Computer e correttezza ortografica: amici o nemici?

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Computer e correttezza ortografica: amici o nemici?

L’uso delle tecnologie migliora o peggiora la correttezza ortografica? Le facilitazioni migliorano o peggiorano l’uso del lessico? Il parere di Giacomo Stella.
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Immagine tratta dal sito: biblioteca.comune.belluno.it

Si riapre la polemica sull’uso del computer. Il pedagogo Benedetto Vertecchi pubblica una ricerca in cui riprende le accuse che si fanno all’uso dell’informatica: l’uso di computer e tablet peggiora la grafia perché non si esercita la manualità; con i sistemi di aiuto all’ortografia peggiorano le conoscenze ortografiche degli alunni; con il ripetuto uso del copia e incolla nessuno è più capace di scrivere un testo da solo.

Contesto decisamente questa visione riportata da Vertecchi. Il lavoro con i ragazzi con DSA o più in generale con Bisogni Educativi Speciali dimostra esattamente il contrario. L’uso delle tecnologie aumenta la consapevolezza ortografica e molte ricerche documentano che attraverso l’uso costante dell’assistente ortografico lo studente stabilizza quello che i ricercatori chiamano il lessico ortografizzato, cioè la rappresentazione scritta della parola secondo le regole di ciascun codice ortografico. Abbiamo numerosi esempi di studenti che hanno migliorato la loro correttezza ortografica anche nella scrittura a mano in virtù dell’uso costante della videoscrittura, o addirittura partendo dagli sms.

Inoltre, la facilitazione offerta dai nuovi sistemi di predizione ortografica che sono installati nei tablet allo scopo di ridurre le difficoltà di digitazione sulla tastiera virtuale, incentivano la pratica della scrittura perché riducono al minimo lo sforzo esecutivo.

Se uno studente impiega meno risorse nelle componenti “esecutive” della scrittura, può indirizzare una maggiore quantità di risorse verso l’ideazione e migliorare quindi la sua capacità di produrre testi. I predittori ortografici più moderni adattano costantemente la predizione sulla base del lessico di frequenza dell’utilizzatore e sulla base dell’argomento. Se per esempio un bambino scrive un testo di geografia digitando mon… compare la parola montagna, mentre se si sta scrivendo una ricerca di storia dopo poche righe le lettere mon… attivano la parola monarchia e non più la parola montagna.

Le facilitazioni migliorano l'uso del lessico?

Queste facilitazioni migliorano l’uso del lessico o lo peggiorano? Aumentano le capacità ideative e linguistiche di uno studente o le atrofizzano, come sembra sostenere Vertecchi? Dipende dal docente. Se è ancorato agli schemi della scuola in cui c’è un solo modo per fare le cose, richiederà competenza ortografica e capacità di scrittura manuale e quindi troverà, come ha trovato Vertecchi, sempre meno studenti in grado di scrivere buoni testi (per la verità sono sempre stati una minoranza).

Quegli studenti usano quotidianamente il computer e il docente che ne conosce le potenzialità otterrà risultati insperati per l’epoca predigitale.

L’uso dei predittori può essere un modo per estendere l’uso degli elementi lessicali specifici a ciascuna disciplina. Inoltre, dato che spesso nei testi degli studenti ricorrono sempre le stesse parole, i programmi di videoscrittura più aggiornati offrono, con un semplice clic del testo destro del mouse posizionato sulla parola ripetuta, una gamma di sinonimi. Questo esercizio sarebbe utilissimo per migliorare le competenze lessicali ed espressive degli studenti. I docenti stessi dovrebbero incoraggiarli poiché la riflessione e la ricerca lessicale è molto più accessibile attraverso il computer piuttosto che ricorrendo al dizionario, strumento che gli studenti consultano solo se obbligati da uno specifico esercizio, ma che non utilizzano mai durante la composizione.

Infine, la revisione del testo. Chiunque di noi, studenti dell’era pre-digitale, ricorda la pigrizia nel rivedere un elaborato scritto. Cancellature e riformulazioni venivano limitate al minimo, per evitare la necessità di riscrivere tutto. Oggi i programmi di scrittura informatici consentono infinite correzioni e riformulazioni senza la necessità di riscrivere tutto il testo. Il formato testuale è sempre magicamente ordinato. Il copia/incolla può essere lo spunto per avviare un testo, oppure un’occasione per riformularlo e ricomporlo in modo diverso, oppure, utilizzando i sinonimi, un esercizio per trasformarlo senza stravolgerne il significato.

Un altro punto di vista

L'articolo di Vertecchi non afferma che esiste un rapporto lineare di causa-effetto fra uso dell'informatica e perdita delle capacità espressive, anzi, la sua analisi è molto complessa e articolata, tuttavia il messaggio che passa è che il computer provoca effetti negativi sull'apprendimento e in particolare sulla scrittura e sulle capacità espressive. Il lavoro che conduciamo noi nelle scuole proprio con coloro che hanno meno capacità di rispondere alle richieste della scuola dimostra il contrario: l'uso dell'informatica aiuta gli studenti più svantaggiati ad avvicinarsi alla scuola e alla conoscenza.

 

Per saperne di più...

Un'intervista a Benedetto Vertecchi su La Vita Scolastica

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