Bambini che mordono i compagni: che fare?

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È importante capire che cosa scatena l’atto aggressivo: ecco alcune strategie per l'insegnante. Di Paola A. Sacchetti
bambino denti

Sono un’insegnante di Scuola dell’Infanzia e mi capita spesso di avere a che fare con bimbi che mordono i compagni, sia perché nervosi o stanchi, sia per “gioco”. Però quest’anno è arrivato in sezione F., di 4 anni, e tutte le mie strategie non sono finora servite per fargli smettere di mordere gli altri: ogni giorno almeno 3 o 4 bimbi sono in lacrime per questo motivo, sembra che riesca a comunicare solo a morsi! I genitori dicono che a casa si comporta bene e quindi è solo un problema della scuola. Sono frustrata, non so cosa fare.

Milena

Gentile Milena,
capisco la sua frustrazione nel non riuscire a interrompere un comportamento inadeguato nonostante il suo impegno. L’anno è iniziato da pochi mesi, forse è necessario un periodo più lungo affinché F. apprenda a non mordere: quindi, come prima cosa, continui con costanza il suo intervento. Parli di nuovo con i genitori, per condividere le strategie e le regole da usare in ogni contesto di vita di F.; per quanto non lo faccia a casa, una risposta coerente data da tutte le figure educanti renderà più semplice evitare che tali comportamenti si ripetano.
È inoltre essenziale che la (comprensibile) frustrazione che sente non sia percepita dal bambino: reagire in modo aggressivo serve solo a rinforzarlo nella sua condotta. Dovrà invece cercare di essere calma e ferma, interrompendo l’atto ogni volta che si manifesta, con un chiaro: “No, non si morde. Fa male”, mostrando a F. le conseguenze del gesto: “D. piange, gli hai fatto male”, e, senza sgridarlo né punirlo, verbalizzando ciò che prova. Se, come scrive, “sembra comunicare solo a morsi”, probabilmente F. non ha ancora sviluppato le abilità necessarie per esprimere ciò che sente a parole o con strategie più accettabili.

Diventa perciò importante capire che cosa scatena l’atto aggressivo, che cosa il morso comunica. Morde per rabbia o frustrazione? Può aiutarlo a comprendere ciò che prova e verbalizzare per lui il vissuto emotivo: “Vedo che sei arrabbiato perché D. non ti dà il gioco. Provi a chiedergli se te lo dà?”. Si tratta di una richiesta di attenzione? Morde per essere “visto” da voi insegnanti? Dategli attenzione in ogni altra occasione, gratificatelo quando fa qualcosa di positivo e rinforzatelo quando non morde in una situazione in cui potenzialmente potrebbe/vorrebbe farlo: “Bravo F.! Sono molto contenta che non hai morso D. per avere il gioco!”. Morde per eccitazione? Lo guidi a esprimerla in modo positivo, per esempio battendo le mani o saltando. Morde nelle situazioni destrutturate o caotiche? Può avere difficoltà nel gestire i momenti di gioco libero o essere molto sensibile ai rumori, tanto da creargli una specie di “sovraccarico” che lo fa reagire in modo aggressivo. Crei uno spazio in cui possa giocare tranquillo e lo guidi, soprattutto le prime volte, in giochi che può svolgere da solo (un puzzle, le costruzioni), così da apprendere come gestire i momenti di gioco libero.
Con pazienza e costanza, dando regole chiare e precise, che facciano sentire a F. i limiti e la presenza dell’adulto, e con il progressivo sviluppo di strategie di interazione e di comunicazione, il mordere tenderà a sparire. Se invece continuasse, sarebbe il segnale di un malessere più profondo, non legato all’età e alla normale immaturità del bimbo, che andrebbe indagato da un professionista.

 

Invia la tua domanda per la dottoressa Sacchetti alla redazione:
email redazionepsiscuo@giunti.it
 

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