Pietro Bartolo, 'il medico di Lampedusa': "Educhiamo all'umanità"

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [CXX191AH] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [ZWCEIT27] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [MGA5AZD2] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

Pietro Bartolo, 'il medico di Lampedusa': "Educhiamo all'umanità"

Un appello a tutti gli insegnanti per far conoscere il dramma delle migrazioni, favorire l'integrazione in classe e prendere coscienza di quanto accade oggi. Di Daniele Dei

Pietro Bartolo 02

“Gli insegnanti, dopo la famiglia, sono quelli che devono dare l’imprinting ai giovani. Loro hanno una responsabilità enorme, nelle loro mani c’è il futuro dei nostri ragazzi. Devono dare gli strumenti agli studenti in modo che possano intraprendere la strada giusta, quella dell’umanità”. Parola di Pietro Bartolo, conosciuto come “il medico di Lampedusa” per la sua professione svolta nell’isola considerata la Porta d’Europa, dove ogni anno sbarcano migliaia di persone in fuga dalla guerra, dalla fame, dalla negazione e dalla privazione di diritti.

Pietro Bartolo, ormai da 28 anni, è sempre lì in ogni emergenza: al molo attendendo l’arrivo delle barche, al poliambulatorio che gestisce per dare le prime cure, chiamato sia per aiutare i vivi e, purtroppo, fare gli accertamenti di legge su chi non ce l’ha fatta.

Reso noto al grande pubblico per la sua apparizione nel documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, insignito anche dell’Orso d’Oro di Berlino, negli ultimi anni Bartolo è impegnato anche in azioni di educazione civica, chiamato nelle scuole di tutta Italia per testimoniare il proprio lavoro, quello che vede, non solo con i ragazzi più grandi ma scendendo anche tra i più giovani, fino alla scuola primaria.

Nel Giorno della Memoria ieri, domenica 27 gennaio, è stato chiamato a parlare del suo operato a Carpi e a Correggio, nelle province di Modena e Reggio Emilia, su invito della Fondazione Fossoli, quella che appunto gestisce la memoria dell’ex campo di concentramento nazifascista emiliano (vedi l’articolo su Sesamo).
“Quella degli insegnanti – prosegue Bartolo nel suo appello – è una missione come quella nostra, dei medici. È per questo che io vado molto volentieri nelle scuole, racconto quello che ho visto. Credo nei giovani, sono la nostra speranza ormai noi adulti siamo un po’ manipolati”.

Le testimonianze di Pietro Bartolo mettono a nudo la quotidianità della sua opera. Tutti si ricordano del piccolo siriano Alan Kurdi, trovato morto nel settembre 2015 nelle spiagge di Bodrum in Turchia: ebbene, Bartolo (accento sulla prima o) di Alan ne ha visti a decine e decine, racconta con il groppo in gola di quel bambino con i pantaloni rossi che ancora sogna la notte, al quale niente potette se non constatare il decesso.

Poi ci sono le storie di speranza: quella di Favour, la bambina che tutti volevano adottare e che è riuscito a vedere dopo anni; di Mustafà, arrivato a Lampedusa in fin di vita con una temperatura corporea di 27 gradi, eppure salvato; oppure Kebrat, ormai dentro un sacco data per morta, alla quale il medico sentì un leggero battito del cuore, infine rianimata e oggi madre di due bambini in Svezia.

Tutte queste esperienze oggi sono occasioni di racconto nelle scuole oltre che in altre conferenze pubbliche e sono state raccolte in un libro, “Le stelle di Lampedusa” (Mondadori, 2018). 

 

Conosci le riviste Giunti Scuola? Apri questo collegamento e scopri le offerte dedicate a La Vita Scolastica, Scuola dell'Infanzia, Nidi d'Infanzia e Psicologia e Scuola, oltre alla nostra Webtv!

Daniele Dei: 28 Gennaio 2019 Articoli

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola