A scuola si legge!

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In ottobre, a Firenze, si terrà un grande convegno sulla lettura tra nuove tecnologie, scuola multiculturale e sfide del futuro. Carla Ida Salviati, curatrice dell’evento, ci spiega i motivi del convegno.  

A scuola si legge

Ci sono giorni bui nella vita di un educatore: ce ne sono certo di bellissimi e di allegri, ma bisogna accettare che ce ne siano anche di grigi, e persino di tonalità grigio scuro. Io, ad ogni capodanno, già li conosco in anticipo: per me saranno nerissimi i giorni in cui verranno diffusi i dati internazionali sulle abilità di lettura dei ragazzi. So bene che, per trovare l’Italia, dovrò andare con gli occhi in fondo alla graduatoria e cercare nella coda assai poco onorevole delle nazioni che leggono poco o niente, che fanno investimenti con il contagocce per la cultura e per l’istruzione. Un giorno molto brutto, ad esempio, l’ho vissuto qualche tempo fa, quando l’ISTAT ha reso pubblica la percentuale nostrana dei “non lettori”, che nel 2014 è addirittura cresciuta rispetto al passato... Qualche articolo sui giornali; poi tutto si smorza e si passa ad altro.

Abbiamo cose più serie cui pensare

Ma dobbiamo proprio rassegnarci davanti al quadro desolante di un’Italia che non legge per svago, non compra libri (né di carta né digitali: sia chiaro) e che soprattutto sembra non “saper leggere”? Possiamo, come educatori, prendercela solo con la crisi economica che ammazza la voglia di consumi? O con le tecnologie che assorbono tanta parte del nostro tempo? O con le biblioteche che languono? O con le librerie che chiudono?

Ecco, io non mi rassegno, e così penso non debbano né vogliano rassegnarsi gli insegnanti che ogni giorno offrono la loro professionalità per sostenere i ragazzi nel percorso verso la competenza piena della lettura. Competenza che – è banale ripeterlo, ma spesso sembra sfuggire a troppi – costruisce il primo gradino, iniziale ma imprescindibile, attraverso il quale si sale verso i codici disciplinari, verso le vette più affascinanti della lingua, verso la lettura come piacere, come opportunità preziosa di autoformazione che accompagnerà per la vita, ben oltre le ore d’aula. La Giornata di studio che Giunti organizza a Firenze il prossimo 24 ottobre è dedicata ai tanti che, come me, si interrogano sui risultati negativi dai quali il nostro Paese non sembra schiodarsi. Ma che (anche) non sono affatto disposti a tirare i remi in barca e vorrebbero fare della scuola la più effciente palestra di lettura. Si chiedono, ad esempio, come superare le tante difficoltà (insegnare e imparare a leggere non è sempre facile), come e dove trovare alleati (a volte i compagni di cordata sono vicini ma non sappiamo riconoscerli), come trasformare i passaggi faticosi in passaggi motivanti (ancorché impegnativi).

Tre premi per i progetti lettura 

C’è un punto esclamativo nel titolo della Giornata di studio: A scuola si legge! E come sanno i bravi insegnanti, la punteggiatura ha un suo bel ruolo. Qui la frase può essere interpretata in due modi: come affermazione (nel senso: la scuola è il luogo dove tutti passano e quindi tutti devono saper leggere) oppure come espressione di stupore (nel senso: ma guarda un po’, chi l’avrebbe detto...). In entrambi i casi vuol suonare come un incoraggiamento a tutti coloro che si danno da fare per costruire l’incontro fecondo, emozionante e duraturo con la lettura. E per dare un segno tangibile, il 24 ottobre verranno consegnati tre premi – uno per ciascun grado di scuola cui è rivolto il convegno – a tre scuole che, pur in questi anni di magri entusiasmi, non si sono arrese e hanno portato avanti progetti lettura. Per quei docenti tenaci ci saranno libri e l’ospitalità alla Giornata di studio.

Che cosa troverete al convegno

Troverete prima di tutto dialogo e confronto. Alla base dell’iniziativa infatti c’è l’idea di un grande incontro nazionale dove colleghi, esperti, autori metteranno a disposizione le proprie esperienze e le proprie rifessioni.

Le sessioni parallele della mattina consentiranno a ciascun partecipante di scegliersi i temi più interessanti per le proprie esigenze: ci saranno seminari per la scuola dell’infanzia (noi non dimentichiamo come la passione per le storie e per i libri nasca tra i più piccoli...), per la primaria, per la secondaria; ce ne saranno altri tematici (come e dove cercare risorse per le biblioteche scolastiche; che cosa fare quando leggere è difficile; come si costruiscono libri e collane per “parlare di argomenti complessi”, dalla divulgazione ai temi esistenziali...). Per chi poi volesse “mettersi in gioco”, saranno disponibili dei laboratori, per sperimentare operativamente percorsi da proporre a scuola. E poi, incontri con autori famosi che racconteranno la loro scrittura, parleranno dei loro libri, potranno confrontarsi con le domande del pubblico.

La sessione pomeridiana, in plenaria, riserverà momenti di grande emozione con reading e performance di autori, che si alterneranno ad affondi dei massimi esperti sui nodi più caldi della lettura a scuola, dalle tecnologie alla scrittura scientifica, dal fascino della parola a quello dei lin- guaggi non verbali, alla musica, all’immagine...

I temi trasversali

Nessuna sessione specifica sarà dedicata alle tecnologie e al plurilinguismo. Nessuna: perché queste sono le due ottiche della modernità e saranno quindi presenti e trasversali per tutta l’intera giornata. La scuola deve infatti pensare agli uomini di domani che oggi, bambini, le sono affidati. Non vi è dubbio che gli adulti del futuro utilizzeranno sempre di più le tecnologie, né vi è dubbio che vivranno in una comunità assai più aperta e plurilingue di quella presente. Non sarà una società più semplice solo perché velocizzata nelle comunicazioni interpersonali; non è detto neanche che sarà una società più libera solo perché tutti sembriamo dominare le informazioni con un touch dello smartphone; e forse non sarà neppure una società più accogliente e più giusta visto che il divario tra i popoli va crescendo, così come quello tra gli individui.

Sarà abbastanza complicato vivere fra trent’anni: ma è comunque certo che sarà indispensabile saper leggere, saperlo fare bene e con grande duttilità mentale. Per entrare nel futuro con occhi vigili, per non essere tra gli esclusi di domani, bisogna pensarci subito. Anzi, non c’è proprio un minuto da perdere.

Per saperne di più

Carla Ida Salviati: 22 Giugno 2015 Articoli

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