La terra come casa comune: Carlo Petrini firma l'introduzione all'enciclica di papa Francesco

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [B1L2WUXZ] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [DRLN7DGU] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [VQT58SD2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

La terra come casa comune: Carlo Petrini firma l'introduzione all'enciclica di papa Francesco

Guardare il Creato, la natura, l'ambiente con la tenerezza e il rispetto di Francesco D'Assisi: ecco l'impegno rivoluzionario per il futuro che la terra chiede a tutti, laici e credenti. Carlo Petrini introduce l'enciclica di papa Francesco. 

Carlo Petrini

Laudato si’. Enciclica sulla casa comune è la prima enciclica di papa Francesco. Esce oggi con l'introduzione di Carlo Petrini, e tratta il tema della terra - il Creato, la natura, l'ambiente - come "casa comune", da difendere, curare, guardare con tenerezza e rispetto. Riportiamo dal comunicato stampa diffuso da Slow food alcuni passaggi dell'introduzione di Petrini:

Quest’Enciclica è innanzi tutto una dura ma obiettiva presa di coscienza sulla realtà della nostra casa comune, la terra con il suo Creato [...] È lucidissima nell’analisi di quanto danno abbiamo fatto alle cose e alle persone impostando i nostri modelli di sviluppo in maniera dissennata, per cui abbiamo lasciato che la nostra politica soggiacesse all’economia e l’economia alla tecnologia. Nella sua prima parte lo scritto è un perfetto riassunto, altamente educativo, della situazione in cui si trova il mondo: inquinamento e cambiamento climatico, la questione dell’acqua, la perdita di biodiversità con le conseguenze del deterioramento della qualità della vita umana, il degrado sociale, il diffondersi dell’iniquità in un mare d’indifferenza e di presunta impotenza. Ci parla della realtà in maniera cruda ma non interpretabile, e dalla realtà, a cui più volte e in maniera niente affatto casuale l’Enciclica si àncora, parte per le considerazioni successive. Saper guardare, con la stessa capacità di sorprendersi e intenerirsi per la bellezza del Creato propria di san Francesco – questa magnificenza sta tutta nel titolo, Laudato si’ – vuole anche dire saper cogliere uno stato umano non più adeguato alla casa comune, e calarsi pienamente nel nostro tempo. Il richiamo a “coltivare e custodire”, così come è scritto nella Genesi (2,15), citata in più occasioni nelle pagine che seguono, è al tempo stesso un rimando a qualcosa di antico e ancestrale, che ci chiede sin dall’inizio dei giorni di vivere con equilibrio la nostra natura più profonda di esseri umani. Intanto, diventa un impegno rivoluzionario per il futuro. Non c’è dubbio che queste parole rappresentino uno dei momenti di svolta più importanti nella storia della Chiesa e soprattutto dell’umanità.

Per saperne di più

18 Giugno 2015 Dal web

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola