Nostalgia e ricordi: le lacrime dei bambini

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Guardare le vecchie fotografie, ricordare una perdita... Ci spaventa che i bambini possano piangere e soffrire. Invece la nostalgia e il racconto condiviso aiutano ad essere risanati. DI Beatrice De Biasi

“Ad un tratto ho sentito un odore e mi ha ricordato quello del nonno… lo avevo dimenticato”. 
Immergersi nei ricordi, guardare le vecchie fotografie, risentire alcuni odori o sapori viene vissuto da molti come un comportamento da evitare per non percepire il senso di mancanza e di assenza che da questo ne deriva.
Soprattutto con i bambini che hanno subito una perdita ci spaventa la possibilità che nel ricordo possa soffrire, farsi del male e le lacrime che naturalmente sgorgano angosciano l’adulto.

 

La nostalgia permette di assimilare la realtà della perdita ed essere risanati. Permette di ricostruirsi dopo aver perso un pezzo di sé. Tutto ciò proprio attraverso il ricordo e il tornare a desiderare ciò che mi ha unito alla cosa o al caro scomparso.
Poter fare ciò insieme a un adulto permette di costruire e investire su nuovi legami di attaccamento.

Dal libo Si può di Beatrice Masini e Arianna Papini (Carthusia):
“Si fermarono. Erano insieme, ma non si parlavano. Ognuno apriva la sua piccola valigia e ci guardava dentro. Non voleva che gli altri vedessero i suoi segreti. Così poi la richiudeva e ci si sedeva sopra. Le valigie restavano chiuse. E loro erano soli. Insieme, ma soli” […]
“ Piano piano, a turno, presero qualcosa dalle loro valigie e lo gettarono nel buco. C’erano sorrisi e risate, parole sussurrate, storie raccontate. Sassi raccolti sulla spiaggia, conchiglie, rametti, un fiore schiacciato, giocattoli veccchi, foglietti, cose fatte insieme, cose pensate per il futuro. Il buco si riempì di cose piccole e grandi, cose preziose e cose semplici: Tutto Quello Che Avevano Perso.” [...]

Le emozioni  della perdita


Permettere ai bambini di esprimere la loro sofferenza e di addolorarsi per la perdita è la condizione indispensabile per elaborare il lutto. Proteggerli per evitargli il dolore magari organizzando molte attività per evitare che nella passività incontri il ricordo non farà altro che creare premesse di difficoltà.
Molti bambini vogliono condividere la loro storia e possono volerla raccontare più volte. Il racconto è per loro una esperienza creativa che gli permette di nominare l’evento, metabolizzarlo e renderlo parte della propria storia personale. Serve solo ascoltarli senza offrire consigli o cercare di distrarli.

Quali sono le emozioni nel bambino che subisce una perdita?
• LA TRISTEZZA con le sue lacrime manifestata anche per cose banali come un gioco che si rompe o davanti un compito difficile .
• IL SENSO DI COLPA : “lo avrò fatto arrabbiare”, “non gli ho detto che gli volevo bene”…
• LA PAURA di perdere altre persone, che possa capitare a lui e per tutte le cose che non riesce a capire e lo fanno sentire confuso e impaurito.
• LA RABBIA con la persona morta o con le persone vicine che non fanno tornare le cose come prima, o con se stessi.
• LA CONFUSIONE: le emozioni si mescolano e si può provare prima paura, poi allegria e rabbia. Psi può aver voglia di giocare ma pensare che non è giusto e avere continui cambiamenti di umore.
• DIFFICOLTÀ DI CONCENTRAZIONE e imparare cose nuove.

Segui la rubrica della dottoressa De Biasi sulla rivista "Nidi d'infanzia" (abbonamento a questo link):

  
 

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