Una staffetta di scrittura per comprendere i diritti

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Una bella esperienza di scrittura collettiva che coinvolge 400 bambini della primaria per festeggiare il trentennale della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia. Di Franco Lorenzoni (con Roberta Passoni)

gruppo classe scrittura cooperativa

Mercoledì 20 novembre, per celebrare i 30 anni della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in 15 classi seconde e in 13 classi quarte di altrettante scuole primarie della provincia di Terni, contemporaneamente, quasi 400 bambini leggeranno due incipit donati da Fabrizio Silei e Bruno Tognolini.
Comincerà così un percorso che porterà, nel giro di quattro mesi, alla composizione corale di due storie che partono da un articolo della Convenzione e nessuno sa dove andranno a parare.

 

Un'esperienza entusiasmante

Roberta Passoni, che ha ideato e coordina questo grande sforzo collettivo, scrive:

«La scelta di realizzare una staffetta di scrittura per ricordare la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia nasce dalla constatazione che quella Convenzione, come la nostra Costituzione, è un testo collettivo generato da un lavoro comune e dall’impegno di molte persone che hanno cercato di armonizzare idee, valori e principi in un unico testo in cui tutti potessero sentirsi rappresentati.
Anche noi con i nostri alunni siamo chiamati a lavorare insieme, cercando di arrivare a un testo che non sia solo la somma di diversi capitoli scritti separatamente, ma riesca a rendere l’idea di un’operazione di adattamento del proprio pensiero a quello dei compagni vicini e lontani.
Scrivendo questi due libri insieme, come già abbiamo sperimentato lo scorso anno a partire dalla Dichiarazione dei diritti umani, abbiamo scoperto quanto sia difficile e impegnativa, ma allo stesso tempo interessante, l’esperienza di accordare il nostro immaginario con quello degli altri, sopportando anche le piccole o grandi frustrazioni che questo processo lungo e articolato può provocare.
Anche quest’anno insieme, alunni e docenti, siamo chiamati a un grande lavoro di cooperazione che si svolgerà a più livelli.

Prima dell’avvio della staffetta ho proposto due incontri in cui tra adulti ci siamo messi in gioco in una scrittura collettiva, prendendo spunto dalle esperienze di Mario Lodi, Don Milani e Paul Le Bohec. Tutti i docenti che parteciperanno all’iniziativa hanno ricevuto spunti bibliografici e suggestioni letterarie tali da rendere l’esperienza della staffetta una reale occasione per la nostra crescita professionale.
Ogni classe avrà una settimana di tempo per la scrittura, al termine della quale il capitolo sarà pubblicato in drive e condiviso con le altre classi.
I bambini sanno in quale giorno della settimana riceveranno il nuovo capitolo e nell’esperienza dello scorso abbiamo visto con quanto entusiasmo e quanta aspettativa accoglievano la continuazione di una storia che cresceva sotto i loro occhi settimana dopo settimana. Erano ansiosi nell’attesa del momento in cui loro avrebbero dovuto dare il loro contributo creativo ma, anche dopo, leggevano con attenzione i capitoli successivi scritti dalle altre classi, curiosi di conoscere che sorte stava toccando ai personaggi e alle avventure che avevano contribuito a delineare. Così, in questa esperienza, bambine e bambini hanno imparato ad aspettare pazientemente l’arrivo di qualcosa a cui si tiene.
Tullio De Mauro, in molti suoi scritti, parla della necessità di “risvegliare le energie intellettuali necessarie a capire un testo”. La motivazione che ha sostenuto gli allievi nella lettura e scrittura dei capitoli del libro che andavano componendo li ha sicuramente aiutati a trovare tali energie».

 

Diritto all’espressione

La Convezione sui Diritti dell’Infanzia parla del diritto all’espressione, che ha come fondamento il riconoscimento della dignità di ciascuno.
L’esperienza che stiamo sperimentando nella provincia di Terni crediamo sia un modo significativo di rispondere all’appello che il Tavolo Saltamuri sta promuovendo nelle scuole in questo autunno, per approfondire la lotta contro ogni forma di discriminazione e rimettere all’ordine del giorno la questione dello Ius soli e Ius culturae, diritto negato a un milione di minori che abitano le nostre città e le nostre scuole.

 

  

 

 

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