Viaggio nei sogni

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Lavorare sul tema del sogno facilita l’emersione di vissuti personali, timori e paure. Ma è anche una buona occasione per parlare di progetti futuri,“rispolverare” le fiabe classiche e viaggiare dormendo. 

sogni per il futuro0005

Ninne nanne e colori dei sogni

La pratica quotidiana della conversazione nell’angolo morbido inizia fin dai primi giorni di scuola ed è davvero utile per conoscersi, creare il gruppo e abituarsi a raccontare e scambiarsi esperienze ed emozioni. Com’è naturale, spesso si parla anche dei sogni, incubi compresi. Per agevolare questi racconti, che a volte svelano paure e timori infantili, ho pensato – fin da subito – di affiancare la discussione a letture che da un lato favoriscano l’emergere dei ricordi e dall’altro tranquillizzino i bambini rispetto ai sogni più spaventosi.
Per creare un clima sereno e introdurre l’argomento inizialmente faccio ascoltare ai bambini ninne nanne delle varie tradizioni culturali del mondo. In particolare, risultano sempre molto gradite All’ombra dell’olivo e All’ombra del baobab, nenie di provenienze diverse raccolte in due volumi. Dopodiché, uno alla volta, tutti sono invitati a raccontare come si addormentano e le loro “abitudini” legate all’andare a dormire. L’attività successiva è quella di attribuire un colore ai sogni belli e uno a quelli brutti, scoprendo un po’ scontatamente che in quest'ultimo caso le tinte sono prevalentemente scure: nero, blu e viola.

Libri per sfatare la paura del buio

Poi si riflette tutti insieme sul fatto che di notte – momento in cui si va a dormire – a luci spente e senza la luce naturale del sole il buio avvolge tutto. Molti bambini “confessano” di dormire, per paura del buio, con una lucina accesa perché prima di addormentarsi la loro fantasia crea figure mostruose – “personaggi spaventosi” che faccio disegnare su cartoncini neri – nascoste negli anfratti della cameretta, sotto il letto o dentro l’armadio.
Per sfatare questa falsa credenza, tra le prime letture propongo Ballando con il buio di Ella Burfoot e Il mio mostro sotto il letto di Barbara Barbantini. In spagnolo, con il supporto del mediatore linguistico, è molto bello ¿Te da miedo la oscuridad? di Jonathan Farr, dove sono presentati quei personaggi “paurosi” che movimentano i sonni notturni dei più piccoli – mostri, vampiri, fantasmi – e che, cosa strana e paradossale, hanno paura l’uno dell’altro… Alla fine, però, i due protagonisti – un lupo e una pecora - amici inseparabili capiscono che non devono temere della loro presenza e tutti tornano a casa propria a dormire.

“Scaccia incubi”: tra magia e tradizioni popolari del mondo

Un grande aiuto per far sparire gli incubi, tanto ricorrenti nei bambini, viene sempre dall’amico Mago dell’Armadio, che dopo aver ascoltato storie paurose scrive una lettera invitando i bambini a disegnare il loro incubo e quindi a chiuderlo nell’armadio dove, magicamente, provvederà poi lui a farlo sparire. Non serve aggiungere che questa strategia risulta, da sempre, vincente nella totalità dei casi e perciò continua nel tempo…
Durante le nostre conversazione nell’angolo morbido abbiamo scoperto come i vari popoli utilizzino una serie di piccoli oggetti da porre sopra la culla dei neonati per “acchiappare i sogni” positivi. Alcuni bambini hanno subito fatto l’accostamento con il carillon della “casina delle api”, che accompagnava il momento della nanna. Ma abbiamo anche scoperto che gli indiani Cheyenne costruivano gli acchiappasogni con un cerchio di legno flessibile, perline e piume, mentre in America Latina – in particolare in Guatemala – alcuni bambini hanno raccontato che esistono dei piccoli amuleti, perlopiù bamboline di pezza, che posti sotto il cuscino scacciano gli incubi e le preoccupazioni. A completamento di questo percorso si presta bene la storia di Anthony Browne, Sciocco Billy, al cui protagonista la nonna regala proprio queste preziose bamboline.

I sogni però a volte sono anche storie molto belle, e proprio per esorcizzare quelle negative in seconda ho proposto alcune letture che potessero coinvolgere positivamente i bambini. Ho introdotto l’argomento con Il grande libro dei pisolini, di Giovanna Zoboli, letto anche in inglese e in spagnolo per stimolare i bambini a imparare i termini legati all’argomento in più lingue, comprese le tante presenti in classe. Grazie a questa lettura ho potuto lavorare anche sull’abbigliamento da “nanna” adottato nelle diverse aree geografiche dei bambini: come hanno raccontato alcuni provenienti dal centro e dal sud America o dalla Nigeria, nei loro paesi d’origine non esistono i piumoni e neppure i pigiami a manica lunga!!!

“Un sogno è… un desiderio che potrebbe diventare realtà”

Anche in terza si è tornati sul tema “sogni” con un brainstorming iniziale per spiegare il significato di questa parola e successivamente con la creazione di un cartellone in cui sono state riportate tutte le definizioni. Le frasi richiamano, nella quasi totalità, desideri e aspettative future: “è un desiderio che potrebbe diventare vero”, “sono cose fantastiche che ti piacciono”, “è un desiderio avventuroso”. La riflessione sulla quale si è lavorato è stata che spesso si sognano eventi che ognuno vorrebbe si trasformassero in realtà, spesso cose semplici come possedere “un giocattolo nuovo” o “poter giocare tutto il giorno”; altre più impegnative, come “diventare ricco e famoso” o “poter adottare un piccolo animale”; alcune addirittura impossibili e toccanti, come “rivedere una persona cara che non c’è più”.

 

Per avviare questa attività uno dei primi libri proposti è stato Olivia, di Ian Falconer – già utilizzato per affrontare il tema della famiglia –, in cui la piccola protagonista, una simpatica maialina, sogna di diventare, aspirazione comune a molto bambini, un’affermata cantante e una famosa ballerina. Anche Il sogno di Matteo, di Leo Lionni, propone interessanti spunti sia per approcciare l’arte moderna sia per riflettere su ciò che potrebbe essere il futuro al di là delle aspettative della propria famiglia.

Dopo queste letture si è potuto iniziare a lavorare sui progetti di ogni bambino partendo dalla dicotomia “sogno notturno – sogno futuro”. Ognuno di loro è stato invitato a chiudere gli occhi e a provare a “sognare” cosa potrebbe desiderare per il suo futuro, sforzandosi però di immaginare qualcosa di importante e non scontato. Sono emersi i mestieri più disparati, tutti motivati e spiegati in un testo che ha dato significato a quest’attività. Ci sono, come sempre, alcuni bambini che ambiscono a diventare calciatori, soprattutto per i risvolti economici di questa professione, ma anche altri che scelgono professioni come lo zoologo, per studiare gli animali, il medico, per scoprire nuove cure, il pilota, per vedere il mondo dall’alto, l’architetto, perché tutti possano avere una casa. Poi ci sono ballerini, cantanti e qualcuno che vorrebbe ripercorrere le orme dei propri insegnanti o dei genitori, magari facendo ritorno al suo paese d’origine. A conclusione di questo percorso ho proposto la lettura de Il sogno di Rossociliegia, di Shirin Yim Bridges, che raccontando di una bambina cinese riepiloga molto bene quello a cui, per ora solo nei desideri, ognuno di loro potrà ambire in futuro.

