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Si terrà a Milano tra il 14 e il 16 novembre 2014 la XI edizione del "Forum del libro Passaparola", dedicato quest'anno alla lettura a scuola. Ne parliamo con Giovanni Solimine, presidente dell'associazione Forum del libro.

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Quest'anno il forum del libro è dedicato alla lettura e alla promozione della lettura a scuola. Perché avete scelto questo tema?

Dedichiamo il nostro appuntamento annuale ai temi della lettura promossa a scuola e con la scuola perché siamo convinti che la lettura non sia un’appendice dell’attività scolastica ma una pratica educativa a pieno titolo, che possa investire tutti gli aspetti della vita e dell’organizzazione scolastica.
Come è nostra abitudine ormai da anni, preferiamo affrontare i temi non attraverso relazioni sui princìpi ma discutendo e valorizzando le migliori esperienze. Ognuna delle tre mezze giornate è focalizzata su un aspetto specifico del rapporto fra ragazzi, lettura e scuola.

Nella sessione “Spazio alla lettura” saranno presentati alcuni buoni esempi sia italiani sia internazionali di learning spaces, con i quali si sta innovando l’articolazione e la funzionalizzazione degli ambienti. La sessione “Almeno una settimana” si propone di lanciare l’idea di una settimana della lettura a scuola. Infine, ci è parso doveroso presentare l’attività che i Presìdi del libro hanno rivolto ai bambini ricoverati in due ospedali di Taranto, città martoriata da un dissennato uso dell’ambiente, con conseguenze pesantissime sulla popolazione locale.

Per tenere insieme questi diversi aspetti all’interno di una organica politica di promozione del libro e della lettura, più che mai indispensabile per il nostro Paese, abbiamo previsto anche una sessione dedicata a fare il punto sullo stato d’avanzamento della legge di promozione della lettura attualmente in discussione presso la Commissione Cultura della camera dei deputati.

Dopo la presentazione di alcune buone pratiche, proporrete anche delle linee guida per una settimana della lettura. Ci può dare qualche dettaglio in più?

Abbiamo ripreso la proposta avanzata da Roberto Casati nel suo libro Contro il colonialismo digitale (Laterza, Bari, 2013, in particolare le pp. 51-55) e nel blog Shadowes, finalizzata a prevedere un periodo di attività scolastica da destinare esclusivamente alla lettura, ascoltando anche l’opinione di chi ha già provato a sperimentare questa formula.
La nostra associazione ha preparato una traccia di linee guida che potrebbero essere utilizzate per impostare una settimana della lettura (sono disponibili all’indirizzo http://www.forumdellibro.org/news.php?id_news=210). Voglio qui sottolineare alcuni tratti caratterizzanti della proposta:

  • Nella Settimana della lettura, le attività di lettura e attorno alla lettura sostituiscono interamente la didattica tradizionale: non si tratta di attività parallele, integrative, o inserite come componente all’interno della didattica disciplinare. L’obiettivo è quello di far percepire il ruolo della lettura come componente essenziale dell’attività formativa.
  • Il periodo dedicato alla lettura deve essere rilevante e continuativo, perché è importante che lo studente percepisca la lettura non come attività occasionale o straordinaria ma come attività abituale e immersiva. 
  • Il miglior modo per promuovere la lettura è la lettura stessa: presentazioni di libri, conferenze, animazioni, attività parallele e di accompagnamento vanno benissimo, ma devono essere complementari alla lettura e finalizzate alla lettura, che durante la Settimana della lettura deve essere comunque l’attività centrale e prevalente proposta agli studenti.
  • Se vogliamo che la lettura sia al centro delle attività proposte, occorre prestare grande attenzione a tutti i fattori che possono influenzarla, facilitarla o ostacolarla. Da quelli ambientali (organizzazione degli spazi, disposizione e quantità dei posti a sedere, illuminazione, presenza di rumori o altri elementi di distrazione esterna, ecc.), a quelli motivazionali (scelta dei testi, organizzazione dei momenti di discussione, previsione di relazioni e verifiche, ecc.).
  • Accanto agli studenti, la Settimana della lettura coinvolge i docenti e, in ogni varia e possibile misura, anche i genitori. Gli insegnanti sono infatti parte attiva indispensabile nella buona riuscita della proposta; a tal fine è certamente positivo accompagnare la progettazione della Settimana della lettura con opportuni momenti di aggiornamento coerenti con la tipologia scolare e con le problematiche didattiche specifiche (es. presenza di alunni di famiglia non italofone; alunni affetti da DSA; presenza o assenza di attive biblioteche ecc.).
  • La Settimana della lettura non può prescindere dalla presenza di servizi orientati all’approccio al libro in tutte le sue forme: a partire dalle biblioteche scolastiche in rete, dal personale specializzato che possa fungere da punto di riferimento per studenti e docenti, dalla diffusione dell’alfabetizzazione informativa (information literacy) ecc. Va da sé che la Settimana della lettura non deve e non può essere una iniziativa isolata, una parentesi temporanea, ma deve collocarsi in un contesto in cui la promozione e la valorizzazione della lettura siano prassi consolidate e costanti. In particolare, è importante che la scuola preveda esplicitamente, all’interno del proprio piano di offerta formativa (POF), la centralità delle attività di lettura.

