Fatou cerca la sua strada

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Fatou è nata in Italia, ma ha trascorso gran parte dei suoi anni nel paese dei genitori, la Costa d’Avorio. Ragazzina sensibile e motivata, al suo primo anno di scuola media, è alle prese con compagni sconosciuti e con una nuova lingua da apprendere. La fatica e la delusione sono i vissuti che maggiormente traspaiono dalle sue scritture iniziali. Ma la fiducia nei docenti e una forte motivazione possono aprire strade nuove e inedite.

Alvaro Danti - Vaso di fiori

Una storia, un'occasione

Fatou arriva nella nuova scuola, in prima media, verso la fine di settembre, poco dopo l’inizio delle lezioni. In realtà non è la sua prima volta in Italia: era già qua, con i suoi genitori, da piccolissima. Brevissimo il contatto con la scuola italiana. Non va alla scuola dell’infanzia e dopo il primo anno di primaria la famiglia fa ritorno in Costa d’Avorio, dove la bambina completa la scuola primaria.

L’impatto con la scuola media è forte per vari motivi, come precisa la sua insegnante di italiano:

  1. l’accoglienza dei compagni non è stata molto calda, anche perché è una classe dove su 21 alunni ben otto sono di origine straniera, quindi non è stata l’unico polo d‘attrazione. In fondo altri sette compagni dovevano pensare ad essere accettati anche loro e non si sono posti il problema di ‘pensare a lei’;
  2. nello stesso tempo i compagni italiani si trovavano in una condizione di scoperta (non facilitata dal comportamento irruento di un alunno con certificazione) e hanno fatto gruppo ognuno con gli ex amici delle elementari;
  3. la lingua è stata un grosso ostacolo. Il suo maggior rammarico è stato quello di "non capire", lei che nel suo paese era la prima della classe! Nonostante l’impegno e la volontà nel voler fare quello che facevano gli altri, le sue competenze pregresse non venivano ancora fuori. Meno male che invece a francese era una campionessa!”.

Fatou segue i corsi di italiano L2 e può usufruire dell’intervento di una mediatrice linguistica che presenta alla LIM una lezione sulla Costa d’Avorio, durante la quale la ragazzina racconta la vita dei bambini ivoriani, i loro giochi e soprattutto la loro cucina; spiega alcune ricette e illustra alcuni piatti utilizzando la lingua francese, “suscitando nei compagni anche qualche punta di invidia per la sua competenza linguistica”, dice ancora l'insegnante. Spesso basta uno spiraglio offerto da una occasione, da una persona per rimettersi in gioco!

Fiore in mezzo agli alberi o uccellino solo nel nido?

Fatou è una ragazzina molto motivata, con ottime capacità di apprendimento, supportate da non minore volontà e tenacia. In pochi mesi, fa degli enormi progressi nell’italiano. L’insegnante, attraverso alcune proposte didattiche, porta a galla alcuni stati d’animo, rappresentazioni e desideri della ragazza. Fatou si apre, si svela, racconta di sé, forse si sente accolta e riconosciuta da queste attenzioni e cure che le riserva l’insegnante. La ragazza dice di non essere contenta di se stessa perché era molto brava nel suo paese mentre adesso “non ce la fa”. Si rammarica che nessuno la possa aiutare né in famiglia né gli amici (perché non ne ha!) e ringrazia sempre le insegnanti che hanno per lei un ruolo importantissimo anche sul piano affettivo.

Si paragona ad elementi naturali con simbologie chiare e incisive. A casa Fatou si sente “un fiore in mezzo agli alberi”. A scuola, invece “è un uccellino solo nel nido”. Nel suo Paese è “un albero con l’acqua, i fiori e il vento”. In Italia “è una piantina con poche foglie”. 

Non c’è bisogno di essere grandi psicologi – nota la sua insegnante –  per interpretare il sentimento di sicurezza che Fatou trova nei suoi ambienti e la fragilità e delicatezza che invece vive negli ambienti nuovi.

Ma la realtà con tutta la sua durezza diventa delicata, quando le viene chiesto cosa vorrebbe fare da grande. Il sogno di Fatou è diventare “segretaria”. E poi aggiunge che non lo sa se potrà esserlo, perché non sempre “ci sono i soldi”. L’insegnante, ripensando a queste parole, affettuosamente sorride e conclude il suo racconto con queste parole: “…questo cammino insieme a lei è stato importante anche per me. Mi ha fatto capire, ancora una volta, che la grandezza di un sogno è nello sforzo del suo raggiungimento, non certo nella sua originalità”.

Una domanda

La lettura del ritratto di Fatou offre un’occasione preziosa di riflessione sulla varietà dei percorsi di integrazione con cui confrontare le esperienze che si vanno facendo.

Cosa ha funzionato in questo percorso di integrazione? Sembrano aver avuto rivolti positivi, in maniera diversa e con differente consistenza: i dispositivi e gli interventi di supporto allo studio (e al rinforzo linguistico in L2), il riconoscimento di certe competenze “nascoste” della ragazzina (grazie all’intervento del mediatore), la relazione personale fra l’alunna e le insegnanti, la sua forte motivazione.

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