Dal movimento al racconto: lo yoga stimola la narrazione

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Dal movimento al racconto: lo yoga stimola la narrazione

Nel post precedente vi abbiamo raccontato un percorso che, a partire dallo yoga, sollecita nei bambini il movimento, il disegno, la parola. In questa seconda parte, ecco il passaggio ulteriore: dai movimenti prende forma il racconto. Di Antonella Sada

sada yoga imitazione albero

Dopo aver insegnato ai bambini alcuni movimenti e figure dello yoga (vedi il post precedente) per imitazione, un passaggio successivo consiste nell’invitare i bambini a inventare un racconto utilizzando gli elementi presentati attraverso le asana. Per facilitare la produzione verbale si creano immagini di cartone, con le quali giocare come fossero burattini. Dai dialoghi spontanei si costruisce pian piano la trama. Si possono aggiungere discorsi diretti e suoni onomatopeici, si può descrivere il carattere del personaggio e quando la narrazione è pronta, attraverso il gioco con le sagome, si ripete e memorizza la storia. Non importa se i racconti risulteranno realistici o improbabili purchè tutti siano motivati a dare il proprio contributo e si sentano coinvolti.

C’era una volta un pesce…

“C’era una volta un pesce palla che viveva mezzo al mare”, comincia un bambino, “Aveva due amici squali”, continua un altro, “ … si chiamavano Piripim e Piripam”, si concorda insieme dopo un acceso dibattito.

 

“Un giorno arrivò un cobra marino che voleva mangiare il pesce palla perché ne era ghiotto…”

“ma lui chiese aiuto ad un’aquila…”

“che gli indicò un fiore tra gli alberi che lo avrebbe aiutato e ….”:

      

pian piano il racconto prende forma!

Dare parola al corpo

Creazione dei personaggi, definizione di una “situazione-problema”, figura dell’eroe e dell’antagonista: si cerca di seguire la struttura classica della fiaba, pur con uno svolgimento semplice e sintetico. Quando tutti i bambini hanno familiarizzato con il racconto, la trama viene riproposta durante gli incontri di yoga. L’insegnante legge una parte del racconto e, quando si interrompe, esegue l’asana corrispondente al personaggio citato. Al suono di un piccolo gong, i bambini ripetono la sequenza dei movimenti che porta a realizzare la posizione, la tengono per qualche istante e, al secondo suono del gong, la sciolgono.
Il percorso prevede quindi che, partendo da un vissuto corporeo, si passi attraverso forme diverse di simbolizzazione: grafica, plastica e verbale, per poi ritornare a concentrarsi sul movimento.

 

Il corpo prende forma

Infatti pur intervallandosi con altre proposte, l’attenzione in questo percorso resta comunque centrata sul corpo. I bambini acquistano gradualmente consapevolezza delle sue parti, delle sue simmetrie, del movimento segmentario e ciò li aiuta a sviluppare la coordinazione ed il controllo. Riuscire ad assumere una posizione con precisione crea nel bambino un senso profondo di sicurezza nelle proprie capacità e contribuisce a costruirsi un’immagine positiva di sé. A livello operativo questa consapevolezza viene incoraggiata creando delle grandi immagini che riproducono in scala reale il corpo mentre esegue le asana. A turno i bambini si sdraiano su fogli di carta da pacco e un compagno traccia la loro sagoma, in un gioco grafo-motorio che si unisce alla denominazione delle varie parti del corpo.

Per concludere in modo festoso, questi grandi pannelli possono essere usati anche come coreografia d’effetto per una rappresentazione finale a cui invitare anche i genitori.


 

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