Mondi virtuali per la didattica

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I mondi virtuali sono questo: il punto d’arrivo di una "mutazione genetica" che, partendo
dai videogame, approda ad uno spazio progettuale molto più ampio, modellabile,
trasformabile dagli utenti stessi; e ampiamente utilizzabile in contesti non ludici: dall’arte
all’architettura, dal business... alla didattica.

Mondi virtuali e didattica: uno scenario - immagine fornita dall'autore

Pensiamo a un videogame. Non uno qualsiasi, ma un videogame in rete, dove i
personaggi che si incontrano sono anch’essi giocatori altrettanto impegnati nel gioco.

Adesso prendiamo questo videogame e... togliamogli il gioco: via le regole, via i ruoli da
interpretare, via le ambientazioni e le strutture narrative predefinite, via le missioni da portare a termine. Quello che rimane è un ‘luogo’ indefinito; uno spazio che, come un foglio bianco, è aperto a tutte le possibilità.

A questo punto mettiamo a disposizione dei giocatori gli strumenti per creare i propri contenuti e le proprie ambientazioni, per stabilire le proprie regole e le proprie comunità. Il risultato sarà un "luogo" pensato, progettato e realizzato dai suoi stessi "abitanti".

I mondi virtuali sono questo: il punto d’arrivo di una "mutazione genetica" che, partendo dai videogame, approda ad uno spazio progettuale molto più ampio, modellabile, trasformabile dagli utenti stessi; e ampiamente utilizzabile in contesti non ludici: dall’arte all’architettura, dal business... alla didattica. Vi si possono allestire riproduzioni di luoghi
reali, simulazioni di fenomeni naturali, così come anche ambientazioni di fantasia ispirate alla letteratura (pensate ad esempio all’Inferno di Dante) o magari frutto dell’inventiva degli stessi creatori. 

Dei videogame, i mondi virtuali mantengono la natura immersiva dell’interazione. In entrambi si ha la sensazione di essere presenti, di condividere uno stesso luogo con gli altri partecipanti, di essere al centro di una esperienza. Tutto questo ha implicazioni importanti per l’apprendimento. Pensiamo ad esempio alle lingue straniere: 

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