Mayumanà for children, un percorso didattico di educazione al ritmo

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Mayumanà for children, un percorso didattico di educazione al ritmo

Musica, movimento, percussioni: un modo per imparare ad imparare e stare in gruppo in modo consapevole attraverso la performance ritmica. Di Giulia Falcone

giulia falcone musica ritmo

Mayumanà for children è un percorso didattico e metodologico di educazione al ritmo elaborato da Giulia Falcone; è stato realizzato nell’IC Cerisano (Cosenza) nelle classi quinte ed è stato selezionato da INDIRE con Buona Pratica per Musica a scuola. Il percorso sfrutta la “spettacolarizzazione” dell’evento ritmico ispirandosi ai performer Mayumanà: l’idea si concretizza in una competenza di tipo ritmico percussivo (vivere ed esprimere il ritmo attraverso il gesto e il movimento eseguendo una performance non scritta ma strutturata) e una trasversale di tipo partecipativo dove, l’imparare ad imparare e lo stare in gruppo in modo consapevole e responsabile diventano prioritari.

La presentazione di cellule ritmiche più o meno complesse distribuite in giochi ritmici ripetuti (contemporaneamente al docente o “a specchio”) incontrano uno strumento che è quello del gesto/suono delle mani, del loro battito, dell'alternarsi di movimenti delle braccia nello spazio o su un piano.
Il docente, all’interno di questo percorso svolge il ruolo di animatore e tutor; la motivazione da lui fornita risulta un elemento fondamentale per la creazione del gruppo e l’identificazione forte di tutti i partecipanti.

L’autonomia, l’autostima, il rispetto della propria identità nel riconoscimento dei punti personali di forza e di debolezza, la consapevolezza e la responsabilità sono messi in gioco e diventano un modo per interfacciarsi dinamicamente agli altri. La performance finale dimostrerà una competenza sicura del gesto/suono dove la trasversalità dell'incontro con l'altro, la verticalità dell'impatto formativo e il rispetto della regola musicale diventano parametri valutabili rispetto a criteri e livelli certificati come richiesto dalle indicazioni nazionali e dai documenti che identificano la scuola. La predisposizione del percorso parte dalla visione di un video dello spettacolo Maymanà e del loro uso scenografico della bodypercussion.  

 

 

La scelta di visionare l’evento artistico è strategica rispetto alla richiesta di compartecipazione: sarà forte la motivazione che il gruppo sentirà rispetto al compito. Le risposte meravigliose dei bambini: lo stupore, e l’interesse nel dover riprodurre uno spettacolo ritmico. Ma anche l’interpretazione del ritmo come gioco, come essenza vitale e dirompente. Contestualmente reazioni di attesa verso una prova (il timore nel non essere adeguati) e, allo stesso tempo reazioni di sfida verso il raggiungimento di un risultato che non sembra troppo semplice. La didattica è in più tempi ed è cadenzata dalla visione/ascolto e suddivisione in gesti semplici e lenti che, attraverso la pratica dell’esercizio diventano sempre più sicuri e rapidi. Prioritario il lavoro di cooperative learning, tutoring a coppie e peer to peer anche per un gruppo di quattro: l’azione didattica trova uno spazio adatto nella composizione di isole (banchi e sedie) di due/quattro/otto performer che, insieme scandiscono i tempi di conoscenza del gesto e strutturazione della proposta. La didattica proposta è per immersione, ovvero si esplicita durante la pratica ritmica realizzata: è precedente rispetto alla teorizzazione del sapere ritmico e adeguata rispetto alle motivazioni all’apprendere, al comprendere e all’esperienza psicofisica del gruppo di lavoro. La partitura non scritta, ovvero la struttura ritmica, si comporrà assimilando gradualmente i vari risultati in un processo d’integrazione “potenzialmente significativo”. La struttura ritmica in quattro tempi aiuterà l’insegnante nella predisposizione degli eventi che saranno da lui individuati all’interno della fase di programmazione o in itinere durante le fasi di lavoro. La performance e la costruzione della stessa sono le fasi operative della proposta che, in quanto tale è considerata una prova reale, una evidenza di prodotto ed è cadenzata da costruzioni/composizioni. La valutazione si caratterizza per due modalità: la prima, l’EVIDENZA DI PRODOTTO che è la prova autentica, la seconda è l’EVIDENZA DI PROCESSO (criteri e livelli). Le schede più rappresentative hanno riguardato le competenze trasversali, e l’interesse e la motivazione a far emergere il proprio contributo, il proprio valore, la propria identità all’interno di un gruppo, l’imparare ad imparare.

Guarda: Musica a Scuola, Mayumanà for children, Buona pratica, Giulia Falcone

Guarda:  IC Cerisano, sei alunni presentano Mayumanà for children 

Giulia Falcone: 3 Maggio 2019 Articoli

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