In mostra i "Ritratti" della prima scuola di Mario Lodi

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In mostra i "Ritratti" della prima scuola di Mario Lodi

Guardando le opere realizzate dai primi alunni del maestro si intuisce già l'inizio di tutta quella ricerca fondata sull'osservazione e sull'ascolto dei bambini e delle bambine. Di Barbara Bertoletti, docente di scuola primaria, vicepresidente Casa delle Arti e del Gioco-Mario Lodi.

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Ho conosciuto Mario Lodi grazie alla mia mamma, quando, maestra entusiasta alle prime armi, avevo bisogno di tanti consigli e di qualcuno che mi accompagnasse nei miei primi passi. Lei, che conosceva la famiglia Lodi, mi ha accompagnato a trovarlo nella sua cascina, era il 2006 e quell’incontro per me è impossibile da dimenticare. Insieme a Mario ad aspettarmi c’erano anche Fiorella, la moglie del maestro, con la prima delle tante tazze di tè che hanno impreziosito conversazioni piacevoli ed intense, Cosetta, la figlia più grande con la quale è nata una relazione di collaborazione e di ricerca e Rossella, la più piccola, con la sua presenza dolcissima e riservata. Mario mi ha raccontato la sua scuola e il suo pensiero accompagnandomi nel processo di conoscenza profonda che lui chiamava “la cultura del bambino”. Nel corso degli anni successivi a quel primo incontro ho imparato, ascoltato, letto e studiato con Mario, cosciente di essere una privilegiata. Il percorso più caro per me rimane quello che riguarda la formazione nell’ambito dell’Arte del bambino, grazie alla quale ho potuto raccontare, prima con lui e oggi con Cosetta e gli altri componenti dell’equipe della Casa delle Arti e del Gioco, le sue bellissime raccolte di pitture dei bambini, prima tra le quali la Mostra Ritratti esposta a Drizzona (Cr) presso la sede della Casa delle Arti e del Gioco-Mario Lodi dal 4 al 26 novembre 2017 all’interno del progetto di formazione Arte e scrittura del bambino nella scuola di Mario Lodi in collaborazione con l’associazione La Scuola del Fare.

La mostra Ritratti

Questa mostra, composta appunto da ritratti, descrive i volti e la storia di un paese, San Giovanni in Croce, la prima sede scolastica di Mario.
Pianura Padana, primi anni cinquanta del secolo scorso. Sulla riva sinistra del Po, immerso nel verde dei campi contornati dai gelsi, sta, apparentemente immobile, un paesino: la piazza, la chiesa, un antico palazzo simbolo di passate glorie, la scuola. Un giovane maestro, Mario Lodi, inizia il suo mestiere in un tempo di dubbi e di ricerca, tra correnti forti che inseguono il riscatto dalla guerra ed i legami di una tradizione rurale correlata ai dettami religiosi ed alle autorità riconosciute. La scuola elementare, grazie alle spinte del MOVIMENTO di COOPERAZIONE EDUCATIVA, prova a trasformarsi spostando l'attenzione ai bambini in quanto protagonisti del processo educativo, tentando di liberarsi dal pregiudizio di un insegnamento trasmissivo volto a correggere difetti e colmare presunte lacune.

