Tablet e smartphone: attenzione ai piccoli

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [WKD4PRTQ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [YX12HIBA] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [RU87QL2C] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => it
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:21:string '-3' (length=2)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:22:int -3
I dispositivi interferiscono con il linguaggio, le esperienze e il sonno dei bambini sotto i due anni. Di Beatrice De Biasi.   

Una ricerca condotta da un gruppo di studiosi dell’ospedale pediatrico SickKinds di Toronto su un campione di 894 bambini di età compresa tra i sei mesi e i due anni di età ha evidenziato che permettere a un bambino che non ha ancora compiuto i due anni di usare lo smarthphone e il tablet potrebbe interferire in modo negativo sui processi di apprendimento e di utilizzo del linguaggio.
Lo studio supporta la raccomandazione dell’Accademia americana dei pediatri di non consentire l’uso di congegni touchscreen a bambini con meno di due anni. L’età più a rischio è tra i 6 mesi e i due anni, periodo cruciale nella vita del bambino che inizia a relazionarsi con il linguaggio e le persone che lo circondano.
Come già approfondito in altre occasioni, la comunicazione e quindi lo sviluppo del linguaggio è fatta di relazione attraverso parole, sguardi, silenzi e espressioni non verbali. Tale processo è favorito dalle letture e dalla buona abitudine di parlare spesso al bambino, per esempio descrivendogli le azioni che si compiono insieme ("ecco, la mamma ti lava le manine") o sottolineando le attività che lui svolge o ha svolto in modo autonomo ("bravo, sei andato a prendere la palla").

La relazione tra i bambini e gli adulti è fondamentale

Come spiega Alberto Pellai, psicologo dell’età evolutiva e autore del libro “L’educazione emotiva”, la relazione tra i bambini e gli adulti è fondamentale per l’apprendimento del linguaggio, soprattutto perché le parole nella relazione acquistano significato e non sono solo una ripetizione. Nonni e genitori non possono quindi essere sostituiti dal tablet. In ogni caso, è importante favorire le relazioni dei bambini con persone reali, piuttosto che “tenerli buoni” davanti allo schermo.
I videoschermi inoltre interferiscono con lo sviluppo in generale perché non permettono al bambino di fare le sue esperienze, specie quelle sensoriali. Il piccolo deve invece giocare con l’acqua, la sabbia, in mezzo agli elementi naturali e queste importanti esperienze non sono sostituibili con quelle virtuali.

Un altro aspetto assolutamente rilevante è che secondo uno studio dell’Università Birkbeck di Londra, giocare con telefonini e tablet influisce sulla durata del sonno dei piccoli accorciandolo di un quarto d’ora.

Uso corretto e regole

È ovviamente possibile fare un uso corretto dei dispositivi elettronici con i più piccoli
Esistono moltissime app educative e divertenti adatte anche ai più piccoli, intorno ai 2-3 anni come ad esempio le fiabe dove il bambino può toccare l'animazione mentre guarda e ascolta con il genitore. Tuttavia, è fondamentale che il genitore domini l'uso della tecnologia e tenga in mano il dispositivo svolgendo il ruolo di guida in ogni nuova esplorazione.
Anche i filtri e i blocchi non bastano a garantire la sicurezza, mentre la presenza del genitore è la migliore protezione.
Rispetto ai tempi di utilizzo non esistono regole assolute e valide per ogni bimbo, proprio perché dipende anche dalla personalità e dal suo atteggiamento verso la tecnologia. L'adulto può intervenire e incentivare il figlio che sembra intimorito o, al contrario, contenere chi mostra troppa sicurezza e tendenza alla dipendenza.
Il tablet è un po' come un qualsiasi altro oggetto della vita del bambino (un giocattolo, un libro, un film dvd...) e va tenuto con ordine e cura. Questo significa che è importante dare delle regole per il suo utilizzo.
Al bimbo deve essere chiaro, per esempio, che non può tenerlo in mano in ogni momento, pur se "morto", della giornata, o mentre qualcuno gli parla, quando si è tutti insieme o perfino a tavola.
Ogni bimbo deve giocare al pallone, correre, stare con gli amici, valorizzare sempre le relazioni con le persone. Anche il tablet con bambini più grandi può diventare un mezzo per divertirsi tra coetanei attraverso sfide e giochi online con chi già conosce nella vita reale e non certamente entrando in una comunità virtuale piena di sconosciuti. Può essere uno strumento, a volte più comodo, per restare in contatto e socializzare con il gruppo, confrontarsi facilmente anche con il compagno che abita lontanissimo o tenere vivo il rapporto con l'amico delle vacanze.
 

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola