Lin, non sa l’italiano, per comunicare usa la lingua della danza

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Lin, non sa l’italiano, per comunicare usa la lingua della danza

Il buon lavoro di una ballerina e delle sue insegnanti.

Petite Danseuse

Questo blog

Nel corso di questi anni ho raccolto molti frammenti di storie di integrazione di alunni e alunne di origine straniera, scritte dai loro insegnanti al termine di un periodo di osservazione durato, talvolta, un intero anno scolastico.

Voglio condividere con voi questi “ritratti in movimento”, presentandone uno ogni mese. La ragione è semplicissima: essi consentono di meglio focalizzare la multifattorialità all’origine dei buoni esiti scolastici dei bambini e dei ragazzi, nonché i fattori che favoriscono i cammini dell’integrazione, che evidentemente non sono uguali per tutti.

Un inizio positivo

La mia “galleria di ritratti” prende avvio dalla giovane Lin, alunna cinese di quasi dieci anni, di classe terza, nata in Italia, ma con una storia di continui andirivieni tra i due Paesi.

Lin, tornata nuovamente dalla Cina, comunica solo con i gesti. Sembra non conoscere o ricordare alcuna parola di italiano. Da subito però si dimostra aperta e disponibile ad apprendere. All’inizio dell’anno scolastico (siamo nel 2011), le insegnanti preparano un piano differenziato delle attività che vede l’alunna impegnata nell’acquisizione della letto-scrittura; si incontrano con il padre per recuperare le informazioni personali dell’alunna, e grazie a questo colloquio prende avvio una relazione meno formale e più distesa con la famiglia e con Lin.

Gli apprendimenti - scrivono le docenti - procedevano agevolmente così come le relazioni all’interno della classe. Lin è difatti una bambina aperta e molto disponibile, non mostra difficoltà nel fare amicizia con i compagni, e la classe l’accoglie con grande felicità perché gli alunni sono abituati a conoscere e rispettare le differenze culturali.

A scuola di cinese

Per agevolare ulteriormente la sua integrazione, le insegnanti cercano di valorizzare ogni progresso dell’alunna, rendendone partecipe il gruppo classe. A turno, i compagni si offrono di farle da tutor. Contemporaneamente, l’insegnante ha preparato una lista di parole in cinese che insieme alla bambina ha imparato a pronunciare e a ripetere a seconda delle circostanze alternando il cinese e l’italiano. Questo ha inorgoglito Lin che è diventava a sua volta “insegnante”.

Una svolta importante nel percorso di integrazione si registra quando il team docente coinvolge la famiglia di una compagna di Lin con cui la bambina lega molto. "Questi genitori – proseguono le insegnanti – sono persone giovani e di larghe vedute, ed hanno accettato subito di invitare la bambina a casa. Si è creata così una sorta di fiducia anche tra le due famiglie e le bambine hanno trascorso spesso i pomeriggi insieme a casa dell’una o dell’altra".

Lin danza!

Ma il “tocco” registico dei docenti nel promuovere il cammino d’integrazione di Lin non si ferma qui. Già dal momento del suo arrivo, le insegnanti hanno notato una forte predisposizione di Lin per la danza, poiché - e questo è davvero straordinario - la bimba quando non riusciva a parlare comunicava con esercizi di ginnastica artistica.

Le docenti capiscono subito il potenziale integrativo di questo “talento”: convincono la famiglia di Lin ad iscriverla alla scuola di danza classica. I problemi di trasporto vengono risolti dalla famiglia della sua amica che la va a prendere e la riporta a casa, non facendo così perdere il lavoro al papà.

Questa – osservano gli insegnanti – è stata una mossa vincente, in quanto Lin si è sentita protagonista e ha ricevuto un suo ruolo. Non era più solo la nuova arrivata che tutti consideravano anche per cortesia e curiosità, ma si era perfettamente integrata. È stata protagonista anche in vari saggi nei teatri della zona.

Ma non finisce qui. Un altro elemento importante nel suo percorso è stato l’aiuto prestato da un ragazzo che andava a casa di Lin due volte a settimana per seguirla un po’ nelle attività scolastiche, ovviamente su proposta dell’insegnante e in accordo con la famiglia. Le lezioni si sono svolte con ottimi risultati… e così l’alunna ha avuto una spinta tant’è che l’ultimo mese di scuola ha svolto il programma di classe, chiaramente semplificato, ma con buoni risultati.

Un momento di “blocco” nel percorso di integrazione si è prodotto, invece, quando la mamma di Lin è dovuta tornare in Cina. La bambina sempre pronta, puntuale nel portare il materiale, sempre in ordine con i compiti sembrava disorientata e svogliata. All’inizio l’insegnante non era stata informata, ma poi indagando con la bambina ha capito la motivazione e piano piano la situazione di difficoltà è stata superata…

I risultati

Qui si ferma il racconto dei docenti. Ce n’è in abbondanza. Nel delineare il “ritratto” di Lin, le insegnanti hanno offerto una descrizione a tappe e molto sistematica dell’intervento didattico realizzato e dei progressi registrati dall’alunna. 

Dal racconto emerge con forza il ruolo (la capacità, la determinazione, le attenzioni) dei docenti, nonché le “strategie” messe in pratica per aprire le strade – ogni pertugio, ogni spiraglio – a occasioni e situazioni che potevano favorire un inserimento positivo della ragazzina. In questo cammino, il clima collaborativo e di fiducia reciproca in cui si muovono tutti i protagonisti – i familiari dell’alunna, i compagni, i genitori dell’amichetta… – si sono rivelati fattori fecondi e decisivi, grazie ai quali l’azione registica delle insegnanti ha potuto dispiegarsi con successo.

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