Matematica in mostra

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A Casalina, in provincia di Perugia, Emanuela Ughi cura una Galleria di Matematica: una raccolta di oggetti per giocare con la matematica a tutte le età. Abbiamo incontrato la professoressa Ughi per saperne di più.

Elicoide doppio (che ha la struttura di certi fusilli)

Salve professoressa Ughi, potrebbe illustrare ai nostri lettori l'idea da cui è nata la Galleria della Matematica?

Tutta questa avventura è cominciata quando mi sono accorta che parlavo con i miei studenti, e chiedevo loro di immaginare – nella mente – particolari oggetti matematici. Ma loro mi guardavano con aria smarrita: non “vedevano” nulla!
Allora, per condividere quello che invece io immaginavo chiaramente, ho pensato di realizzare oggetti da mostrare: molto semplici, con legno, cartoncino, plexiglass, fili di lana e la cosa ha funzionato! E allora, visto che i miei oggetti sembravano interessanti, ho cominciato, un po' timidamente, ad esporli, con un successo inaspettato.
Ben presto ne sono nate una miriade di attività correlate, libri, un cortometraggio, corsi per insegnanti, materiali per l'handicap. Mi sono spesso chiesta il motivo di questo interesse: penso che le persone abbiano bisogno di riconoscere che sono capaci di capire, e ogni volta che scoprono una cosa nuova si sentono rinforzati nella loro autostima.

Potrebbe descriverci due o tre oggetti matematici raccolti in Galleria che le sembrano particolarmente utili a capire le caratteristiche e la novità del progetto?

Mi fa piacere parlare del mio Ycocedron Abscisus Vacuus (per guardare un video su questo oggetto, fate click qui). Si tratta di un poliedro, che replica esattamente una delle famose tavole che Leonardo dipinse per il De Divina Proportione di Luca Pacioli.

Si tratta, in termini moderni, di un icosaedro troncato. Ma per apprezzarne la bellezza, e tutte le proprietà geometriche, non basta uno squardo veloce e distratto: allora, ho pubblicato un activity book (Il Poliedro di Leonardo, Edizionicorsare) che contiene anche tutti i pezzi pretagliati – in cartoncino - per realizzare un poliedro di circa 45 cm di diametro, con la struttura del pallone da calcio. Ci vuole un po' di pazienza e manualità, ma il risultato è entusiasmante; realizzandolo, in particolare, le scuole possono scoprire un nuovo modo di fare “laboratorio di matematica”.
Addirittura, una copia di questo poliedro –  leggerissimo – è ora esposto alla Biblioteca Ambrosiana a Milano, nella stessa teca del libro di Pacioli illustrato da Leonardo. Un'intera collezione di oggetti è dedicata ad offrire esperienze tattili per visitatori non vedenti, anche ripercorrendo gli Elementi di Euclide attraverso manipolazione di materiali appositamente progettati e realizzati per loro. Naturalmente, dietro a proposte didattiche come queste, ci sono solidi fondamenti teorici, da Pestalozzi alla Montessori.
E mi sembra particolarmente importante, oggi, per cercare un giusto equilibrio fra le attività concrete di scoperta del mondo attraverso il proprio corpo, e le loro versioni virtuali – così più semplici da realizzare, ma spesso molto meno incisive.

La Galleria raccoglie oggetti matematici che possono essere utilizzati da grandi e bambini. Come potrebbe svolgersi una visita in galleria da parte di alunni della scuola primaria?

La Galleria permette, per tutti, un'attività di tipo laboratoriale: gli oggetti vanno toccati, smontati, disassemblati… per comprendere un'idea o un teorema matematico. Naturalmente, le visite necessitano di una guida, che, quando una classe arriva, mostra e spiega gli oggetti, e soprattutto poi invita i bambini a cimentarsi con una delle attività laboratoriali proposte.
Ad esempio, nel percorso sulla geometria della visione, i bambini possono scegliere se disegnare un'anamorfosi lineare, oppure un'anamorfosi in uno specchio conico o cilindrico – e poi tornare agli exhibit, e verificare se il disegno “si comporta” come dovrebbe: quando ciò accade, possono essere sicuri di aver compreso a fondo una cosa nuova!
Vista la mancanza di personale strutturato per la Galleria, finora le visite sono state organizzate in modo discontinuo. Stiamo lavorando per cercare di organizzare cicli di aperture da poter offrire alle scuole, sia per gli studenti, sia per offrire agli insegnati possibilità di aggiornamento attraverso un coinvolgimento attivo in un laboratorio di costruzione di oggetti matematici.

Due consigli, per finire: uno per gli insegnanti e uno per i genitori dei bambini che non hanno ancora "fatto amicizia" con la Matematica.

Ai genitori vorrei parlare di Bhaskara, matematico indiano del dodicesimo secolo, che scrisse un libro di matematica, il Lilavati; la leggenda dice che lo scrisse per consolare le pene d'amore della bella figlia, Lilavati appunto. Forse, per incoraggiare i bambini ad amare la matematica, bisogna amarla per primi...
Per insegnanti: Fate poco, fatelo bene. Non si può andare avanti se non si è compreso bene quello che precede! E date ai bambini il tempo che ci vuole. Alcuni bambini hanno bisogno di più tempo, non negatelo loro! E incoraggiateli, e abbiate cura della loro autostima, perché non accada che rinuncino a priori a mettersi alla prova, come in quel proverbio olandese che dice ”Il folle disse non posso. Ed è proprio per questo motivo che non ha potuto”.

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