Telecamere in nidi e scuole, perché no

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Telecamere in nidi e scuole, perché no

Che messaggio trasmettono gli adulti ai bambini utilizzando l’occhio della webcam che li scruta di nascosto “per il loro bene”? Di Sandra Benedetti

Esiste un motivo prioritario per bandire le webcam da nidi e scuole ed è soprattutto di natura pedagogica: che messaggio trasmettono gli adulti ai bambini utilizzando l’occhio che li scruta di nascosto, adducendo che l’obiettivo è per il loro bene? Che immagine svalutante viene accordata alle educatrici che si occupano di loro e quanto questa svalutazione può alterare e compromettere il clima di benessere che è indispensabile per coltivare rapporti co-evolutivi? Quale atmosfera possiamo garantire ai bambini, ma soprattutto al personale se non accordiamo loro la fiducia che può favorire le condizioni ideali per assumersi la responsabilità del proprio gesto quotidiano che deve essere prima di tutto un gesto intenzionale, meditato e pur tuttavia spontaneo? Il processo di autoformazione può avvenire solo se attraverso l’educazione si riesce a favorire, nell’altro ed in sé stessi, lo sviluppo di quelle disposizioni in grado di facilitare tale processo.

“Io so che tu sai che io so”


Al contrario la webcam scruta, indaga, penetra negli interstizi del nido o della scuola, carpisce dettagli e particolari snaturandoli dal contesto in cui essi si manifestano e soprattutto favorisce comportamenti non spontanei, indotti quindi ad alterare e fortemente compromettere la natura delle relazioni che, come nel Grande Fratello, assumono la dimensione della finzione scenica, sicché la realtà è dominata dal fantasma del sospetto, del ricatto e del pregiudizio che non esita a minacciare in forma subdola secondo il principio del “io so che tu sai che io so”!
È questo il messaggio che come adulti vogliamo trasmettere ai nostri bambini? E quand’anche avessimo protetto tutti gli ambiti in cui i bambini vivono, siamo certi che queste “riserve” non siano generatrici di nuovi scenari di violenza? Quella indotta appunto dalla diffidenza verso l’altro? Su questo interrogativo inviterei tutti a riflettere.

Leggi l'intervento completo a questo link

 

 

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Sandra Benedetti: 18 Gennaio 2019

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