Tutto è leggibile per i bambini: incontro con Daniel Pennac

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Tutto è leggibile per i bambini: incontro con Daniel Pennac

L'autore francese si racconta in un incontro di formazione che ha tenuto a Empoli. Tanti consigli per appassionare alla lettura anche prima che i più piccoli imparino a scrivere. Di Daniele Dei

Daniel Pennac Empoli

Il valore della lettura: è stato questo il cardine di una conferenza che lo scrittore Daniel Pennac ha tenuto recentemente a Empoli, in provincia di Firenze, in occasione del prologo della manifestazione “Leggenda”, in programma dal 16 al 19 maggio. L'autore francese ha spiegato in primo luogo quanto sia importante che vengano raccontate o lette delle storie ai bambini: a scuola, in casa, in particolar modo prima che questi prendano sonno.

Un quarto d'ora in cui viene letta una storia a un bambino, secondo il pensiero di Pennac, è un momento di pace assoluta nell'ambito della famiglia e sacro in cui introdurre i figli alla letteratura. Solo dopo arriva la scuola e, con essa, l'insegnamento della lettura: quando i bambini imparano a leggere, a quel punto, si confrontano con dei segni sonori che di per sé non presentano alcun significato.

La lettura, la “prima emozione intellettuale della vita”

Pennac ha fatto l'esempio di quella che ha definito “la prima emozione intellettuale della vita di un uomo o una donna”. È partito dalla lettera M in corsivo minuscolo, che è come se fosse composta da tre piccoli ponti e un anellino e, di per sé, non è un ideogramma e non ha senso. A questa ci aggiungiamo la lettera A, un cerchio con una piccola zampa. Messe accanto, diventano MA e, per il bambino, ancora la scrittura non ha un senso. Raddoppiando il dittongo, arriviamo a MAMA, e allora se il bambino riconosce le lettere e i suoni, arriva a leggere anche il significato, riconducendolo alla propria “mamma”. È qui che, secondo lo scrittore francese, elementi privi di senso si trasformano bruscamente nell'essere che più hanno caro al mondo.

Da qui un ragionamento: dire che non può piacerci leggere non è mai propriamente vero in termini di sensazioni. Pensiamo a quando abbiamo un libro in bagno, senza figure: il tempo di permanenza sale e anche chi non ha propensione alla lettura, tende ad aprirlo e sfogliarlo, con curiosità, anche leggendo solo un paio di righe. Secondo Pennac questo è di fatto l'atto inconsapevole di riesumare da noi stessi il piacere del passaggio dal segno al senso. Dunque, l'autore francese non si dispera quando un bambino gli confessa di non avere piacere a leggere. “Questa certezza mi ha molto aiutato nella mia vita da professore”, ha commentato.

Leggere per sconfiggere la solitudine

Daniel Pennac, negli anni della Beat Generation, si sentiva colpito dai bambini i quali, per la prima volta, iniziavano a ottenere molte libertà da parte dei loro genitori. Questi, però, avrebbero sofferto spesso, secondo lo scrittore francese, di solitudine e indifferenza, seppure il padre e la madre pensassero di donargli amore. Bambini che diventavano dei piccoli re, disinteressati ed edonisti, dopo un'epoca di rigidità e regole nei loro confronti. Gli adulti, invece, devono essere presenti nella crescita del bambino affinché non vivano in una tragica solitudine dipendente dall'ignoranza, accompagnando i più piccoli in maniera inconsapevole verso il sapere e quindi alla lettura. “Essere adulti significa provare interesse verso i bambini”, ha esclamato Pennac tra gli applausi del pubblico.

Leggere i miti greci ai bambini, ma non solo

Secondo Pennac i nuovi media non sopprimeranno il piacere della scrittura, che considera “la memoria dell'umanità”. Pensiamo alla mitologia greca: possiamo fare dei film, ma quando si legge un testo siamo in un'altra dimensione, nella costituzione di racconti fondanti la nostra società. Leggere ai bambini l'Iliade e l'Odissea è una cosa piacevole prima che questi vadano a letto: si potranno infatti addormentare con alla mente una voce cara e l'idea di immagini che poi si ritrovano in tutta la nostra cultura. Vale per i testi sacri e filosofici: Pennac consiglia anche alcuni dialoghi di Platone da leggere ad alta voce con i bambini, per esempio, perché secondo lui possono essere compresi anche da loro. Anzi, “tutto è leggibile per i bambini”.

Leggi anche:

L'intervista a Daniel Pennac sul numero 3 di Scuola dell'Infanzia

  

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Daniele Dei: 16 Aprile 2019 Articoli

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