La scuola è di tutti: albi illustrati che parlano di disabilità

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La scuola è di tutti: albi illustrati che parlano di disabilità

Quando gli adulti forniscono ai bambini empatia, ascolto e capacità di valorizzare tutti all’interno del gruppo e della scuola si è fatto una buona parte dell'opera. Al resto ci possono pensare alcune letture. Di Maurizia Butturini

Copertine inclusione scuola della infanzia

Una scuola che incoraggia l’esecuzione, la competizione, un’idea malintesa di giustizia - dare a tutti le stesse risposte e gli stessi compiti -, una scuola che valorizza solo determinati talenti e intelligenze… non è una scuola inclusiva.

La scuola inclusiva sostiene in ogni modo il diritto di essere considerato uguale agli altri e diverso insieme agli altri. 

Come parlare ai bambini di un compagno speciale? 

Prima delle parole o dei racconti vale il modo di accogliere tutti e di vivere assieme. Non c’è bisogno di spiegare molto, quando gli atteggiamenti e i gesti di cura, le attenzioni e l’aiuto costante si esprimono nel quotidiano. I bambini accettano facilmente e volentieri le diversità, anche molto forti, se vedono in noi adulti l’empatia, l’ascolto, la capacità di valorizzare tutti all’interno del gruppo e della scuola. La narrazione, la lettura di albi illustrati adatti, possono accompagnare i gesti e espandere la consapevolezza delle diversità e delle possibilità di ognuno; hanno senso però solo in uno sfondo inclusivo, che avvalora ciò che raccontano. Allora, leggere diventa un arricchimento e una possibilità per condividere pensieri non detti ma vissuti, per riconoscere emozioni e sentimenti che proviamo e che a volte non sappiamo immediatamente esprimere.

Leggere dei libri dedicati è anche un aiuto per noi adulti a trovare le parole giuste per raccontare. Non è necessario da parte dei bambini comprendere tutto. È più importante essere insieme, comunicare, mettersi in relazione con tutti i compagni, saper accogliere un nuovo arrivato, comunque sia, e rendersi conto che ogni incontro migliora la nostra crescita e la nostra umanità.

 Consigli di lettura: per parlare di disabilità

Dai 3 anni:

  • Cupi, “Ciao Mi chiamo Zu Coniglio”, Ed. Clichy, 2014

Zu coniglio è un piccolo coniglietto diverso dagli altri. Pensate odia le carote, e ama i piselli. All’inizio si sente un pò solo, ma poi scopre che quando ci apriamo, c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarci e allora con grande semplicità, in modo buffo e allegro, ci racconta tutto quello che lo rende unico. Zu ha un piccolo difetto di pronuncia, ha la S sibilante, "Fi fi lo fo! Devo presentarmi: mi chiamo Zu Coniglio e fono un coniglio con la S sibilante, ma parlo volentieri con tutti. Le sue diversità diventano così le protagoniste del racconto e alla fine coniglio ZU si sentirà più forte e coraggioso. Il nostro piccolo amico sta imparando a conoscersi e ad accettarsi proprio così com’è.

  • Emanuela Nava, Chiara Bongiovanni, "Guarda Guarda", Carthusia, 2014 

Guarda guarda è una storia di sguardi e di silenzi. Una storia in cui l’incomunicabilità di chi parla lingue diverse si stempera nel comune senso di meraviglia per qualcosa di straordinario come un cielo che si anima di colori e immagini. Protagonisti di questa storia sono una giraffa e un ghepardo che si incontrano nella savana e che, dopo un primo avvicinamento furtivo e diffidente, scoprono di poter condividere un pezzo di strada, un’emozione e un’amicizia senza dover per forza usare le parole.

Lucidando le stelle e godendo insieme del loro spettacolo, i due animali raccontano della possibilità di capirsi con gli occhi e lo fanno, non a caso, all’interno di un libro di sole immagini. La storia (non proprio immediata) procede infatti attraverso illustrazioni evocative che toccano corde profonde e lasciano ampissimi margini all’immaginazione del lettore.

Guarda guarda nasce da un progetto condiviso tra associazioni che promuovono il riconoscimento e il diritto all’uso della lingua dei Segni.