Il Forum del libro ha partecipato alle consultazioni sul documento "La Buona Scuola". Qual è il vostro parere sul testo e quali proposte fate per migliorarlo?

Nel documento di riforma proposto dal Governo, la parola “libro” è presente una sola volta, mentre non figurano mai il termine “lettura” e il verbo “leggere”. Come se si potesse dare per scontato che gli studenti italiani siano lettori consuetudinari e competenti, il che non è. Ci sembra grave anche il silenzio sulle biblioteche scolastiche.
Partendo da queste semplici considerazioni e preoccupati per il fatto che il documento ministeriale insista solo sull’educazione all’uso delle tecnologie, abbiamo invitato a non trascurare il ruolo fondamentale che la competenza di lettura e la consuetudine con i libri rivestono nella formazione dei giovani.

Abbiamo inviato un documento, che è disponibile anche sul nostro sito, nel quale spieghiamo che una scuola in cui non si legge non può definirsi una “buona scuola”. 
Nel documento ricordiamo che solo chi è in possesso della piena competenza di lettura sviluppi capacità linguistiche ed espressive ed è in grado di usare in maniera attiva e critica le tecnologie. Biblioteche scolastiche e lettura a scuola costituiscono una componente essenziale delle pratiche educative.

Per saperne di più 

Leggi la proposta del Forum del Libro
sul documento "La Buona Scuola"

L'Associazione "Forum del Libro" (www.forumdellibro.org), che da più di un decennio è attiva sul territorio nazionale con innumerevoli azioni per sostenere e promuovere il libro e la lettura, rileva come il documento "La Buona Scuola" insista sull'educazione all'uso delle tecnologie, trascurando invece il ruolo fondamentale che la competenza di lettura e la consuetudine all'uso del libro, in tutte le forme che la modernità propone, rivestono nella formazione dei cittadini di domani.
Il documento "La Buona Scuola" sembra dare per scontato che gli studenti italiani, ciascuno al proprio livello d'età e di sviluppo, siano lettori consuetudinari e competenti. Purtroppo così non è: le indagini internazionali continuano a confermare ad ogni verifica le cattive performance dell'Italia.
Il Forum del libro ribadisce che la lettura non è abilità superata o superabile con l'introduzione delle tecnologie e ricorda come solo chi è in possesso della piena competenza di lettura sviluppi capacità linguistiche ed espressive ed è in grado di usare in maniera attiva e critica le tecnologie.
L'Associazione rileva ancora come una "buona scuola" non possa consentire che la condizione familiare di origine dei ragazzi continui ad essere determinante nell'accesso e nel consolidamento delle abilità di lettura, che sono condizione indispensabile per il vero esercizio della cittadinanza, aiutando a prevenire disagio, emarginazione sociale, analfabetismo di ritorno.
L'Associazione rileva ancora come sia molto grave l'assoluto silenzio del documento "La Buona Scuola" sulle biblioteche scolastiche, mai decollate in gran parte del Paese o lasciate (ove esistano) in abbandono di risorse e di adeguate professionalità. In una buona scuola una moderna biblioteca costituisce la leva principale per l'accesso alla conoscenza che non può certo esaurirsi con i manuali. Essa, infatti, fornisce quella quantità di libri che è indispensabile per l'educazione alla lettura e assicura spazi adeguati per lo studio anche aprendosi, come da molti auspicato, alle necessità sociali del territorio. Inoltre, il ruolo della biblioteca scolastica è fondamentale per costruire le competenze di information literacy indispensabili per consentire a tutti di muoversi in maniera autonoma e critica su carta, su digitale, in rete.
Biblioteche scolastiche e lettura a scuola costituiscono una componente essenziale delle pratiche educative.

Giovanni Solimine: 10 Novembre 2014 Articoli

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