "Save the Children", che ha monitorato 36 Comuni italiani registrando diverse cattive pratiche e, in generale, profonde differenze nella gestione delle mense quanto a costi e garanzie per bambini con famiglie numerose o in difficoltà economiche. Il rischio di discriminazione è dunque alto. Che fare? Intanto andiamo a vedere come hanno trattato il problema le realtà virtuose.

Pino Boero, tra i massimi studiosi di letteratura per l'infanzia e al momento assessore del settore Scuola, Sport e Politiche Giovanili di Genova, ci racconta le buone pratiche adottate dalla sua città.

Genova si segnala per l'alta qualità della gestione delle mense scolastiche, quanto a cura dei cibi e delle forniture in genere. In che modo siete arrivati a questo risultato?

Dalla prima Carta del servizio dell’anno scolastico 1997/98 ha preso avvio il percorso di quel Sistema Qualità che, nel 2002, verrà certificato UNI EN ISO 9001.2000. Elementi portanti del nostro Sistema sono: Sicurezza, Ecosostenibilità, Tracciabilità, Biobenessere, Eticità; per garantirne il mantenimento è attivo un sistema di controllo capillare e stringente (nell’anno scolastico 2012/2013, ad esempio, l’Amministrazione ha effettuato 2221 controlli su tutte le tipologie di gestione, dalle cucine ai centri di fornitura delle derrate, ai centri di produzione pasti, compresa l’acqua di rete).

Altro punto di forza è la Commissione Mensa che vede la partecipazione dei genitori (le Commissioni Mensa sono 237 per un totale di 737 referenti; 550 i controlli effettuati). Nell’ambito dei controlli l’Amministrazione ha irrogato penalità per non conformità pari a 45.700 euro.

Il Comune garantisce la mensa scolastica gratuita per i bambini con famiglie disagiate, figli di rifugiati e di famiglie numerose. Ci racconta i motivi di questa scelta e le politiche anche economiche adottate per consentire simili agevolazioni?

I motivi della scelta sono presto detti: consentire a tutti i minori l’effettivo inserimento nel sistema formativo della città cercando di eliminare fin dall’inizio quelle difficoltà economiche e sociali che portano a fenomeni di esclusione e di dispersione scolastica (la prassi inclusiva del Comune di Genova non prevede neppure l’esclusione dalla mensa dei bambini i cui genitori sono reiteratamente morosi).

Per garantire questo livello di prestazioni è stato adottato il modello dell'ISEE continuo che garantisce un rapporto equo tra reddito e tariffe: la tariffa massima del pasto è di euro 6.50 per il nucleo familiare con ISEE superiore a 30000,00 euro, mentre per ISEE da 0 a 5500,00 euro il pasto va da 1,03 euro a 1,31 euro (sempre che il nucleo non rientri nella casistica dell’esenzione o nell’abbattimento della quota ISEE per intervenuta disoccupazione).

Per garantire l’effettiva equità il nostro sistema prevede controlli dell’Amministrazione sulle dichiarazioni con – nei casi più gravi – trasmissione delle irregolarità all’Agenzia delle Entrate; da giugno a settembre 2013 i controlli dell’Amministrazione sulle autocertificazioni presentate dalle famiglie per ottenere le agevolazioni hanno rilevato il 20,37% d’irregolarità.

17 Maggio 2014 Cultura e pedagogia

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