Essere insegnanti o sentirsi insegnanti?

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [98YW4DJ6] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [HIZQYVF5] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [64YCE7VV] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Sapere chi siamo e come ci sentiamo nell’espressione della professionalità educativa è importante per rimanere sulla strada in cui cresce l’infanzia. Di Marcella Dondoli

ingresso scuola infanzia gruppo bambini

Come in un diario, dove le persone raccontano i fatti e gli accadimenti della loro storia soggettiva, questo blog racconta esperienze, aneddoti, vissuti della scuola dell’infanzia. Per mantenere viva e attiva la riflessione su come possiamo continuamente migliorare il nostro modo di essere e di fare accanto alle bambine, ai bambini, di collaborare e cooperare con i genitori e le colleghe per sviluppare cultura dell’infanzia. 

Mi scrive Laura per dirmi che ha vinto il concorso alla scuola dell’infanzia e aggiunge che è così felice che non vede l’ora di iniziare! Qualche tempo dopo mi ricontatta:

"Sono in un gruppo di insegnanti per niente affiatato anzi… il rapporto con i genitori è distaccato, la cura degli spazi inesistente, difficile il rapporto con i bambini. Attriti e rancori sono all’ordine del giorno, insomma non è facile! La mia collega di sezione è anziana e demotivata … ci vorrebbe una iniezione di nuovo entusiasmo, io ci provo ma non ho autorevolezza per farlo… non c’è bisogno di soluzioni ma di qualcuno che guidi l’autoriflessione".

Immagino che questa sia una condizione lavorativa che molte insegnanti sperimentano perché, non si può negare, stare accanto ai bambini e crescere con loro significa essere disposti continuamente al cambiamento e a saperlo accettare, una sorta di evoluzione di noi stessi in cui il nostro modo di essere come persone viene messo alla prova. Non possiamo separare la nostra identità di donne o uomini da quella di insegnanti. Ciò che sentiamo, che pensiamo ce lo portiamo con noi, anche a scuola. Sentirsi insegnanti è essere insegnanti, è essere consapevoli di chi siamo noi e di cosa rappresenta per noi l’infanzia, che valore diamo a questo tratto della vita. È in questa consapevolezza - di noi stessi e delle motivazioni che alimentano la nostra professionalità - che possiamo trovare le iniezioni di nuovo entusiasmo insieme all’interesse che sentiamo verso l’infanzia, perché l’infanzia, se rispettata, accudita e ascoltata, è la base del benessere del futuro non solo soggettivo ma di tutti.

Essere insegnanti anziane è un privilegio

Guardo indietro e ritrovo tanti volti di genitori e bambini: alcuni preoccupati, altri seri, altri ancora sorridenti. Rivedo me, insegnante, felice di accoglierli. Nonostante la giovane età mi sento forte e sicura nel saper affrontare e sostenere le loro incertezze. Penso a me, con tanti anni di più e mi immagino con le bambine e i bambini: forse correrei di meno insieme a loro, forse non sarei capace di fare le capriole ma mi impegnerei a “tenere il tempo”: quello dell’ascolto, dell’incoraggiamento. Vorrei tenere quei comportamenti che sono necessari alla costruzione della stima di sé.
Nella lentezza che gli anni richiamano con sé il tempo si dilata, si apre come una fisarmonica e suona note che la giovinezza non può conoscere. Ascoltiamo queste note per non perdere la motivazione a stare con i bambini, lasciamoci guidare anche da loro per trovare i modi per rinnovarla. Lasciamo che ci mettano alla prova per uscire dagli schemi e darsi la possibilità di trovare nuove vie educative.

 

Per saperne di più

Crepet P., Il coraggio, Strade blu , Milano, Mondadori, 2017
Savater F.,(1991), Etica per un figlio, Roma, Laterza, 2007
 

Condividi

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola