Il punto sul RAV infanzia

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Il punto sul RAV infanzia

Intervista a Cristina Stringher

Dal 15 al 30 settembre tutte le scuole dell’infanzia sono chiamate a partecipare alla consultazione nazionale sulla prima edizione del RAV infanzia. Ne parliamo con Cristina Stringher, ricercatrice INVALSI responsabile dell'area Infanzia.

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Buongiorno dottoressa e grazie di aver accettato di parlare con noi. Le chiediamo per cominciare un riassunto delle “puntate precedenti”. Che cos’è il RAV infanzia?

Il Rapporto di Autovalutazione per la scuola dell'infanzia (RAV Infanzia) è uno strumento che INVALSI mette a disposizione per facilitare la riflessione delle scuole durante il loro percorso di auto-analisi dagli obiettivi ai risultati. Per i lettori di "Scuola dell'Infanzia", nei numeri 5 e 8 del 2016, sono già apparsi due articoli che spiegano l'inquadramento teorico e il modello di valutazione adottato. In questa sede vorrei ricordare che il faro per l'autovalutazione è il curricolo delle Indicazioni Nazionali 2012.

Perché un RAV specifico per quest’ordine di scuola?

Il RAV Infanzia s’inserisce nelle iniziative sulla qualità del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) e del Sistema integrato infanzia, istituito dalla legge 107/2015 sulla Buona Scuola. Il RAV Infanzia intende rispecchiare un concetto di qualità di ogni scuola e del sistema infanzia nel suo complesso e pone concretamente al centro tre ingredienti fondamentali: sviluppo integrale della persona, benessere, apprendimento per assicurare a ciascun bambino una buona partenza nella vita, e specialmente a chi presenta uno svantaggio economico o culturale. La scuola può fare molto per fornire fondamenta solide a tutti i bambini e una buona base serve a costruire l'intero edificio, fino alla vita adulta. In questo senso, si parla di funzione equitativa del sistema infanzia. Una scuola dell'infanzia di qualità è dunque un ambiente nel quale questi ingredienti sono i cardini dell'attività educativa e di cura, della progettazione pedagogica, dell'organizzazione e gestione degli adulti nel loro fare intenzionale. Da queste considerazioni e dalle innovazioni istituzionali nasce la necessità di un RAV specifico per il segmento infanzia, i cui obiettivi sono essenzialmente due:

  • rilevare dati del Sistema Scuola Infanzia per il governo del Sistema;
  • fornire alle scuole informazioni, criteri e spunti che le aiutino a orientare la propria auto-analisi verso il miglioramento, nell'interesse superiore dei bambini. 

Il fine ultimo è individuare eventuali criticità o modi migliori (più efficaci ed efficienti) per raggiungere l'obiettivo e tarare l'azione successiva.

Quali  sono le analogie e le differenze rispetto al RAV degli altri ordini?

La struttura del RAV infanzia ricalca quella del RAV per gli altri ordini scolastici ed è composta da domande guida per l'autovalutazione, indicatori, criteri di qualità e rubriche di valutazione. Anche le sezioni sono le medesime del RAV generale. Invito naturalmente le scuole a prendere visione del documento, dove ciascuno dei componenti è accuratamente descritto. Ciò che distingue il RAV Infanzia da quello degli altri ordini scolastici è l'attenzione per la specificità del comparto infanzia e alla sua complessità organizzativa: con il RAV Infanzia INVALSI intende infatti rivolgersi alle scuole statali inserite in Istituti Comprensivi o in Circoli Didattici, ma anche alle scuole comunali e paritarie. Ovviamente per l'infanzia si deve tener conto di esiti di tipo profondamente differente rispetto agli altri gradi, di strumenti di rilevazione degli esiti adatti a questa fascia d'età (non certo le tradizionali prove INVALSI) e di una pedagogia ben diversa. Per le scuole statali il RAV Infanzia contribuisce a valorizzare il lavoro essenziale svolto dalle docenti infanzia nell'ambito di un curricolo che segue il bambino, a seconda dei casi, fino al termine della primaria o della secondaria di primo grado. Le riflessioni raccolte dalle docenti in un comprensivo possono confluire nel RAV di istituto e favorire lo sviluppo del curricolo verticale. Per le scuole mono-ordinamentali comunali o paritarie il RAV Infanzia è un'opportunità per un percorso volto a qualificare l'azione educativa attraverso uno strumento che non è autoreferenziale, in quanto a regime INVALSI sarà in grado di restituire i dati alle scuole sugli indicatori di esito e di processo insieme a parametri nazionali e regionali con cui ciascuna scuola potrà confrontarsi.

Perché avete avviato una consultazione nazionale?

Siamo esperti di valutazione e questa consuetudine con la valutazione la applichiamo anche al nostro lavoro: durante la consultazione nazionale le scuole hanno la possibilità di esprimere il proprio parere su questa prima versione del RAV Infanzia e di fornire spunti e suggerimenti su come eventualmente migliorarlo, tenendo presente che questo lavoro è il frutto di un'analisi ormai triennale delle migliori esperienze internazionali e si basa su concetti scientifici rigorosi.

Chi deve stendere il documento relativo alla consultazione? I dirigenti? Gli insegnanti?

