Coltivare l’amicizia tra bambini a scuola

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L’amicizia è un sentimento che unisce le persone, anche i bambini. Valorizzarlo a scuola aiuta a sviluppare un clima di cooperazione, di comprensione ed empatia, così come la negoziazione o il compromesso. Di Marcella Dondoli
  

gruppo bambini amicizia Dondoli

Nella scuola dell’infanzia bambine e bambini giocano molto fra loro. Formano sottogruppi di aggregazione dove il sentimento di amicizia è espresso non solo attraverso le parole ma anche con i comportamenti:  l’abbraccio al momento dell’arrivo a scuola o del ricongiungimento con i genitori, i sorrisi, gli sguardi di approvazione e di incoraggiamento, di aiuto e di consolazione, i baci. Con l’amicizia i bambini imparano a comprendere l’altro, i suoi sentimenti, e i suoi pensieri; imparano a “vedere l’altro” e a manifestare capacità empatiche. Il nido e la scuola dell’infanzia sono contesti di relazioni sociali, dove si possono sperimentare, insieme alla condivisione, rivalità, gelosie, competizioni. 

L’amicizia: un sentimento che favorisce l’insorgere delle qualità di ciascuno

L’amicizia tra bambini favorisce il senso di appartenenza al gruppo come a quel contesto di relazione allargata in cui ciascuno ha l’opportunità di sviluppare la propria identità facendo esperienza di se stessi nel rapporto con gli altri. Anita e Thomas frequentano la stessa sezione di scuola dell’infanzia, insieme per il secondo anno. Lei ha 4 anni e lui 5 e mezzo. Ambedue dimostrano di essere molto intelligenti ma si relazionano con gli altri in modo diverso. Anita dimostra un temperamento forte, difficilmente disposta a mediare tende ad avere sempre ragione ma sa essere anche una leader apprezzata da tutti. Thomas è sempre teso come una corda di violino e passa da momenti in cui sembra visibilmente tranquillo a improvvisi scatti emotivi in cui manifesta rabbia e forza fisica che talvolta utilizza anche per fare male ai compagni. Questo suo modo di agire crea difficoltà di rapporto con i coetanei che spesso lo evitano e si stancano di giocare con lui.

Una mattina al momento della colazione Thomas si è trovato da solo al tavolo: nessuno si era seduto accanto a lui. 
L’insegnante dice: Thomas è solo, chi vuole sedersi con lui? Risponde solo Anita dicendo: ci vado io. Prima di allora non si era mai occupata del suo compagno e soprattutto non aveva mai avuto comportamenti di cura e di empatia verso gli altri. Nei giorni seguenti Anita cade si fa male. Le viene dato il ghiaccio per metterlo sulla fronte. Thomas si avvicina la porta sul tappeto, si siede accanto a lei e le regge il ghiaccio. Parlano fra loro: mentre Thomas la consola lei appoggia la testa sulla sua spalla.

Si può educare all’amicizia?

Dall’inizio della scuola le insegnanti lavorano, insieme alla coordinatrice pedagogica, sui comportamenti da tenere con i bambini per aiutarli a sviluppare amicizia ma senza intromettersi troppo nei loro rapporti anche quando litigano. Cercano di aiutare i bambini sollecitandoli a prestare attenzione a cosa prova l’altro quando è messo in una condizione che lo fa stare male, e cosa provano loro quando vedono il compagno piangere. Le insegnanti prestano attenzione a far sentire sempre i bambini compresi e accettati per aiutarli a capire come far fronte alle situazioni, per sostenerli nella crescita della loro autostima, per dare loro opportunità di fare esperienza di relazioni positive o che si risolvano in modo positivo.

  

 

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