Toccare, ascoltare, gustare. Insegnare e imparare in un’aula senza pareti

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Toccare, ascoltare, gustare. Insegnare e imparare in un’aula senza pareti

Dall’aula all’esterno: ogni occasione è buona per fare esperienze, affinare i sensi, scoprire nuove cose. E, al ritorno in classe, la narrazione anche scritta diventa fluida e spontanea. Di Anna Maria Latrofa

passeggiata in silenzio fuori dalla scuola

L’aula è un luogo d’apprendimento aperto costantemente verso l’esterno, uno spazio senza pareti e senza confini dove gli alunni imparano attraverso l’esplorazione e l’interazione diretta con il territorio vicino e lontano dalla scuola. Uscendo dall’aula, le occasioni di scoperta si moltiplicano e diventa così inevitabile e necessaria la narrazione.

A occhi chiusi

Siamo partiti dall’esplorazione del giardino della scuola in una fredda e luminosa giornata di marzo. Il giardino i bambini lo conoscono e lo vivono quotidianamente come luogo di ricreazione e di gioco; volevo, però, che ponessero maggiore attenzione a quei dati sensoriali che sono spesso percepiti solo come sfondo. Dopo la lettura del libro “Lucia” di Roger Olmos, racconto illustrato, illuminante e sorprendente sulla giornata di una bambina cieca, ho proposto ai bambini di esplorare una parte del nostro giardino con gli occhi bendati. I bambini divisi in piccoli gruppi hanno toccato, annusato, ascoltato, scoperto il loro giardino, costretti a fare attenzione a sensazioni meno evidenti di quelle visive. Questo tipo d’approccio li ha “costretti” ad avvertire sentimenti di spaesamento e di paura che non avrebbero mai potuto provare senza questa esperienza diretta.

Dopo l’esplorazione, tornati in aula, abbiamo ripensato e scritto le parole/sensazioni che avevano caratterizzato l’esperienza di ognuno. Le parole raccolte e scritte sono diventate una sorta di vocabolario da cui, poi, ogni bambino ha potuto attingere per raccontare con libertà la propria esplorazione.

Un’esplorazione basata su dati uditivi, olfattivi e tattili usati spontaneamente senza bisogno di schede di lavoro precostituite. Tutti i bambini, anche quelli con maggiori difficoltà di scrittura, hanno scritto della loro esperienza.

Oggi a scuola abbiamo fatto un’esperienza nuova. Ci siamo bendati gli occhi e siamo andati nel giardino. Avevo paura perché era tutto buio, il cuore mi batteva tanto. Ero preoccupato perché c’era tanto silenzio e mi sentivo perso. La maestra e il maestro ci prendevano per mano e ci portavano in diversi posti del giardino. Con le mani ho sentito il tronco duro dell’albero e ho toccato la terra bagnata. Avevo freddo nelle mani. Ho sentito il profumo della terra e dell’insalata. L’erba era fresca. Con le orecchie ho sentito il rumore del picchio che stava facendo un buco nell’albero. Quando camminavo sentivo lo scricchiolio dei rami, sentivo anche il cinguettio degli uccelli e le voci dei miei compagni e delle maestre. Èstata un’esperienza bellissima. Lucas 

Camminare in silenzio

Un pomeriggio durante la ricreazione abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni della scuola stando in silenzio per porre attenzione soprattutto ai rumori e ai suoni dell’ambiente. Al ritorno in classe, ogni bambino ha riferito i suoni uditi per strada e sul viale alberato che avevamo percorso. Per cercare le parole, per dire i suoni dei versi degli animali incontrati, ci siamo serviti di un glossario presente sul libro di grammatica; poi abbiamo scritto un testo collettivo raccogliendo gli spunti offerti da tutti. Qualche settimana dopo, siamo andati in un parchetto incastonato fra due palazzi con uno scivolo al centro, due panchine, due bellissime magnolie in fiore e un cancello che difende i bambini da una strada molto trafficata. I bambini si sono distesi sull’erba per guardare il cielo, hanno ammirato, annusato e abbracciato le magnolie e, una volta tornati a scuola hanno scritto un breve testo sugli alberi.

Oggi siamo andati al giardinetto in via Varesina, vicino casa mia. In questo parco ci sono tre alberi, di cui due magnolie: una era fiorita ma purtroppo l’altra no, perché sono due tipi di magnolie diverse. La maestra ci ha detto: - Sdraiatevi per terra e fate silenzio. - Allora Jovana ha detto che somigliavamo a dei bambini erba. Secondo me, in quel momento gli alberi hanno pensato: - Questi bambini sono proprio simpatici. - Chiara

Assaggiare i frutti che vengono da lontano

Qualche giorno dopo abbiamo visitato il mercato del nostro quartiere. Durante questa esperienza, mi sono accorta di quanti stimoli conoscitivi e sensitivi non previsti fossero disponibili. I bambini non italofoni hanno imparato “sul campo” tante parole nuove. Abbiamo visto, toccato e scoperto frutti e verdure sconosciuti di cui poi abbiamo ricercato l’origine e l’uso. Una mamma ecuadoriana ha cotto la radice di manioca che abbiamo assaggiato a pranzo il giorno dopo.

L’uscita al mercato, fatta di condivisione di risate, di scoperte, di vicinanza fisica, di assaggi, ha favorito lo sviluppo di quei vincoli di appartenenza al gruppo classe che nessuna attività pensata al tavolino della programmazione avrebbe potuto favorire.

…Oggi in classe la maestra ci ha detto: - Dovete usare i sensi dell'olfatto, la vista e l'udito. Per questo siamo usciti da scuola e siamo andati al mercato vicino alla chiesa… La maestra ha comprato i manghi, le fave, i piselli e la manioca. Abbiamo comprato la menta che ha un profumo buono e intenso. Su un'altra bancarella c'erano il salmone e le seppie. In un'altra ancora abbiamo visto un grande pesce spada e tutti noi eravamo a bocca aperta. È stata un'esperienza bellissima!... Lucas

Io e i miei compagni siamo andati al mercato a fare una passeggiata per vedere la frutta, la verdura, il pollo e il pesce. C’era una patata della Cina e Leo, il nostro compagno cinese, ci ha detto che lui la mangia a casa, c’erano anche dei peperoni dolci, poi l’uva, le fragole e quando Sara le vedeva, diceva: - Che buone, io le voglio Melany! -…Questa mattina è stata la più bella di tutte, io mi sono sentita super allegra. Melany

Narrare le esperienze

Il grande maestro Mario Lodi, con i racconti della sua scuola di un paese di campagna, ci aveva già testimoniato come la narrazione diventi spontanea e naturale nei bambini dopo aver fatto un’esperienza diretta e coinvolgente. È un insegnamento che vale sempre per tutte le scuole, anche per quelle delle grandi città: basta decidere d’insegnare in un’aula senza pareti. 

 

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