Nido e allattamento, il bambino verso l'autonomia

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Nido e allattamento, il bambino verso l'autonomia

Il delicato tema dell’allattamento riguarda tutte le mamme ma anche tutti gli operatori che nei nidi hanno a che fare con bambini molto piccoli.
nido_autonomia

L’importanza di nutrire il neonato con il latte materno per periodi medio-lunghi, fino ai due anni di vita del bambino, è sostenuta da molti studi. L’allattamento al seno genera una serie di effetti positivi sia dal punto di vista nutrizionale sia per l’effetto benefico che produce sul sistema immunitario del piccolo. Fornisce infatti al bambino una protezione contro le infezioni respiratorie e contribuisce ad un migliore sviluppo della conformazione della bocca, grazie all’esercizio della suzione tipica di questo periodo. 

Dal punto di vista psicologico, l’allattamento rappresenta l'esperienza relazionale più importante del bambino. Un gesto in cui incontra un altro per la prima volta e sperimenta, attraverso il proprio corpo, tutta una serie di sensazioni corporee e psicologiche che si attivano proprio grazie alla vicinanza con la madre. Questo momento diventa cruciale anche perché rappresenta la fase in cui si abbozzano i primordi comunicativi del futuro adulto.

Il nutrimento del bambino in questa prima fase della vita è tradizionalmente affidato alla figura materna, anche se molte mamme - in numero sempre crescente - introducono altre figure come quella paterna o persone che si prendono cura del neonato in loro assenza, e che lo nutrono con il latte artificiale oppure tirandosi il latte e conservandolo.

Non esiste una vera e propria regola su quanto a lungo si debba allattare il proprio bimbo, anche perché su questa scelta insistono molte variabili come, il fatto che la madre abbia ancora latte o che non abbia ripreso il lavoro e sia disponibile all’allattamento.

Gradualità nello svezzamento

In ogni caso è fondamentale che l’allontanamento dal seno avvenga in modo graduale e con esso anche l’introduzione di altri cibi, che dovrebbe iniziare attorno ai sei mesi circa. Rendere il bambino in grado di mangiare altri cibi e di potersi nutrire non solo attraverso il corpo della mamma è un passaggio molto delicato e importante: mette alla prova la sicurezza che il bambino sente nel rapporto materno e quindi, per estensione, con il resto del mondo.

Se il bambino vive con tranquillità la fase del distacco, significa che ha costruito un legame con la madre proprio al di fuori del momento del nutrimento; è come se la madre insegnasse tutto quello che non ha a che fare con il nutrimento passando proprio per il momento del nutrimento. Ecco perché è  importante giocare con i bambini e rendere lo svezzamento un momento di scambio e vicinanza. Può essere molto difficile per alcune mamme terminare il periodo dell’allattamento perché sancisce la fine di un momento intimo e personale di scambio con il bambino.

Attaccare al seno il bambino può inoltre avere un effetto consolatorio, calmarlo cioè nei momenti di angoscia; un'operazione di esclusiva pertinenza della madre, che esclude di fatto le altre persone che se ne occupano.

In questo modo allattare diventa uno strumento di contenimento che difficilmente si potrà diradare o sostituire con altre modalità di consolazione. Si dovrebbe quindi tentare di usare questa modalità consolatoria il meno possibile e solo nei casi in cui nessun’altra strategia abbia portato al successo.

In ogni caso è bene che il bambino sperimenti, dopo i sei mesi di vita, un iniziale svezzamento in modo tale che non viva il nutrimento come un’esclusiva materna, soprattutto per i bimbi che andranno al nido. Se hanno sperimentato solo l’allattamento al seno avranno molta difficoltà a prendere il latte, se pur materno conservato o artificiale, proposto dalle maestre o educatrici non avendo sperimentato nessun’altra figura al di fuori della madre. Quanto più il bambino sentirà da parte della madre serenità nell’affidare ad un altro il suo nutrimento, come al padre nei momenti domestici, tanto più si sentirà legittimato a fidarsi di figure altre che si occupino dell’assunzione del suo nutrimento. In sostanza il distacco dal seno che è necessario ad un bambino che frequenterà il nido deve iniziare tra le mura domestiche per poter fornire al bimbo “l’autonomia” necessaria per rivolgersi con fiducia alle figure esterne. 

Gli autori ricordano che in questo blog sono dati consigli generali; per una consulenza personalizzata è sempre opportuno rivolgersi direttamente ad uno specialista.

Alessia Marcassa, Psicologa, Centro CPF – FIDA Torino
Lorenzo Franchi, Psicologo-Psicoterapeuta, Dedalo FIDA Firenze

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