Malessere e stanchezza dell’insegnante: il “test” dello sbadiglio

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Malessere e stanchezza dell’insegnante: il “test” dello sbadiglio

La formazione emotiva e relazionale di chi insegna può fare la differenza nelle sfide e nelle difficoltà quotidiane della professione. Di Franco Nanni, psicologo.

stress burnout insegnanti

Una maestra mi ha fatto notare quali tempeste interiori possa potenzialmente scatenare nell’insegnante anche solo lo sbadiglio di un alunno. Qualcuno potrebbe inscrivere lo sbadiglio nel registro della sfida e dell’attacco al ruolo, muovendo impulsi di rabbia, desideri di riscatto e tentativi di annullare la volontà tracotante del bambino. Qualcun altro potrebbe leggerlo invece come una implicita accusa di inadeguatezza alla maestra stessa, muovendo paure di fallimento assieme ai vissuti depressivi o rabbiosi che ciò porta con sé. Altri ancora potrebbero sentire crescere dentro di sé sentimenti aggressivi e svalutanti per i genitori che hanno cresciuto un bambino del genere. Peggio ancora, un docente potrebbe vivere una miscela esplosiva di tutti questi aspetti.
«Ma uno sbadiglio è soltanto uno sbadiglio!», esclama la mia interlocutrice, «e se sto sufficientemente bene interiormente e ho i piedi ben piantati sul terreno della realtà, posso servirmi dello sbadiglio semplicemente per dosare meglio i tempi e i modi del mio lavoro. Vedo tante colleghe in crisi e spesso sono proprio quelle più esperte, che dedicano tante buone energie alla scuola. Tuttavia il malessere si insinua tra tutte noi, assieme alla stanchezza e alla insufficienza dei mezzi di cui disponiamo. La nostra grande missione si sta svolgendo in condizioni sempre più difficili. Non possiamo più fare a meno di strumenti di formazione e cura della nostra persona!»
Concordo con questa docente: la formazione personale è divenuta strumento insostituibile per fare la differenza nella qualità dell’insegnamento. Molte insegnanti si sono già attivate in questa direzione, anche se prevalentemente nella dimensione individuale del “fai da te”. Del resto l’offerta formativa organizzata per i docenti è ricca di iniziative che riguardano il disagio degli alunni e le metodologie didattiche, ma sta muovendo appena i primi passi sulla formazione emotiva e relazionale di chi insegna. Credo che i tempi siano maturi per ampliare questo ambito di lavoro.
 

Franco Nanni: 13 Marzo 2018 Articoli

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