Dopo i fatti di Macerata: parlarne a scuola o no?

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Dopo i fatti di Macerata: parlarne a scuola o no?

Possiamo, dobbiamo raccontare tutto ai bambini? E cosa dire in classe? Un interessante confronto a "Tutta la città ne parla": genitori, insegnanti, esperti si interrogano. 

bambino filosofia pensare

La puntata del 6 febbraio di Tutta la città ne parla (radio Rai3) ha preso spunto dalla domanda di una mamma: "è normale che a scuola di mio figlio, seconda elementare, nessuno abbia fatto cenno a quello che è successo a Macerata?". Si confrontano su questo tema: Franco Lorenzoni, maestro, scrittore e animatore della Casa-laboratorio di Cenci (Terni); Grazia Attili, professoressa ordinaria di Psicologia Sociale all'Università Sapienza di Roma; Elena Ugolini, preside del liceo Malpighi di Bologna, già sottosegretaria all’Istruzione; Massimiliano Fiorucci, docente  di Pedagogia sociale e interculturale all’Università Roma3; Oiza Obasuyi, studentessa italiana di origine nigeriana a Macerata. 

"Discutere a lungo e sostare sui fatti di Macerata è affrontare temi delicati, difficili ma imprescindibili - dice Lorenzoni - se vogliamo che la nostra sia la scuola della Costituzione. Una scuola capace di sostare a lungo intorno a domande fondamentali, smontare superficialità e false affermazioni, saper trovare e leggere i dati che ci aiutino a capire meglio un grande tema come quello dell'immigrazione". 

"I bambini si spaventano ma hanno la capacità di capire quello che viene loro spiegato. Possiamo richiamare l’attenzione su cosa provano, facendo riferimento alla loro stessa esperienza" suggerisce la professoressa Attili. 

Ascolta la puntata di Tutta la città ne parla 

Leggi anche L'orrore e i bambini: come spiegare l'inspiegabile?

7 Febbraio 2018 Dal web

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