Elementi magici tra fantasia e mito

Molto coinvolgente è stato leggere L’omino dei sogni, di Gianni Rodari, proposto in spagnolo. La difficoltà della lettura in lingua della filastrocca è stata superata, come spesso accade, grazie al supporto dei bambini madrelingua che hanno aiutato gli altri a comprendere il significato delle parole più difficili. Dopo una prima lettura e la traduzione, il testo è stato confrontato con quello in italiano per facilitare la comprensione di alcuni aggettivi particolarmente ostici. In seguito ho proposto un “magico” racconto di Alessandro Ghebreigziabiher, Una storia orizzontale, letto in due step. Al termine della prima parte, interrotta nel momento in cui la protagonista incontra un folletto e inizia il suo “viaggio” nel mondo dei sogni, ho chiesto ai bambini di immaginare il sogno di Elisa. E solo al termine della condivisione dei loro scritti ho terminato la lettura, svelando il finale raccontato dall’autore.

In quarta normalmente l’attenzione si focalizza su miti e leggende riguardanti l’argomento “sogno”, come nel caso del Mito di Morfeo. Una lettura interessante è La Giovanna nel bosco, riedito in forma di fumetto da Gallucci nel maggio 2015, in cui la protagonista – accompagnata dal drago Tommasone – sogna di diventare una dama del medioevo. Molto valido, anche per i più grandicelli, Notturno. Ricettario dei sogni, dell’autrice e illustratrice argentina Isol. Una vera raccolta di ricette, sotto forma di magiche tracce luminose, per animare le notti di visioni buffe, scheletri danzanti, sirene, alieni e animali immaginari.
In quinta invece è sempre molto interessante analizzare quelle fiabe in cui si parla di notte, paura del buio e sogni. Una ricerca lunga e non semplicissima, anche perché non tutti i bambini conoscono le fiabe classiche, al di là de La bella addormentata, Biancaneve, Cenerentola e Alice nel paese delle meraviglie. In questo lavoro ci è stato d’aiuto avere vicino alla scuola la biblioteca di quartiere, dove abbiamo potuto consultare le raccolte delle principali fiabe.

In che lingua sogni?

Un elemento emerso nelle discussioni è che nei sogni non si parla sempre in italiano. Ad esempio, i bambini con genitori non italofoni che a casa mantengono la lingua madre sognano nell’idioma d’origine o in entrambi. Ma è venuto anche fuori – un po’ come accade nelle favole – che si riesce a parlare con gli animali o a inventare nuove lingue di fronte a persone sconosciute con cui non si potrebbe altrimenti comunicare; oppure che si può cambiare lingua a seconda dell’interlocutore. Ed è così che, dormendo, alcuni colloquiano con i famigliari nella lingua madre, con gli amici in italiano e in dialetto con i loro nonni.

Viaggiare sognando

Ma si può sognare anche a occhi aperti, soprattutto quando occorre fuggire da qualcosa di negativo. E allora – in quinta – la lettura de La mappa dei sogni ci ha fatto vedere come anche durante le persecuzioni razziali della seconda guerra mondiale un bambino, grazie a un espediente – nella circostanza un grande planisfero colorato – riuscisse a evadere dalla realtà viaggiando con la fantasia. Proprio prendendo spunto da questa lettura, ogni giorno dopo la mensa dedichiamo un po’ di tempo al relax per lasciare la mente libera di immaginare cose piacevoli con l’aiuto di musiche ispirate ai suoni della natura. Anche il brano “Il sogno di Ixkem” – in apertura de Lo scrigno dei sogni di Rigoberta Menchù – ambientato in un villaggio Maya, ci ha aiutati a creare storie fantasiose, così come Viaggiatori del sogno, di Giuliana Fanti e Andrea Calisi. Quest’ultimo libro, arricchito da belle illustrazioni, racconta i sogni di persone accomunate dal desiderio di esplorare luoghi diversi di uno stesso magico territorio – l’Australia –, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni. Un tour nelle “viscere” di un continente misterioso che è stato da stimolo per creare storie di ipotetici viaggi spazio – temporali.

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