Imparare a contare con le "Sorelle Cinque Dita"

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Imparare a contare con le "Sorelle Cinque Dita"

Come stimolare l'intelligenza numerica fin da piccoli con filastrocche, canzoni e giochi con le mani? Intervista a Anna Cerasoli, matematica e divulgatrice

sorelle cinque dita cersaoli quattro

La sua attività di scrittrice e divulgatrice l’ha portata stavolta a rivolgersi al pubblico dei piccoli, con il libro Le Sorelle Cinque Dita (Editoriale Scienza): come avvicinare i bambini della scuola dell’infanzia al mondo dei numeri e della matematica?

"Sì, ho scritto Le sorelle Cinque Dita per bambini molto piccoli, di tre o quattro anni. Penso che anche a questa età l’intelligenza numerica possa essere stimolata con strumenti efficaci quali immagini, racconti, filastrocche…
È bene, infatti, che i bambini familiarizzino al più presto, in un modo gradevole e giocoso, con concetti e termini matematici; anche per scongiurare il rischio che il successivo incontro ‘scolastico’ con questa materia determini in loro atteggiamenti di timore e di chiusura. Sappiamo tutti la grave crisi che sta vivendo la didattica della matematica nella scuola italiana: crisi che comporta un numero molto esiguo di laureati in tale disciplina oltre a una generalizzata carenza di conoscenze di base nei comuni cittadini".

Perché è importante giocare e contare con le dita?

"In generale, oltre ad essere le protagoniste delle sue più importanti conquiste, le mani sono la parte del corpo che per prima cade sotto l’osservazione del neonato.
In particolare, esse rappresentano il nostro primo contatore. La numerazione in base 10, uno dei più importanti gioielli del sapere, deriva proprio dal fatto che abbiamo 10 dita. L’occhio umano, tanto efficace nel cogliere i particolari di un volto o di un paesaggio, è molto scadente nel cogliere la numerosità di un insieme. Ecco perché, nel contare, l’uomo ha dovuto ricorrere all’uso delle dita.
In questo racconto le dita aperte della mano destra sono messe in corrispondenza biunivoca via via con equivalenti quantità di oggetti, presentando i numeri fino a 5, in simboli e in parole. Ogni volta il disegno rafforza il concetto insistendo sulla stessa quantità: nel caso del quattro, per esempio, ecco quattro palloncini, quattro candeline, quattro piani della torta… è proprio la persistenza della quantità che permette al bambino di cogliere la numerosità dell’insieme.
Nella storia interviene anche la mano sinistra e questo mi ha permesso di mostrare la sua simmetria assiale con la mano destra, cosa che potrà essere ripresa dal lettore cercando altre parti del nostro corpo che si trovano nella stessa situazione.
La prima parte del libro si chiude con i numeri ordinali, oltre ai nomi delle dita".

  

 

Che cosa implica l’uso di filastrocche tradizionali o inventate per giocare con i numeri?

"Le filastrocche aiutano a memorizzare, perciò cosa c’è di meglio per imparare le sequenze numeriche? Le ho usate nella seconda parte del libro in cui il bambino può avere un ruolo attivo facendo collegamenti tra simboli e parole, imparando i cardinali e gli ordinali in verso crescente e decrescente, ma anche il nome di molti animali.
In particolare nella filastrocca della gallina Felicina, lo schiudersi delle uova mi permette di presentare la bipartizione del numero cinque, vale a dire tutti i diversi modi di avere cinque come somma di due addendi. Per ultima, la filastrocca dell’orso Luigi mostra la partizione di cinque, cioè tutti i diversi modi di avere cinque come somma di due o più addendi".

Come utilizzare il libro con i bambini?

"Premetto che la lettura condivisa è un’esperienza molto coinvolgente: è come fare un viaggio insieme, vivere le stesse emozioni… l’intimità che ne nasce crea una magnifica sintonia che rimane nel tempo.
L’adulto lettore ha quindi il compito, e spero il piacere, di comprendere dapprima tutte le opportunità di conoscenza che il libro offre al piccolo ascoltatore; questo gli permetterà di coglierne i vari spunti per crearne di nuovi, meglio se legati alla loro più vicina realtà".

Può darci qualche suggerimento in più per cominciare e poi proseguire il “gioco del contare”, sia a scuola che in famiglia?

"Non è difficile. La storia può continuare coinvolgendo le dita dell’altra mano per arrivare fino a dieci. Si apre così la strada alla comprensione futura del nostro sistema di numerazione decimale posizionale".

 

Per saperne di più

Anna Cerasoli
Le Sorelle Cinque Dita
Editoriale Scienza,
collana 1,2,3 Raccontami una storia

 

 

 

 

 


 

 

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Anna Cerasoli: 14 Ottobre 2019 Articoli

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