L'emozione dei saluti e la capacità di accogliere

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L'emozione dei saluti e la capacità di accogliere

Accogliere significa alimentare uno sguardo rispettoso dell’infanzia che restituisce ai bambini valore, dignità, ricchezza. Di Anna Lia Galardini. 

Quando un anno educativo finisce gli educatori devono affrontare l’emozione dei saluti di bambini e famiglie che sono cresciuti giorno dopo giorno con loro. Hanno imparato a conoscerli ed a comprenderne risorse e bisogni, hanno costruito un legame fatto di ascolto e di gesti affettuosi, non è facile perciò lasciarli andare e fare posto nella mente e nel cuore a nuovi bambini e a nuove famiglie.

È un’emozione che ogni anno si rinnova, che richiede un allenamento nella gestione dei sentimenti, ma accanto alla nostalgia c’è la speranza di un nuovo inzio e quindi la necessità di prepararsi all’accoglienza.

È la capacità di accogliere ciò che caratterizza la professionalità degli educatori, che significa disponibilità a dare valore all’incontro con l’altro, una disponibilità cognitiva ed emotiva nel mettere a disposizione dell’altro le proprie capacità e le proprie risorse personali, attraverso gesti, parole, azioni. Accogliere significa alimentare uno sguardo rispettoso dell’infanzia che restituisce ai bambini valore, dignità, ricchezza e condividere con le famiglie l’attenzione verso questi aspetti imprescindibili della relazione educativa. 

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