"C’era una volta e ancora c’è", laboratori di narrazione al nido e in famiglia

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"C’era una volta e ancora c’è", laboratori di narrazione al nido e in famiglia

 Tra voci accoglienti e oggetti creativi. Di Tania Mariotti

“Il racconto è la modalità più antica, e nondimeno divertente, per insegnare ai bambini a parlare e sviluppare processi mentali” (Duccio Demetrio)

L’arte del racconto prende vita, nei nidi e in famiglia, attraverso la narrazione e la lettura ad alta voce.  Ogni racconto, grazie alla guida di una voce adulta, regala parole ai bambini di mondi fantastici dove animali e oggetti danno vita a eventi magici e accompagnano verso emozionanti viaggi  di conoscenza. 

La narrazione di storie fatta ai bambini è una delle attività meno costose economicamente, ma con il più alto coinvolgimento ed impegno emotivo da parte dell’adulto. Per narrare è necessario ritrovare il tempo lento dell’infanzia, riscoprire il piacere dello stare insieme, essere creativi e ricettivi delle storie che i popoli regalano e trovare parole giuste, belle e affascinanti.

Come per la lettura ad alta voce i laboratori narrativi dovrebbero divenire una pratica educativa quotidiana che accompagna i bambini nello sviluppo delle capacità di ascolto attivo ed empatico dell’attenzione e del linguaggio.

Si tratta di esperienze culturali... Grazie a fiabe, favole e racconti i bambini vengono educati ad elaborare proprie mappe cognitive ed emotive che li sosterranno nella loro personale narrazione e nel loro personale pensiero.

Oltre le parole…


Non di sole parole può essere fatto un laboratorio di narrazione. Non dimentichiamoci che il bambino da 0 a 3 anni è intento a codificare il mondo tramite il proprio corpo e i propri sensi, tutti i sensi. Le parole, quindi, acquisteranno maggior valore se accompagnate da oggetti e azioni che possano essere “letti” dai bambini tramite più codici sensoriali.

È così che la narrazione può essere accompagnata da alcuni materiali che uscendo da un sacchetto delle meraviglie racconteranno, attraverso le parole dell’adulto, la loro storia mentre vengono passati di mano in mano ai bambini.

Altro strumento sono le tavolozze sensoriali, di dimensioni adeguate da poter essere manipolate da mani bambine, dove elementi della storia divengono tattili (materiali ideali per la tavola: compensato e cartone; materiali adatti per la creazione delle immagini: stoffe o carte con texture e colori evocanti il racconto).

Infine, oggetti e materiali di riciclo come calzini o guanti di vari colori, così come contenitori trasparenti riempiti di materiali diversi diventano fedeli alleati della narrazione. Lasciati, poi, alle sapienti e curiose mani dei bambini gli stessi materiali potranno divenire gioco per reinterpretare e raccontare con gesti e parole la storia ripercorrendone i passi più avvincenti e le emozioni più coinvolgenti. 

L’adulto e la narrazione….


Nei contesti narrativi elementi fondamentali della magia che si va creando nel gruppo di bambini in ascolto è la storia e il contenuto. Ogni adulto interessato dovrà saper scegliere storie che possano essere comprese dai bambini.  Il racconto deve essere semplice, non troppo lungo, con pochi personaggi ed elementi e i giusti passi narrativi ed emotivi affinché il bambino possa ricollegarsi al quotidiano e conosciuto ma anche vivere l’inatteso dando spazio a nuove conoscenze.

La tradizione popolare di tutti i paesi è ricca di queste storie che ci raccontano di re e di fiori, di sassolini, di rape giganti, di capre ferrate, di fagioli magici… basta avere la curiosità di cercarle.

Alcuni racconti e storie della tradizione di territori sparsi:

La Capra Ferrata (racconto toscano)

Gallo Cristallo (racconto cantato in rima)

La Rapa Gigante (racconto russo)

La giraffa vanitosa (racconto africano)

Jack e il fagiolo magico (racconto inglese).

 

(foto dal Nido d’Infanzia Madamadorè di Montelupo Fiorentino)

 

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