Per accogliere bisogna sentirsi a casa

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È tempo di accoglienza. Tempo di riprendere o tessere i fili di relazioni buone e di predisporre condizioni positive per l’apprendimento di ogni bambino e ragazzo. Ma, per poter accogliere, anche gli insegnanti – “vecchi” o “nuovi” che siano – devono sentirsi a loro volta accolti e sentirsi parte del contesto educativo che è anche la loro casa. Di Graziella Favaro
 

accoglienza immagine

Buon anno scolastico a tutti gli insegnanti che accolgono con attenzione e competenza: ai docenti di nuova nomina che cominciano un’avventura appassionante e coinvolgente e a coloro che riprendono un cammino già iniziato!

Sesamo cercherà anche quest’anno di essere uno spazio di condivisione e di proposta, di valorizzazione delle esperienze positive e di riflessione sui cambiamenti di una scuola per tutti e per ciascuno.

Buona ripartenza a tutti e buona accoglienza per tutti, grandi e piccoli!       

Anche gli insegnanti possono essere spaesati

Il tema e le azioni dell’accoglienza dei bambini e dei ragazzi – i piccoli che iniziano il cammino e coloro che lo riprendono dopo la pausa estiva – sono al centro dei discorsi e delle proposte di questi giorni. Il rito del nuovo inizio consegna un messaggio positivo, inaugura il cammino insieme, costruisce le condizioni per sentirsi parte di un gruppo, di una classe, di una comunità.  Ma anche gli adulti hanno bisogno di essere accolti; hanno bisogno  di riti che facilitino l’entrare a far parte di un “cerchio caldo”, di un gruppo di lavoro. Non si può accogliere se chi accoglie non  si sente a casa, se non si conosce   e condivide  il luogo, il tempo, le regole e le opportunità del nuovo contesto.

Come succede agli alunni,  anche gli insegnanti infatti possono sentirsi spaesati nella nuova scuola perché di nuova nomina o  perchè trasferiti da altri contesti. Succede a volte che capitino in città e scuole lontano dal luogo di residenza di cui poco sanno  e di cui ignorano la storia esplicita e gli eventi che le caratterizzano. Con il tempo, il disorientamento iniziale si attenua e si individuano punti di rifermento e ancoraggi.  Ma forse sarebbe il caso di rendere esplicita e ordinaria  la fase di accoglienza dei docenti e organizzare il rito del racconto di una biografia collettiva.

Racconto di scuola: una biografia collettiva per immagini e parole  

Raccontare la scuola, i cambiamenti  intervenuti nel tempo,  tratteggiare la comunità in cui a scuola si trova ad agire,  delineare a grandi linee i ritratti dei bambini e dei genitori che la abitano: sono azioni e attenzioni  importanti per accogliere, scambiare, condividere. Servono certamente ai nuovi insegnanti, ma  sono riti di ripartenza utili e importanti anche per chi nella scuola ci sta da tempo,  l’occasione per fermarsi un momento e ripercorrere il cammino fatto finora e prefigurare le tappe a venire.

I primi giorni del nuovo anno possono allora prevedere un momento collettivo dedicato al racconto della scuola, alla condivisione e allo scambio, organizzato attorno a temi quali:  

  • i cambiamenti negli ultimi anni e i dati;
  • le caratteristiche della comunità e del quartiere;
  • i nodi critici e i punti di forza;
  • le collaborazioni con il territorio;
  • i progetti in atto…

Un progetto promosso dal MIBAC  dal titolo “Da un oggetto racconto la mia scuola” invita gli alunni a narrare la loro scuola a partire da un oggetto, un’immagine, un documento… (www.movio.beniculturali.it). Possiamo  riprendere questa sollecitazione e intrecciare lo  sguardo degli adulti (insegnanti e genitori) con quello dei bambini e dei ragazzi.    

Il tempo della ripartenza è anche l’occasione per condividere e mettere in comune proposte, strumenti, materiali.  Oltre a rendere esplicito il racconto sulla scuola, in questa fase di avvio,  è importante anche  orientare i docenti neo accolti a conoscere e usare le risorse già presenti nella scuola: i materiali didattici prodotti e sperimentati, i progetti  e le azioni  realizzate ed efficaci, i testi disponibili e le indicazioni che hanno funzionato… Per la scuola multiculturale e l’accoglienza degli alunni neoarrivati, è un buon esempio di collaborazione e generosità il Toolkit per l’accoglienza degli alunni neoarrivati , curato da Arcangela Mastromarco e messo a disposizione di tutti sul sito: www.icgiacosa.edu.it.   

Perché nessun insegnante  si senta solo a dover ricominciare da capo.  
 

 

 

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Commenti

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    emicciarelli

    15:37, 1 Settembre 2019
    Grazie alla dott.ssa Favaro per le sue suggestioni sempre profonde e arricchenti. Anche io, in questi giorni, nel mio ruolo di dirigente scolastico, ho avuto modo di incontrare tanti docenti neo immessi in ruolo. Mi sono posta in una dimensione di ascolto percependo la gioia, l’incredulità, ma anche il loro disorientamento.Per molti si tratta di una meta agognata dopo lunghi periodi di precarietà, per altri addirittura di un’esperienza completamente nuova.Nel condividere i loro sentimenti mi sono emozionata ed ho riflettuto sul bisogno di cura, sulla necessità di non dare nulla per scontato, sul fatto che i nuovi maestri rappresentano un potenziale straordinario per la scuola e non possono essere lasciati soli.Nella maggioranza dei casi l’unica esperienza di riferimento è il loro essere stati alunni e tanti “errori pedagogici” nascono dall’improvvisazione, dall’ingenuità, dalla non conoscenza del patrimonio esperienziale che le diverse scuole hanno potuto costruire nel tempo.La presenza di nuovi insegnanti può rappresentare anche una forza vivificante per colleghi maturi e un po’sfiduciati che saranno posti nella condizione di ripensare e ripensarsi attraverso domande di fondo e di senso fuori da ogni possibile routine o abitudine.Per poter avere cura e custodire i nostri ragazzi è necessario essere a nostra volta oggetto di cure e di accoglienza.Nell’Istituto che dirigo, ogni anno, dono una parola chiave, un valore cui ispirare il comune agire educativo.È stato il tempo della bellezza o della gentilezza…Quest’anno è l’armonia.Vivere in armonia presuppone rispetto.Rispetto e attenzione nella relazione con l’ambiente con sé stessi e con gli altri.In una comunità educante nessuno né adulto, né bambino può essere lasciato solo.Benvenuti. Piccoli e grandi studenti, giovani e meno giovani insegnanti, si riparte per una nuova avventura.Purtroppo per me, alla vigilia del pensionamento, l’ultima di un lungo viaggio in cui non ho mai smesso di credere nella forza e nella potenza dell’educazione per un mondo migliore. Insieme è possibile.Buon nuovo anno scolastico.Elisabetta MicciarelliDS Istituto Comprensivo "Grazie Tavernelle" Ancona