Oltre i 3 anni:

  • Beatrice Masini, Svjetlan Junakovic, "Mia sorella è un quadrifoglio", Ed. Carthusia, 2012:  

Viola ha una nuova sorellina, Mimosa. È contenta, però capisce subito che c'è qualcosa che non va. Mimosa le sembra bruttissima, ma anche carina, proprio come tutti i neonati: solo che il papà, la mamma e pure le nonne si comportano in modo strano. Viola si rende conto pian piano che Mimosa è diversa dagli altri bambini, ma sa anche che è speciale: speciale come un quadrifoglio. Questa storia è pensata per parlare ai bambini di disabilità e in particolare di che cosa significa per la famiglia accogliere la nascita di un bambino disabile (in questo caso, con sindrome di Down). Attraverso lo sguardo, le emozioni e le esperienze di una sorella, si affrontano temi difficili come la diversità e l'accettazione, ricordandoci che ognuno a suo modo è raro e per questo speciale.

 

 

I pasticcini hanno un profumo speciale, la commessa è gentile, un’oasi nella città piena di gente indaffarata. La gente gremisce la pasticceria la domenica, per comprare il proprio vassoio di dolci. Il Pasticcere ha un segreto: il silenzio. Possiamo scoprire così che il Signor Zitti è disabile, cioè sordomuto, e che nel silenzio si possono sentire gli altri e capirli. I suoi dolci avevano il potere di lasciare senza parole tutti quelli che li assaggiavano, per brevissimo tempo, è vero, ma inaspettatamente questa era un’esperienza importante.
Rosa Tiziana nella presentazione del libro riflette così: “La vita delle persone svantaggiate è silenziosa, fatta di piccole cose. Nessuno ci bada. La folla indaffarata quasi non le vede. Eppure loro affrontano le difficoltà con dolcezza e conoscono un segreto … che regalano generosamente a tutti, senza chiedere nulla in cambio.” 
E arriva anche il momento in cui qualcuno dona qualcosa a loro. Anche se sembra che tutti siano interessati solo a sè stessi e non ascoltino nessuno, né pensino di fare un gesto gentile verso chi è diverso e solo. 

  • Gloria Francella, "Pino ha perso le parole", Sinnos

Pino è uno gnomo solitario e timido che ama canticchiare passeggiando tra gli alberi e riconoscere i versi degli animali stendendosi ad occhi chiusi. Chi direbbe mai che proprio lui possa salvare il bosco dall’arrivo di un terrificante orso? Eppure lo gnomo, costretto da questa circostanza eccezionale, scoprirà di avere parole da dire a voce alta o da sussurrare, senza tenerle solo per sé.

Adattissimo per una lettura condivisa e ad alta voce – dato il ritmo narrativo e la componente onomatopeica – Pino ha perso le parole si presta altresì molto bene a una lettura individuale da parte di lettori alle prime armi anche con difficoltà legate alla dislessia.

I piacevoli paesaggi ricchi di dettagli, i personaggi dai tratti buffi, il testo semplice ma non banale e la piccola storia di coraggio concorrono a rendere amichevole l’aspetto del libro: qualità che trova ulteriore e apprezzabile espressione nella scelta del font ad alta leggibilità e in stampatello maiuscolo leggimiprima.

È la storia di una coraggiosa bambina che a quindici anni inizia a perdere la vista. Con il suo bastone bianco scende nei meandri della metropolitana e della sua cecità e affronta un viaggio straordinario, fuori e dentro se stessa, alla ricerca di quella bellezza che non ha bisogno di occhi per essere vista.
Quando ho chiuso il libro ho pensato con un senso di bruciante rammarico a quante giornate le persone passano nel buio : nel buio di uno schermo televisivo acceso, nel buio di chi non sa più animare il mondo con la sua fantasia, nel buio di lavori alienanti, nel buio di pensieri che chiudono invece di aprire, e lasciano il mondo e la sua bellezza, tagliati fuori. Ecco, Jimmy Liao è uno di quegli artisti capaci di risvegliarci, di ricordarci cosa è essenziale. La bellezza è essenziale. Ci è vitale come l’acqua.

  • Torrent, “Album per i giorni di pioggia”, Edizioni Corsare, 2014

Ultimo giorno di vacanze, ma è anche il giorno del compleanno del protagonista che per regalo riceve una macchina fotografica, con la quale scatta tante foto per farne un album da sfogliare durante i giorni di pioggia. Il festeggiato, ci svela soltanto attraverso le immagini, che ha bisogno di una sedia a rotelle per muoversi, la quale però non è un impedimento né al suo sguardo curioso né alla sua voglia di giocare, ma è semplicemente un suo attributo fisico come un altro.

