Il linguaggio segreto delle bugie

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Perché i bambini dicono le bugie? Possiamo trasformarle in occasione per riflettere sul nostro stile educativo. Di Beatrice De Biasi  

L’immaginazione del bambino assolve una funzione vitale. Il mondo della fantasia lo fa sentire sicuro e, al suo interno, può esplorare idee e progetti. La sua fervida immaginazione gli dà la possibilità di diventare un mostro, un animale aggressivo oppure un pompiere o un dottore e può permettersi di giocare con le sue paure. Non si può, dunque, accusarli di mentire quando nei giochi simbolici e di simulazione fanno finta di essere qualcun altro o quando dicono di parlare con il loro amico immaginario.
I più piccoli vivono in una sorta di mondo magico senza tempo in cui non esiste un netto confine tra fantasia, gioco e realtà, non si distingue la causa dall’effetto e si da attenzione ai dettagli piuttosto che al contorno. Così spesso descrivono le cose come vorrebbero che fossero nella realtà o come loro le vedono.
La principale difficoltà che i genitori incontrano di fronte le bugie dei figli è quella di controllare le reazioni eccessive, spesso correlate a paure o ricordi personali. Possono preoccuparsi che il bambino possa mettersi nei guai o che mentire diventi una abitudine.
In realtà una fervida immaginazione è segno di una sana emotività e capacità di elaborare un ragionamento complesso.

Perché i bambini dicono le bugie?


Fin da piccolissimi, dai primi sorrisi e dalle prime lallazioni il bambino impara a “manipolare” gli adulti e ad assumere comportamenti volti a fargli ottenere ciò che vuole. Sa come attirare l’attenzione, come far valere una sua protesta o farsi coccolare.
Fino a due anni di età non si rende conto di dire qualcosa di sbagliato. Le bugie sono semplici come negare di aver fatto qualcosa di sbagliato (“Non ho fatto la cacca”) e possono incolpare l’amico immaginario. Tra i tre e i cinque anni le bugie assumono la dimensione di puro gioco o espressione di un desiderio.
In età scolare si sviluppa la capacità di raccontare una bugia e sarà importante cercare di capire le circostanze che hanno portato all’episodio e cercare di comprendere le sue ragioni. In questo periodo di vita infatti si sviluppa la consapevolezza sociale e la sensibilità che vengono utilizzate per non danneggiare i sentimenti degli altri. Il bambino può mentire quindi per:
- evitare di deludere i genitori, per il desiderio di approvazione o per attirare la loro attenzione;
- evitare punizioni e discolparsi per cancellare la colpa e conservare la stima di sé;
- se sono messi eccessivamente sotto pressione per sottrarsi al controllo invasivo dell’adulto, delle pretese, ansie e divieti;
- per esprimere la propria autonomia e volontà diversa dal genitore per esprimere il proprio desiderio di indipendenza.

Cosa fare di fronte alla bugia di un bambino?


Per prima cosa è importante cercare di capire le circostanze e lo stato d’animo che portano il bambino a raccontare una bugia. Perdere la calma e mettere il bambino alle strette, reagire con violenza possono portare ad una chiusura del bambino o addirittura ad una ripetizione del dire bugie.
La bugia di un bambino può essere l’occasione per il genitore di riflettere sul proprio stile educativo e sulle proprie reazioni (es. quando compie una marachella o rompe qualcosa). Si possono valutare le circostanze di vita del bambino e le pressioni che subisce e allentare la pressione su questioni poco importanti.
Un’altra regola è, senza dubbio, non dare cattivi esempi con risposte false o false verità o promesse che non si avverano e insegnare al bambino quanto sia importante potersi fidare degli altri e anche meritarsi la fiducia altrui.
È importante infine insegnare ai bambini che non devono mai aver paura di parlare e raccontare ciò che li spaventa o li preoccupa e che possono farlo in un clima non giudicante o colpevolizzante. Le bugie possono diventare occasioni per discutere e confrontarsi e sperimentare la leggerezza di dire la verità.

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