Cinque parole per l'innovazione

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Quali sono le parole che avete in mente per cambiare la vostra scuola? Di Daniele Barca, direttore scientifico del convegno "NOW! A scuola si può". 

scuola innovazione digitale daniele barca

Al convegno Now! (Modena, 2-3 marzo 2018) chiederemo ai nostri relatori di narrarci la loro idea di scuola che cambia con pochi ma incisivi stimoli; provo anche io a darvi cinque parole. Su queste ho costruito questa scommessa: anche voi, partecipando a questo evento, portate le parole che avete in mente per la vostra scuola. Potremmo confrontarle con quelle che raccoglieremo dalle voci dei nostri relatori. Perché la scuola non si costruisce con una, due, tre parole d’ordine, ma con parole che tutti mettiamo in gioco, e soprattutto non dobbiamo aspettare a costruirla domani, ma NOW: a scuola si può fare!

Quotidiano

La trasformazione nelle nostre scuole, sezioni, aule, passa soltanto attraverso una diffusione di tipo quotidiano del digitale, delle tecnologie. Stiamo parlando della scuola di tutti i giorni. Lo so che è un obiettivo distante (stiamo lavorando per avere la banda, il primo dei requisiti per fare innovazione) però in molte scuole ci sono già laboratori di pensiero, di innovazione, che quotidianamente provano a cambiare la scuola. Quotidianamente significa curricolo: questo è lo strumento migliore che abbiamo.

Veloce

Non possiamo aspettare molto. Non dobbiamo inseguire le tecnologie (non ce la faremmo mai!): veloce significa essere presenti con il mondo che ci circonda. Non possiamo permetterci un mondo in cui un ragazzino nelle prime ore della sua giornata è immerso in una realtà ultra digitale e poi a scuola ritorna in un medioevo del tutto analogico…: bisogna trovare una mediazione. Veloce vuol dire: cerchiamo subito di metterci in moto. Non è solo una questione di acquisti ma, come già detto, di curricolo.

Lento

La scuola, rispetto a tutti i mondi della conoscenza, ha una particolarità: si fonda sulla sedimentazione. I saperi digitali, tecnologici, che hanno un’altissima liquidità, non possono essere assunti con grandissima velocità e immediatezza. Ci vuole una certa lentezza. Il cambiamento, perché possa essere continuo e costante, deve avere una sua lentezza, per permettere una vera sedimentazione di saperi, non solo quelli digitali.

Idea

Noi dobbiamo avere un’idea di scuola, una dimensione di scuola che ci renda ognuno con le sue specificità. Dobbiamo dargli sostanza. Una scuola in cui l’idea del digitale è determinante. Ognuno deve avere la propria idea del digitale. Ci vogliono velocità diverse, in base a ciò di cui si dispone.

Persona

Il mio lavoro come insegnante mi ha illuminato moltissimo. Ho capito che le esperienze più forti nel digitale sono quelle in cui aumenta la relazione, aumenta il contatto fra le persone. Spesso noi - come insegnanti o come genitori - abbiamo paura del digitale perché pensiamo che sia lo spazio della distanza, della disintermediazione. Probabilmente dobbiamo “mettere le mani in questa pasta” per farlo diventare lo spazio della relazione. Un atelier creativo (come ne stanno nascendo) è lo spazio in cui mi siedo accanto allo studente, in cui lui insegna anche a me come lavorare su un programma, in cui si può aprire un dialogo… Il digitale diventa talvolta strumento, talvolta strumento cognitivo, talvolta strumento di educazione: è quella che chiamo cittadinanza digitale. Non si può educare all’uso dei media senza i media.

Leggi l'intervista a Daniele Barca

Iscriviti al convegno NOW! 

 

Per saperne di più

Now! A scuola si può

2/03/2018 Sessione plenaria
8:30-18:00
Modena - Forum Guido Monzani Via Aristotele, 33

3/03/2018 Workshop
9:00-15:30
Dipartimento di ingegneria "Enzo Ferrari"
Via P. Vivarelli, 10
Informazioni e iscrizioni a questo link
Partecipando al convegno ottieni la certificazione di 1 unità formativa (25 ore), composte da:
- 1 webinar tenuto da Daniele Barca
- la plenaria (2 marzo)
- 4 sessioni formative a scelta tra plenarie e laboratori (3 marzo)
- gli atti del convegno come materiali di studio individuale

Nelle foto: interni dell'Istituto Comprensivo 3 di Modena 

Daniele Barca: 10 Ottobre 2017 Articoli

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