L’incessante avventura di essere insegnante

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Nel giorno della festa dei lavoratori, Primo Maggio, un pensiero a chi svolge questo delicato e importante compito educativo. Di Maurizia Butturini

gruppo maestre scuola infanzia

Tanti di noi hanno scelto questo lavoro per aspirazione sincera e passione educativa profonda, altri lo hanno intrapreso per mille diversi motivi. Indipendentemente dal punto di partenza, credo che tutti abbiamo avuto la possibilità di scoprire che il mestiere di insegnante rappresenta una grande sfida. Siamo coinvolti quotidianamente nel far fronte a problemi, desideri, percorsi, innovazioni, perdite, provocazioni, reazioni, incontri, sorprese… Ci è richiesta curiosità, disponibilità, competenza; anche il coraggio di affrontare, meglio se insieme ai colleghi e alle famiglie, tanti interrogativi, dubbi, ricerche di possibili azioni per rispondere ai bisogni dei bambini e di tutti.
Nonostante le difficoltà e a volte le sconfitte che ci troviamo a vivere sia all’interno della scuola, nella vita di ogni giorno, sia nella più ampia realtà sociale, culturale, politica che non sempre comprende e valorizza il nostro lavoro, questo mestiere di insegnante ci apre a grandissime possibilità di realizzazione personale e di forte aiuto a chi ancora deve mettere i propri passi nel futuro: i bambini e le bambine.
È decisivo quanto essi vivono assieme a noi in questi freschi anni dell’infanzia se sappiamo scegliere e donare loro un giardino fiorito di incontri e di esperienze ricche di senso; se diamo spazio alla scoperta e alla costruzione di buone relazioni, nella fiducia e nell’empatia; se allegria e felicità accompagnano il fare e il capire; se sappiamo far sì che vi sia bellezza in ogni proposta, per i sensi, per la mente, per il cuore; se pensare e creare qualche cosa che abbia valore per sé e per gli altri è un nostro traguardo; se riflettere su di sé e sul mondo diventa abitudine, condivisa nel tempo lento, nel dialogo e nella libertà di esprimersi; se aiutiamo ciascuno a scoprire i propri doni perché possa nutrirli e offrirli agli altri.
In questo Primo Maggio, questi sono i pensieri che ho immaginato possano sostenere il nostro lavoro. Se così sarà, allora sì i bambini ci guarderanno e ci ricorderanno come maestri che hanno saputo riconoscere in loro la persona in divenire e l’hanno aiutata a fiorire. E questo è il nostro mestiere… che così ripaga di ogni fatica perché tutto ciò ha a che fare con le nostre vite.


 

 

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