La scuola in festival, con Mario Lodi

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Comincia il 16 settembre a Macerata la prima edizione di un grande festival della scuola che proseguirà fino al 9 ottobre. L’inaugurazione è nel segno di Mario Lodi, con un convegno e l’apertura della mostra “La scuola di Mario Lodi”, a cura della Casa delle Arti e del Gioco, che si potrà visitare per tutta la durata del festival. Incontriamo Cosetta Lodi, presidente della Casa delle Arti e del Gioco, per saperne di più.

Mario Lodi a Macerata

Buongiorno Cosetta, qualche tempo fa avevamo parlato insieme di questa mostra, i suoi obiettivi, il modo in cui è stata organizzata. Ma come è nata?


La mostra è nata quando, un giorno, in famiglia, aprimmo scatole di fotografie e raccoglitori pieni di negativi e diapositive: innumerevoli scatti ritraevano scene di vita a scuola, del maestro e dei suoi ragazzi. Restammo stupite da tutto quel materiale conservato con tale cura da mio padre che ci portò, trasportate dai ricordi, a fare un viaggio nel tempo: tanti bambini e bambine di un’epoca senza digitale. Volti intensi, espressioni attente e intente che s’incontrano, stanno vicine e insieme, traspaiono sentimenti di rispetto e ammirazione, atteggiamenti di ascolto e collaborazione in un clima laborioso e sereno di crescita collettiva.
Lasciare quelle fotografie chiuse nelle scatole sarebbe stato un errore. Fu spontaneo il desiderio di farle vivere con l’idea di una mostra. Ne parlammo a Francesco Tonucci, amico, collaboratore e autore di numerosi scatti presenti in archivio, che accolse con vivo interesse la proposta. Ci mettemmo all’opera insieme a Barbara Bertoletti, Enrico Platè e soprattutto a mia madre Fiorella, insuperabile nella ricerca di archivio.
Non è stato facile costruire questa mostra, sia per me che per i collaboratori della Casa delle Arti e del Gioco - Mario Lodi. La prima ipotesi fu di costruire una mostra composta di sole immagini che avessero la forza di parlarci direttamente senza alcuna mediazione del linguaggio scritto. Poi ci siamo più volte detti che questo non sarebbe bastato a disegnare gli orizzonti e i tratti peculiari di una straordinaria storia di vita insieme intellettuale ed educativa. Infine è maturata l'idea di narrarla con le parole del maestro e dei suoi alunni, senza aggiungere alcun commento. Si è quindi svolto un complesso lavoro di archivio, di ricerca e di rilettura delle opere scritte da mio padre e anche dei giornalini scolastici, di articoli, lettere, interviste.

La mostra nasce come progetto itinerante, da mostrare a tutti gli insegnanti d'Italia. Che cammino ha fatto fino ad ora? 


Nel giugno 2015 abbiamo inaugurato la mostra, in collaborazione con L’Unione dei Comuni di Piadena e Drizzona (CR), a Piadena, il paese in cui mio padre ha insegnato per molti anni fino alla pensione. Successivamente nell’ottobre 2015 l’abbiamo allestita a Firenze, a Palazzo Medici Riccardi in collaborazione con INDIRE. Ora approda a Macerata nell’ambito del “Macerata School festival” su iniziativa dell’Università e del Comune. È dedicata in particolare ai giovani maestri che non hanno vissuto l’epoca di Mario Lodi, a tutti i maestri che si impegnano nell’educazione e nella ricerca, agli studenti di Scienze della formazione e dei licei psicopedagogici, futuri docenti ed educatori. Porta l’attenzione sulla scuola che mette al centro il bambino con i suoi diritti e la sua cultura, racconta di una comunità di bambini e bambine che insieme al loro maestro scoprono il mondo e crescono insieme, di una esperienza pedagogica che ha segnato nel profondo la storia della scuola italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni del 900. Vi si potrà verificare direttamente la modernità del pensiero e della pratica educativa di Mario Lodi, per nulla caratterizzate dalla nostalgia di un mondo contadino passato, ma pienamente inserite e protagoniste del proprio tempo e delle nuove sfide

che la crescita del Paese poneva alla scuola italiana.
Il messaggio della mostra porta con sé l’auspicio che dalla riscoperta di un passato possa accadere qualcosa di buono oggi e domani; Desidera offrire spunti di riflessione, stimoli di approfondimento, ispirazioni, soluzioni, collegamenti, conferme. Vorrebbe regalare coraggio, motivazione, rinnovato entusiasmo per il lavoro quotidiano a scuola, e restituire il vero senso e il reale valore al difficile ma importante compito di educare.

