Dare voce ai bambini per una cultura dell’infanzia

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“A partire dai bambini possiamo cambiare il mondo .” Dall’insegnamento di Idana Pescioli i progetti con l’arte per ascoltare i bambini e “vedere oltre le siepi insieme a loro”. Di Marcella Dondoli, pedagogista

marcella dondoli

Tu sei una persona di quelle che si incontrano
quando la vita decide di farti un regalo.
(Charles Dickens)

Bruner definisce Turning point quei fatti che segnano il cambiamento nella vita di ognuno e che lo aiutano a spiegare i motivi per i quali è diventato quello che è. Nella mia vita professionale l’incontro con Idana Pescioli è stato un punto che ha segnato una svolta. Frequentando il Magistero decisi di iscrivermi a un seminario della professoressa Idana Pescioli. Mi trovai immersa in una esperienza completamente diversa da quelle cui ero abituata: la docente ci accoglieva ad un grande tavolo invitandoci ad accomodarci e a prendere parola per definire concetti quali Libertà, Pace, Giustizia... Questa metodologia, oltre che darci la possibilità di partecipare attivamente alla costruzione della nostra conoscenza, ci permetteva di sperimentare la condizione di parità per saperla riportare nell’esperienza scolastica accanto ai bambini ed essere sempre pronti ad accoglierli e ascoltarli nei loro bisogni (Pescioli, 2010). È con Idana Pescioli che ho iniziato a “sentire” l’infanzia come la fase della vita più delicata ma anche formativa della persona imparando che i bambini osservano gli adulti e che da questi dipende il loro benessere psicofisico.

Fra insegnanti e bambini: rispetto e nonviolenza

Insieme nella parità è un rapporto di rispetto da costruire sull’idea che sia io che te abbiamo qualcosa di interessante da dire e che vale la pena di accogliere e ascoltare. È un rapporto fra insegnanti e bambini che esclude ogni prevaricazione o subordinazione rendendo possibile la costruzione di una nuova cultura realizzata anche col contributo dei più piccoli. È quella che Pescioli definisce la Coscienza dell’infanzia nella convinzione che i bambini hanno potenzialità che richiedono azioni per farle emergere.

Arte nella scuola dell’infanzia: dare parola a pensieri ed emozioni dei bambini

“Saper vedere” (1973), è un progetto della Pescioli sulla lettura di immagini anche d’arte. Attraverso l’impiego di domande-stimolo (cosa c’è, come è, cosa si può fare) i bambini vengono sollecitati a guardare l’immagine e a raccontarla con parole proprie. L’insegnante ascolta, scrive i loro interventi, glieli ripropone leggendoli. La conversazione si amplia. Proprio come sinapsi i pensieri individuali si collegano, si propagano di mente in mente producendo nuova conoscenza che diventa patrimonio del gruppo. Dopo la pubblicazione del libro di Goleman “L’intelligenza emotiva. Che cos’è e perché può renderci felici”, l’interesse verso l’intelligenza emotiva fa emergere, anche in ambito educativo, l’importanza di imparare a riconoscere le emozioni, ascoltarle e accettarle per favorire la comprensione e l’ascolto di sé e degli altri.
La competenza emotiva e l’empatia sono requisiti fondamentali degli insegnanti che devono saper offrire ai bambini esperienze attraverso le quali sviluppare coscienza emotiva. Nell’arte figurativa si trovano riproduzioni degli stati emozionali e delle situazioni che li provocano. Proporne la visione e la lettura ai bambini, insieme alla capacità di produrre pensieri, favorisce un’esperienza che apre le porte dei mondi interiori dove si può ascoltare il linguaggio del cuore e provare a dargli forma attraverso le parole.

Dalla lettura dell’immagine d’arte “L’urlo” di E. Munch. Stralcio dalla verbalizzazione dei bambini dove emerge il riconoscimento dell’emozione della paura, delle motivazioni che la possono provocare anche ricercandola nei propri vissuti.
… È un uomo che ha tanta ha paura; S. forse quegli uomini dietro lo hanno derubato; M.: Ancora no… perché lui scappa!; G.: No, è disperato come quando la mia mamma perde il cellulare; A.: Il cielo è tutto rosso e lui ha paura perché viene la notte e non trova la strada di casa; P.: maestra ma perché questo pittore ha dipinto un quadro così pauroso?; N.: perché aveva paura anche lui; P.: sì… ma la paura mi fa paura...; T.: ma se lui corre fa presto e va a casa, chiude la porta e…; M.: dopo è contento!; C.: io disegno un quadro con una bambina paurosa e un bambino felice!

 

A vedere oltre le siepi sono i Bambini:
ma se gli Adulti sanno ascoltare davvero
anche a loro si aprono il cuore e la mente
per vedere perfino oltre i muri alti e forti, antichi.
(Idana Pescioli)

Per saperne di più

Pescioli, I., (2010), Il metodo della ricerca nella scuola fino dell’infanzia, Morgana Edizioni, Firenze.

Ciarcià P., Dallari, M., (2016), Arte per crescere, Edizione Artebambini, Bazzano (Bologna).

Goleman, D., (1997), Intelligenza emotiva. Che cos’è perché può renderci felici, Rizzoli, Milano.

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