Un’aula a cielo aperto

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La Scuola dell’infanzia Sacro Cuore – Cooperativa sociale “Il Piccolo Principe” di Empoli (FI) riflette sul valore delle esperienze all’aperto e riprogetta il giardino con l’aiuto dei genitori. Di Maria Laura Benvenuti e Sabrina Gori, coordinatrici pedagogiche.   

sabrina gori nido infanzia empoli giardino

All’interno delle esperienze formativa che la scuola offre ci siamo fermati a riflettere su come favorire la scoperta della natura e del mondo che ci circonda.
La nostra attenzione verso lo spazio esterno è diventata “critica” e abbiamo cominciamo a interrogarci su ciò che era presente e se rispondeva esattamente a ciò che i bambini volevano fare fuori. L’evento straordinario della caduta di un piccolo ramo da uno degli alberi ha dato avvio a giochi spontanei nei quali i bambini hanno sperimentato le proprie abilità motorie. È così che alcuni di loro hanno proposto di riutilizzare i rami più grandi per costruire una tenda degli indiani… è nata una prima installazione spontanea.
L’interesse per molte settimane è rimasto incentrato nel progettare, ideare e realizzare nuovi giochi per il giardino e ai bambini è stato chiesto di rappresentare graficamente e di raccontare la propria idea e gli arredi desiderati.

Condividiamo le idee con le famiglie

L’équipe educativa della scuola ha deciso di accogliere i suggerimenti e le proposte dei bambini e di avviare, facendo tesoro delle professionalità e dei talenti dei genitori e delle famiglie, una ristrutturazione degli spazi esterni del giardino.
Nella fase progettuale genitori, architetti e ingegneri di professione hanno realizzato il disegno del nuovo allestimento sulla planimetria del giardino inserendo le idee e i suggerimenti dei bambini.
Per numerosi giorni genitori e nonni si sono dati appuntamento nel giardino della scuola per realizzare gli spazi, i nuovi arredi e costruire una serra didattica.

Dal desiderio dei bambini ha preso forma una nuova idea di giardino, con centri d’interesse dove sperimentare in giochi didattici sempre più motivanti e ricchi di stimoli. Il giardino è stato organizzato in zone differenziate per la tipologia di gioco:

– il simbolico, con la casetta in legno, i banchi del mercato e la tenda degli indiani;
– il motorio, con percorsi fatti con i tronchi e un pannello a parete con tubi;
– lo scientifico, con la serra didattica e i pozzi dei travasi;
– il manuale, con i banchi da lavoro con attrezzi e strumenti e i tavolini.
Inoltre, in vari angoli sono state posizionate delle sedute per il relax e le letture all’aperto.

Bambini protagonisti

Durante la realizzazione e costruzione degli arredi i bambini hanno partecipato attivamente. Lo spazio esterno della scuola, grazie alla ristrutturazione, si è trasformato in un’aula a cielo aperto, elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo nel quale l’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura in una dimensione ludica di relazione e di conoscenza. La nuova organizzazione ha offerto l’opportunità di esperienze dirette, di gioco, di procedere per tentativi ed errori, e permette ai bambini, opportunamente guidati dall’adulto, di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti.
Gli insegnanti hanno accolto, valorizzato ed esteso le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creato occasioni di apprendimento.

Ripensare gli spazi per ripensare alle opportunità

La nuova organizzazione degli spazi ha generato un notevole cambiamento nella modalità di gioco dei bambini: essi infatti si organizzano spontaneamente rispetto ai propri interessi del momento in piccoli gruppi aperti e dinamici nei quali la relazione, il confronto e la collaborazione tra pari appare sempre attiva e in evoluzione. Le attività del giardino offrono adesso l’opportunità di inclusione e cooperazione tra coppie o terne di amici, sempre più raramente si osservano giochi esclusivi o interazioni conflittuali. Anche gli “incidenti fisici”, come scontri nelle corse, avvengono sporadicamente perché i bambini sembrano più organizzati e consapevoli del proprio gioco, dello spazio e delle norme di convivenza sociale.


 

Che cosa mettiamo nel giardino?                                                 

I pozzi dei travasi, oltre a favorire uno sviluppo della coordinazione globale e oculo-manuale, offrono l’occasione di sperimentarsi con pesi, volumi e forza fisica, e scoprire caratteristiche e qualità delle materie.
Il mercato offre l’opportunità di familiarizzare con numeri e quantità, di classificare e seriare gli oggetti “in vendita” secondo criteri diversi, identificandone alcune proprietà, confrontandone e valutandone la qualità.
• Nella serra didattica, oltre alla scoperta e alla conoscenza della botanica, i bambini sono accompagnati ad apprendere le continue trasformazioni dell’ambiente naturale. Inoltre si avviano ad assumere comportamenti rispettosi della natura e a prendersene cura. Attraverso le coltivazioni i bambini scoprono il passare del tempo e sperimentano il piacere dell’attesa, per raccogliere i frutti e ammirare i fiori.
I banchi di lavoro incoraggiano la creatività e l’ingegno: i bambini vi trovano stimoli per sviluppare il pensiero analitico e critico, imparano a imparare, coltivano la fantasia, si confrontano per ricercare significati e condividere possibili schemi di comprensione della realtà, riflettendo sul senso e sulle conseguenze delle proprie scelte.
I percorsi con i tronchi e il pannello con i tubi permettono di sperimentare e affinare le abilità motorie e di sperimentare strategie motorie per sviluppare la coordinazione globale e segmentaria. In particolare il pannello con i avvia alla scoperta e allo studio di calibri, pesi e volumi di oggetti e materiali da far scendere nei cilindri con diverso diametro.
 


 

3 Maggio 2018 Articoli

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