Che significato ha per la Casa delle Arti e del Gioco il fatto che un festival della scuola alla sua prima edizione si apra con un richiamo così forte al pensiero e all’attività di Mario Lodi?

Per noi è innanzitutto un onore.
E’ molto significativo che il pensiero e l’opera di Mario Lodi trovino riconoscimento e risalto anche in eventi istituzionali che intendono offrire occasioni di confronto e studio ai maestri .
Noi ne siamo convinti ma ogni volta scopriamo, con piacere, che non siamo soli in questa opera di valorizzazione. 
Inoltre è una soddisfazione che sia riconosciuto e valorizzato dall’Università il lavoro fatto: siamo stati impegnati quasi due anni, realizzando anche il catalogo della mostra, con la bella grafica di orecchio acerbo, in cui oltre alla mostra integrale sono pubblicati testi e bibliografia di approfondimento.

La mostra intreccia foto e pensieri di Mario Lodi, in un percorso insieme biografico, storico e tematico, su temi forti della pedagogia di oggi e di ieri. Ti chiediamo di scegliere tre foto, da dedicare a tre persone diverse: un’insegnante maturo, uno in formazione, uno alle prime armi, che comincia quest’anno a “fare scuola".

Al maestro maturo dedico la foto della stampa a scuola, diventata peraltro immagine simbolo della mostra. “Introdurre la stampa vuol dire introdurre la libertà”. Il giornale, come strumento di metodologia, mette in comunicazione e in collegamento con la comunità e il mondo.

  

A un maestro alle prime armi dedico l’immagine del maestro seduto insieme ai bambini nei banchi in un momento di conversazione “La conversazione è la cosa più difficile che si possa imparare, ma anche la cosa più importante che si possa conquistare”. Dare la parola ai bambini. Dove si parla si impara a parlare.

Per uno studente in formazione indicherei la foto del pannello “Intanto il maestro…”. L’atteggiamento del maestro quale guida ed animatore che stimola ed aiuta i bambini, non autorità superiore. Si inserisce con discrezione dove c’è bisogno per aiutare qualcuno in difficoltà oppure resta in disparte ad osservare.

Ma a tutti e tre mi piacerebbe dedicare una quarta foto, l’immagine del pannello “La più bella stanza del mondo”. “L’insegnante non può promuovere lo star bene a scuola se lui stesso non ci sta bene”.

La Casa delle Arti e del gioco ha in corso anche altri progetti, oltre a questa mostra. Ti chiediamo di raccontare ai nostri lettori i nuovi progetti in corso e, se puoi, di darci qualche anticipazione sul futuro.

Innanzitutto vogliamo continuare a diffondere la mostra “La Scuola di Mario Lodi”. Ci sono già richieste da parte di altre città italiane ed istituzioni culturali.
Il prossimo 8 ottobre prenderà avvio, visto il successo dell’anno scorso, la seconda edizione del corso di formazione “Scuola attiva oggi” realizzato in collaborazione con Giunti Scuola: un ciclo di quattro giornate nell’anno 2016-2017 rivolto a insegnanti e professionisti dell’educazione. Nella tradizione della Casa delle Arti e del Gioco, i seminari, la condivisione di esperienze e l’elaborazione di pratiche didattiche fra insegnanti hanno caratterizzato una parte significativa delle attività e desideriamo continuare ad essere un luogo di incontro e studio.
Posso anticipare che in cantiere c’è un progetto che sarà curato in collaborazione con l’Associazione “La scuola del fare”, pensato per il mese di marzo 2017. Attingendo anche a materiali di archivio messi a disposizione dalla nostra famiglia, stiamo preparando due mostre da esporre presso la Casa delle Arti e del Gioco: “Ritratti”, una originale raccolta di pitture risalenti alla prima esperienza scolastica di mio padre a San Giovani in Croce, e “Il giornale A&B”, la storia di un giornale interamente scritto e illustrato dai bambini iniziata nel 1983.
Un altro progetto, se avremo forze e risorse sufficienti, è la pubblicazione di un testo, curato insieme a Francesco Tonucci e con la testimonianza di Giorgio Pecorini, sulla corrispondenza avvenuta tra Mario Lodi e don Milani. 
Speriamo inoltre di concretizzare un’idea che ci piace molto: realizzare un documentario che affiancandosi proprio alla mostra vorrebbe approfondire alcuni aspetti della scuola di Mario Lodi partendo dalla testimonianza degli ex-alunni.
Infine la nostra equipe continuerà a proporre attività rivolte direttamente ai bambini e alle scuole primarie.

Per saperne di più

Cosetta Lodi: 12 Settembre 2016 Articoli

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