 

 

 

 

  • Papini, “Ad abbracciar nessuno”, Fatatrac, 2010

Damiano incontra la bambina misteriosa alla scuola dell'infanzia e da subito nasce in lui una commovente fratellanza mossa dalla curiosità che dalla sua storia di bimbo adottato corre verso la bimba affetta da autismo. Insieme i due bambini, durante il tratto di strada della vita che condividono, si scambiano affetto, gioco, tristezza e allegria.

 

 

 

 

 

  • Lorenzoni, S. Fatus, “Le parole di Bianca sono farfalle”,  Ed. Giralangolo, 2013

Bianca non parla. Bianca non parla, ma vede cose che gli altri non vedono. Vede quando i sorrisi dicono le bugie e quando gli occhi parlano anche se la bocca riposa. Il testo di Chiara Lorenzoni e le illustrazioni di Sophie Fatus raccontano la storia di una ragazzina che sa trovare dentro di sé e nelle sue mani il modo di esprimersi e di dialogare con il mondo che la circonda. Bianca non sente e non parla, ma le sue mani sono farfalle che danzano nell'aria.

  • Guarda anche su Psicologia e Scuola:

https://www.giuntiscuola.it/psicologiaescuola/news/martino-piccolo-lupo-una-storia-per-conoscere-l-autismo/

Consigli di lettura: Per parlare di diversità come risorsa

  • Beatrice Alemagna, "I cinque malfatti", Topipittori, 2014

I cinque malfatti sono cinque tipi strani: uno è tutto bucato; uno è piegato in due, come una lettera da spedire; un altro è tutto molle, sempre mezzo addormentato. Un altro ancora è capovolto, tanto che per guardarlo in faccia ti devi mettere a gambe per aria. E lasciamo perdere il quinto, sbagliato dalla testa ai piedi: una catastrofe. Abitano insieme, questi begli originali, in una casa: ovviamente, sbilenca. E che fanno? Niente, ma proprio niente di niente... Finché un giorno in mezzo a loro, come una punizione di divina, piomba, lui: il Perfetto. Un nuovo libro firmato Beatrice Alemagna, lieve, amabilissimo, brillante, per vivere imperfetti, perfettamente felici.

 

 

Anche chi sembra incapace può fare grandi cose. Rompere il guscio, cantare, volare: queste sono cose che tutti riescono a fare naturalmente. Quasi tutti, perché sembra che il protagonista di questa storia non sia proprio capace di far niente.
Ma una notte incontrerà dei fiori che hanno bisogno di aiuto e li accoglierà senza esitare.
Resisterà al sole, al vento, al gelo e ad ogni avversità per proteggere i suoi fragili amici e scoprirà che ognuno ha il proprio modo di volare.

La paura dell’altro ci rende più diversi di quanto non siamo. Quellilà altro non sono che i nostri vicini, vicini da sempre, ma che poco conosciamo e di cui tanto si dice.

Quellilà racconta di un Noi e di un Loro, di un possibile attacco, dell’organizzazione dei Noi per affrontare una possibile invasione, della paura procurata dall’ignoranza. Un libro divertente e ironico, utile spunto per riflettere sui “si dice” che spesso si fanno portatori di bugie camuffate da verosimili verità.

  • Carrier Isabelle, "Il pentolino di Antonino", Kite

Antonino trascina sempre dietro di sè il suo pentolino, non si sa molto bene perché.
Un giorno gli è caduto sulla testa e da allora Antonino non è più come tutti gli altri...deve faticare molto di più, e talvolta vorrebbe sbarazzarsi del pentolino, o nascondercisi dentro.
Un giorno Antonino incontra una persona speciale che gli fa capire l’unico modo per essere felice: tirare fuori la testa dal pentolino e usarlo per esprimere tutte le proprie qualità.
Una storia sul significato della differenza e il valore della resilienza. Quello che sembra un peso, forse è un’opportunità.

  • A-G Balpe “Un trascurabile dettaglio” Terre di Mezzo, 2016

Sono nato con una piccola differenza, così piccola che quasi non si vede. Ma quel trascurabile dettaglio mi impediva di fare bene le cose, e a scuola non riuscivo a trovare amici. Poi ho scoperto una formula magica. E da quel giorno tutto è cambiato. Un libro che parla a ciascuno di noi.

 

 

 

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Maurizia Butturini: 30 Gennaio 2019 Articoli

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