Lùn, Yan e la festa di compleanno

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Lùn e Yan sono due cuginetti cinesi della medesima età, ma dal temperamento e dalla personalità diverse. Al loro arrivo sono inseriti in classe parallele, ricevendo una differente accoglienza da parte dei compagni. La loro forte motivazione ad apprendere e il loro impegno lascia ammirati. Riprendiamo il loro nitido racconto.

Io sono tu sei

Applausi per Lùn

Quando Lùn si ricongiunge con i genitori in Italia, dopo due anni di scuola in Cina dove abitava con i nonni, viene inserito in III primaria, ma poi, in accordo con i genitori, viene spostato in II, dove ci sono maggiori possibilità di seguire il bambino con un percorso personalizzato. Lùn è un bambino sorridente, disponibile alla relazione che cerca spontaneamente. I compagni lo accolgono bene, gli fanno tante domande (attraverso la collaborazione della mediatrice); risponde con piacere guardando in viso i nuovi compagni.

È molto bravo in matematica e intuisce facilmente quello che l’insegnante propone alla classe: i compagni lo applaudono spontaneamente ogni volta che interviene ed esegue la consegna. Durante le lezioni di matematica diventa tutor dei compagni vicini di banco: è felice. Cerca di partecipare alle conversazioni ascoltando attentamente i compagni, chiedendo continuamente il significato delle parole sconosciute e ne verifica la comprensione utilizzando gli strumenti espressivi del disegno. Si fa subito molti amici, si inserisce subito nei canti e nelle attività laboratoriali di teatro ed è molto contento quando gli viene assegnato un ruolo di rilievo.

Le feste di compleanno a classi riunite sono un momento di integrazione ancora più forte: col cugino, Yan, canta “tanti auguri” in cinese al compagno che festeggia e in breve tempo tutti i bambini delle due classi imparano a loro volta la canzoncina in cinese che ripropongono ad ogni occasione.

È così importante per lui questa esperienza che quando si avvicina la data del suo compleanno chiede alla mamma la festa a scuola per regalo. Quel giorno Lùn arriva emozionatissimo e quando i compagni gli cantano gli auguri in cinese è raggiante. Si lascia baciare ed abbracciare e legge ad alta voce i biglietti di auguri che gli sono stati regalati. Lùn sta facendo ottimi progressi nella strada dell’apprendimento, ma molti di più in quella delle relazioni. […]

Yan, un bambino silenzioso

Yan, arrivato con il cugino Lùn, è un bambino “serio”, non sorride: è disponibile alla relazione – “sembrerebbe per educazione” precisano le insegnanti –, ma non la cerca spontaneamente. La classe si mostra poco accogliente, disinteressata alla sua conoscenza. Un compagno assume atteggiamenti di intolleranza: non lo vuole proprio vicino, si rifiuta di dargli la mano. Yan non sorride mai.

Ma è bravissimo in matematica. Capisce al volo le consegne, e i compagni se ne accorgono. In breve tempo il clima cambia: anche in questa classe partono fragorosi applausi. Anche Yan diventa tutor dei compagni vicini di banco con molta soddisfazione: il suo viso si arricchisce di espressioni diverse, fa intervenire l’insegnante quando il compagno sbaglia proprio tanto e comincia a rivolgerle un debole sorriso quando riceve i complimenti per la perfetta esecuzione di una consegna.

È un bambino che dimostra fin da subito una fortissima motivazione ad apprendere che manifesta sia con le insegnanti di classe che con le docenti volontarie.

A mano a mano che passa il tempo, il suo viso diventa sempre meno duro: in certe occasioni gli viene da ridere, tenta di trattenersi, ma non sempre ce la fa. Comunque sorride sempre più spesso!!

Anche per lui le feste di compleanno in classe diventano esperienze relazionali importanti: partecipa ai canti di auguri in italiano, in cinese, in inglese e quando sente i compagni cantare in cinese col cugino sorride. Ha atteso il proprio compleanno con desiderio e lo ha vissuto con molta emozione: pur con una certa titubanza si è lasciato abbracciare; ha distribuito ai compagni ciò che aveva portato da casa con molta serietà ma con disinvoltura e soddisfazione; quando i compagni gli hanno cantato gli auguri in cinese si è proprio divertito per le involontarie corbellerie che ha sentito.

Yan sta facendo ottimi progressi nella strada dell’apprendimento in tutte le discipline, in classe c’è un buon clima e anche le sue relazioni sembrano allargarsi: gli amici aumentano, i suoi compagni lo stimano e lo invidiano per le sue capacità (anche quello che inizialmente lo rifiutava), interviene in qualsiasi disciplina alzando la mano. Quando un compagno risponde in maniera non corretta, fa smorfie di disapprovazione; è autonomo nel gestire tutti gli spazi della scuola; apparentemente sembra star bene pur nella sua naturale serietà. […]

Due bambini in carne ed ossa

I profili di Lùn e Yan, redatti al termine dell’anno scolastico dalle insegnanti, ci propongono immagini di due bambini vivi, reali, che cercano la loro strada. Le insegnanti mostrano di saper cogliere e valorizzare, a vantaggio di tutta la classe, le loro abilità nella matematica (anche attraverso la peer tutoring) e momenti “speciali”, come le feste di compleanno, che diventano esperienze relazionali importanti per tutti.

Situazioni ed eventi come questi indubbiamente favoriscono positivamente i cammini di integrazione di bambini e ragazzi migranti, aprono a relazioni in classe più distese: è nostro compito di docenti saperli riconoscere, offrire loro uno spazio adeguato per esprimersi, promuoverli, guidarli attraverso una “sapiente”, ma non intrusiva, regia.

Uno sguardo sulla letteratura per l'infanzia

Ne troviamo esempi di vario tipo anche nella letteratura per l’infanzia, in particolare in quei libri per bambini e ragazzi che mettono al centro della storia la figura dell’allievo straniero neo arrivato. In queste narrazioni lo “sblocco” avviene quando i bambini e i ragazzi migranti hanno avuto l’occasione di esprimere saperi, talenti, competenze e capacità fino a quel momento non riconosciuti o grazie all’intervento di un adulto competente.

Come la partecipazione al coro della scuola nel racconto di Roberto Piumini (Il canto di Micaela e La voce di Sasha, Einaudi ragazzi, 2011, pp. 203 e 198, dai 9 anni in su), o l’accettazione da parte del gruppo dei pari che consente di superare la fase iniziale di “blocco” attraverso parole dolci e affettuose nell’albo illustrato di Silvia Serreli e Allegra Agliardi (Viola cambia scuola, EDT, 2009, p. 28, per i piccoli), o l’intervento di un adulto competente che diventa la leva da cui partire per intraprendere il viaggio di integrazione nel libro di Giusy Quareghi (Io sono tu sei, Giunti junior, 2007, p. 80, dagli 8 in su).

Buone letture che, sotto l’accorta regia dei docenti, possono favorire processi di identificazione e consapevolizzazione, possono insomma aprire il cuore e le menti dei nostri alunni, e diventare esse stesse occasione feconda per promuovere inclusione e un clima di classe accogliente.  

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