La cosa che maggiormente colpisce il giovane docente è la rassegnazione e la passività con cui i ragazzi vivono la giornata a scuola. Mario prova a sondare i loro interessi e, dopo una iniziale diffidenza e "reticenza" di bambini abituati solo ad essere interrogati o sgridati, riesce a scalfirne le difese. Il tutto avviene grazie anche ad una giornata fortunata; un bambino di nome Attilio porta a scuola i colori in polvere dimenticati nella sua cascina dai muratori, chiede al maestro come si usano e di poterli provare. Dal suo dipingere emerge prorompente il suo mondo, non i modelli proposti alla lavagna da copiare, ma una pittura viva che racconta la verità di un quotidiano vista con gli occhi di un bambino. Questo evento permette al maestro di cambiare prospettiva e di trovare la chiave per poter entrare nel mondo emotivo dei piccoli: la parola ed il disegno.
Proprio in questo contesto nasce la raccolta di pitture, la prima in ordine di tempo, fatta dai bambini della classe di Mario Lodi e di alcuni altri insegnanti. Dietro questo lavoro possiamo trovare una grande intuizione insieme ad un embrione di tutta quella ricerca fondata sull'osservazione e sull'ascolto dei bambini e delle bambine. La raccolta Ritratti potrebbe suggerire un progetto accurato e mirato stilato da un insegnante attento che vuole proporre ai bambini una tecnica pittorica ma, al contrario, la forza di questa esperienza, come quella di molte altre documentate nella sua scuola, sta proprio nel ruolo del maestro che affianca e promuove i piccoli senza imporre o indirizzare, riportando conseguentemente al centro i ragazzi, le loro conoscenze e la loro realtà.
Mario Lodi, negli anni in cui la scuola è ancora convinta che l'educazione all'arte si faccia copiando dei modelli ben fatti, libera i bambini: offre loro l’opportunità di dipingere e disegnare scegliendo i materiali, le tecniche e soprattutto i modi, non correggendo tutti quegli "errori" stilistici che invece rappresentano la tipicità di una fase di crescita naturale, non certamente un difetto.
La raccolta Ritratti racconta proprio attraverso i volti dei compagni e delle compagne, i luoghi, i personaggi del paese, lo sguardo spontaneo dei bambini messi in condizione di esprimersi liberamente, attraverso i materiali e le tecniche specifiche dell'arte.
Osservando i volti individuati per i vari ritratti possiamo innanzitutto notare la delicatezza con cui vengono descritti i tratti del viso o della fisicità, ogni scelta sembra dettata dalla volontà di descrivere senza giudicare o mettere in evidenza difetti del soggetto. Ci sono particolari curati invece proprio a raccontare una caratteristica peculiare del soggetto, attraverso un piccolo oggetto, una postura, un gesto a descrivere sogni, emozioni, personalità di ciascuno.
Attraverso lo sguardo di adulti o professionisti dell’educazione possiamo osservare le singole caratteristiche di queste pitture, trovandone i tratti significativi. Il maestro, che ha solo in parte documentato il lavoro dei bambini, permette anche a noi di giocare con gli occhi e con il pensiero, lasciandoci liberi di leggere tra i colori ed i segni, discutendo tra di noi di significati e particolari sorprendenti, senza fornirci una soluzione per forza univoca, senza spingerci verso una tecnica prescrittiva, ma donandoci ancora una volta lo stesso sguardo fiducioso di chi ti dice "Prova" e "Non aver paura".

Per saperne di più

Bibliografia proposta:

C'è speranza se questo accade al Vho, Avanti!, Milano, 1963; Einaudi, Torino, 1972; C'è speranza se questo accade al Vho, versione e-book Giunti Scuola, 2011.

Carla Ida Salviati, Mario Lodi maestro: con pagine scelte da c'è speranza se questo accade al Vho, Firenze – Milano, Giunti Scuola, 2015.
La scuola di Mario Lodi, catalogo della mostra curato ed edito da Casa delle Arti e del Gioco-Mario Lodi, Drizzona, 2016.
ll paese sbagliato, Einaudi, Torino, 1970; Einaudi, Torino, 1995.

Programma di formazione accreditato per docenti di ogni ordine e grado, educatori, persone interessate. 4-26 novembre 2017 

Ampia bibliografia di Mario Lodi:
http://www.casadelleartiedelgioco.it/mariolodi/opere.php

Casa delle Arti e del Gioco – Mario Lodi
www.casadelleartiedelgioco.it

Le immagini di apertura sono tratte dalla mostra "Ritratti", per gentile concessione di Cosetta Lodi. 
 

Barbara Bertoletti: 20 Ottobre 2017 Articoli

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