Le scuole non devono stendere un documento, ma solo rispondere al questionario della consultazione, composto da domande a risposta chiusa ma anche da numerosi spazi dove le scuole possono inserire commenti di tipo qualitativo. Caldeggiamo una presa di visione collegiale del RAV Infanzia e del questionario della consultazione nazionale, perché ciò che ci interessa è incoraggiare una risposta corale di ciascuna scuola dell'infanzia. Le scuole sono libere di organizzarsi come meglio credono, l'importante è che i commenti non siano riferiti ad un'unica figura (dirigente o docente che sia), ma a un gruppo di lavoro che potrebbe anche coincidere con il nucleo di autovalutazione, a seconda che si tratti di una scuola statale, comunale o paritaria, a seconda delle dimensioni della scuola e del suo grado di strutturazione interno, che com'è noto varia notevolmente. Una volta concordate le risposte, riportate magari su una stampa del questionario, la compilazione in piattaforma può essere delegata anche alla segreteria e non dovrebbe durare più di una mezz'ora.

Quale valore potrebbe avere per un team di insegnati partecipare a questa consultazione? Quali le possibili ricadute sull’organizzazione didattica e progettuale?

Per molte scuole si tratta della prima esperienza di autovalutazione, quindi partecipare alla consultazione può avvicinare gradualmente questo tipo di scuole alla riflessione collegiale. Se fossi un dirigente o un coordinatore e avessi la possibilità di capire lo strumento prima di doverlo applicare, cercherei di avvantaggiarmi, anche solo per capire di cosa si tratta. Se poi dovessi ritenere che lo strumento possa essere migliorato, avrei in questo modo la possibilità di far giungere il mio parere a chi di dovere, come si dice.
Per gli istituti statali con esperienza nella compilazione del RAV scuola, la consultazione offre la possibilità di rendere più visibile la componente infanzia.
Per tutte le scuole c'è la possibilità non secondaria di fornire il proprio contributo partecipato alla redazione del RAV Infanzia da sottoporre a successiva sperimentazione prima della graduale messa a regime. INVALSI ovviamente terrà conto dei commenti ricevuti. Ci auguriamo che le scuole trovino utile questo strumento per migliorare il proprio lavoro.

C’è il rischio che la consultazione nazionale venga considerata come l’ennesimo impegno burocratico cui far fronte, in tempi stretti. Come rispondere a questa obiezione?

La risposta in questo caso è molto semplice: nessun adempimento burocratico, perché la consultazione non è un obbligo, ma un'opportunità per le scuole. Si tratta infatti di un'azione volontaria e partecipativa per far sentire la propria voce in merito ad un importante strumento intorno al quale costruire qualità per i bambini. Del resto, il RAV Infanzia sottoposto a consultazione è stato reso pubblico da gennaio 2016, quindi molte scuole ne hanno già preso visione e hanno un loro parere in merito. L'unica cosa che chiediamo a tutte le scuole, indipendentemente dalla loro intenzione a partecipare alla consultazione, è registrarsi sul sito INVALSI per confermare i propri dati anagrafici, utili per ogni altra comunicazione futura da e per l'Istituto. Stiamo infatti cogliendo questo primo momento di contatto con le scuole come opportunità per aggiornare le basi dati anche in funzione della sperimentazione prevista il prossimo anno.

Qual è la procedura per iscriversi la prima volta nelle liste INVALSI?

Per entrare sul nostro sito e confermare i dati, la scuola accede all'area riservata con il ruolo di "segreteria scolastica" e il codice meccanografico di istituto. Sul sito INVALSI è presente la nuova sezione "Scuola dell'Infanzia" (visibile già in home page al centro pagina). In quest'area le scuole trovano le informazioni essenziali sulle nostre attività.

State ricevendo richieste di chiarimenti da parte delle scuole? Quali sono le più frequenti, da condividere con i nostri lettori?

Abbiamo ricevuto migliaia di contatti in pochi giorni. Per ora le domande riguardano essenzialmente due aspetti: assistenza tecnica per il primo accesso in piattaforma o la conferma dati anagrafici e il mancato ricevimento dell'invito alla consultazione.
Per le richieste più tecniche le scuole possono fare riferimento alla nostra email del 5 settembre scorso, che spiega in dettaglio ciascun passo da compiere. Per la seconda domanda, la nostra email di invito è inviata al dirigente o legale rappresentante, quindi invitiamo le scuole a verificare l'arrivo in quelle caselle. Inoltre, gli I.C. ci chiedono se devono compilare già il RAV Infanzia per farlo confluire nel RAV generale, ma questa è una libera scelta delle scuole e, almeno in questa fase, non è vincolante. Tutte le scuole potrebbero tentare una prima compilazione, per capire meglio come funziona lo strumento e, quindi, per fornirci commenti circostanziati. Ma questa è di nuovo una libera scelta operativa di ciascun istituto.
Aggiungo che qualche scuola ci ha chiesto se si deve partecipare come istituto o come singolo plesso: la risposta anche in questo caso è semplice: come istituto. Le scuole con più plessi infanzia possono organizzarsi ad esempio con un rappresentante docente per plesso.

Quali saranno le tappe successive del RAV infanzia?

La consultazione resterà accessibile dal 15 al 30 settembre 2016, dopodiché INVALSI procederà all'analisi dei dati pervenuti e compilerà eventualmente una seconda versione di RAV Infanzia da sottoporre a sperimentazione nel corso del 2017. Il RAV dovrebbe entrare a regime nell'A.S. 2017-18, dopo eventuale ulteriore revisione post sperimentazione.

Abbiamo esaurito le domande: desidera aggiungere qualcosa?

Mi consenta di chiudere con un invito: il RAV Infanzia promuove qualità per i bambini, con la collaborazione preziosa di ciascuna scuola. Allora, scuole, partecipate alla consultazione nazionale, per appropriarvi di questo strumento e renderlo davvero patrimonio di tutti noi che abbiamo a cuore i bambini di oggi e i cittadini di domani. 

[intervista a cura di N. Scalzi]

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