Imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi

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Imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi

Intervista a Claudio Abbado

Con il Maestro Abbado se ne è andato uno dei massimi musicisti ed intellettuali italiani. Lo ricordiamo con un'intervista concessa in esclusiva a "La Vita Scolastica" nel 2009.

Claudio Abbado

“Un coro in ogni scuola” era il motto di un Progetto Speciale Musica promosso nel 1999 da Luigi Berlinguer, all’epoca Ministro della Pubblica Istruzione, che prevedeva la costituzione di laboratori musicali e di cori scolastici su tutto il territorio nazionale.

L’Emilia Romagna raccolse la grande sfida con il Progetto Regionale Musica e il concerto per il Progetto Te Deum, con un coro di voci bianche, e per il quale venne chiamato come direttore il Maestro Claudio Abbado.

Pochi giorni prima del concerto, Benedetta Toni incontrò il Maestro, che le rilasciò questa intervista per "La Vita Scolastica".

Che importanza ha la musica nella formazione della persona? In particolare, che importanza riveste l’incontro dei bambini con la musica e ancor più con il canto?

Nella vita di ogni persona,e particolarmente da bambini, è importantissimo imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi. Sono attitudini fondamentali nella vita di ognuno. Il fare musica, in particolare il fare musica insieme, è uno strumento efficace in questo senso, che ai bambini può essere proposto come un vero e proprio gioco.

Questo approccio, ormai acquisito in molti Paesi, dovrebbe radicarsi molto di più anche in Italia. È necessario che lamusica entri sempre più nella vita degli studenti di ogni età. Il coro è sicuramente la forma più immediata e coinvolgente ed è quindi l’ideale per un primo approccio,perché si basa su un’attitudine naturale. Cantare è infatti un impulso primordiale, innato nell’uomo. La vocalità attraversa la storia dell’espressione umana, fin dalla preistoria. Pensiamo poi alla magia del gregoriano,ai capolavori di Palestrina, di Bach, Mozart,Verdi, fino ai giorni nostri.

È per questi motivi che ha scelto il Te Deum di Berlioz per il concerto del 25 ottobre a Bologna?

Certamente. La partitura del Te Deum prevede, oltre a un’orchestramolto numerosa e a due cori di adulti, un coro di voci bianche formato da seicento bambini. Ciò rende di rara esecuzione questa composizione, che è poco conosciuta, soprattutto in Italia.Questo è un altro importante motivo chemi ha portato a scegliere il TeDeum.

Come hanno vissuto questa esperienza straordinaria i bambini?

Da questo punto di vista è molto importante, oltre al concerto, il percorso che i ragazzi hanno compiuto per arrivare alla serata dell’esecuzione: prima hanno provato a piccoli gruppi, ognuno nella propria scuola. Poi hanno iniziato a unirsi in gruppi di due o tre cori, quindi, a ridosso del concerto, tutti i seicento bambini si sono ritrovati per la prima volta insieme.

Una grande emozione per loro, soprattutto quando finalmente sono tutti saliti sul grande palco con l’orchestra e i cori degli adulti. La speranza è che dopo questo concerto continuino a faremusica insieme, in coro omagari iniziando a suonare uno strumento.

Quale è stato il suo incontro con la musica?

Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia dimusicisti. Si può dire che sia nato con lamusica. Già da quando avevo tre o quattro anni ascoltavo sempre trii di Mozart, Beethoven, Schubert, suonati in casa da mio padre Michelangelo, violinista, assieme al violoncellista Gilberto Crepax, padre di Guido, il mio amico più caro, e al pianista Carlo Vidusso.

Benedetta Toni: 21 Gennaio 2014 Cultura e pedagogia

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