L’importanza di essere piccoli

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Dal 2 al 6 agosto si tiene in vari borghi dell’appennino tosco-emiliano “L’importanza di essere piccoli”, una rassegna di poesia e musica ideata da Daria Balducelli e Azzurra D'Agostino, per l’associazione SassiScritti. Le incontriamo a pochi giorni dall’inizio della rassegna per saperne di più.

L'importanza di essere piccoli ed. 2015 Foto di Guido Mencari

"L'importanza di essere piccoli", edizione 2015: uno scatto di Guido Mencari.

Ciao Azzurra, ciao Daria. Partiamo dalla storia e dal titolo della rassegna, che compie 6 anni e che da 6 anni si propone, attraverso la musica e la poesia, di dare attenzione e cura dei luoghi “marginali” intesi non solo come periferie, ma come condizioni esistenziali fragili e minoritarie, quindi potenzialmente cariche di una bellezza eversiva e innovatrice. Perché questa scelta e perché questa attenzione?

La rassegna nasce in un luogo marginale, difficile da raggiungere e poco conosciuto.
I paesaggi che abitano e sono abitati dagli artisti e dal pubblico non sono quelli leziosi delle cartoline o promossi da tour operator, ma sono i luoghi della nostra infanzia e adolescenza, spesso impervi e brulli, forse anche per questo autentici.
Siamo cresciute “ai margini” della città e degli “stimoli” e per molto tempo abbiamo pensato che il nostro stare in provincia fosse un limite. In realtà è stato la molla, lo scatto “esistenziale” che ci ha portato ad accogliere “l'Altro” come un messaggero di parole nuove. Il margine è per noi il trampolino da cui tuffarsi, il contorno scuro del precipizio con tutta la sua carica di terrore e di adrenalina, un confine fisico ma anche una condizione fondamentale dell'esserci. Pensiamo che solo da una prospettiva “a latere”, da un crinale scomodo, si possa godere di un panorama “arioso” e aperto all'incontro.

A epigrafe dell’edizione di quest’anno c’è un verso di Hölderlin, “Tutti i giorni esco e cerco l’Altro sempre”, che glossate così: “l'Altro per cui tutti giorni usciamo è l'orizzonte del nostro desiderio, quello di cui fare tesoro. L'Altro che è in noi ma anche l’Altro che arriva da fuori e che cerchiamo con lo slancio del bambino che esplora il mondo”. Su quel che lo sguardo, l’atteggiamento bambino può insegnare o ricordare agli adulti ci sono tante teorie e si accavallano spesso enormi banalità, facili retoriche. Che cosa è per voi lo slancio del bambino che esplora il mondo? 

Il bambino non è rassicurante. Il bambino è qualcuno che è fortemente se stesso ma anche un se stesso in potenza, libero dai dogmi a cui siamo a volte abituati e contemporaneamente condizionabile. Ha una ricchezza di contraddizioni (talvolta ingenuo, talvolta cattivo, talvolta bugiardo talaltra solo fantasioso) ed è capace di stupirsi del mondo. Ecco, il poeta è questo, capace di stupirsi del mondo. Ma anche l’uomo saggio (l’uomo felice?) è questo. Qualcuno che si sa stupire, che trova l’Altro (inteso come tutto ciò che non è solo “io”) sorprendente, in grado di fare il mondo più ricco. Ecco, secondo noi è questo lo slancio vitale a cui dovremmo ambire senza dimenticare che tutti siamo stati bambini e che forse qualcosa di quella forza dentro di noi la possiamo trovare. In questo preciso momento storico, in particolare, aprire accogliere stupire e fare casa del mondo ci sembra anche una necessità (oserei dire politica) dalla quale non si può prescindere.

I nostri lettori sono perlopiù insegnanti e genitori. Vi chiediamo di portarli brevemente a passeggio per il programma, tra luoghi e parole, laboratori di poesia in centri psichiatrici e tributi a Enzo Del Re, poesie per farsi coraggio e ponti gettati sul mare…

Poesia e musica durante il festival sono da esplorare come i luoghi che visiteremo insieme al pubblico, dal 2 al 6 agosto saremo proiettati in una terra di mezzo fatta di castelli, pievi, boschi e borghi semi-abbandonati. Alcune serate inizieranno un po' prima delle 21 proprio per permettere il tempo di un incontro, di una cena tra amici, di una vera e propria “avventura” tra i misteri e i sussurri della natura. In questi luoghi e in queste ore dilatate i cantautori Gnut, Iacampo, Motta, têtes de bois, Erica Mou, Peppe Voltarelli si incontreranno per la prima volta con i poeti Nadia Augustoni, Giusi Quarenghi, Matteo Pelliti, Giovanni Nadiani, Alessandra Racca e gli artisti Lucia Mazzoncini e Silvia Benforti. Momenti condivisi nel borgo di Tresana, tra le sue case che sbucano dal bosco di castagni; fra romantiche rovine del Castello di Sambuca Pistoiese o nel festoso borgo di Castagno di Piteccio che incontra la linea transappenninca della Porrettana; presso l'antico e bellissimo borgo La Scola e nei prati del circolo culturale ippico Scaialbengo. Ospiteremo incontri come quello con la giornalista Timisoara Pinto e il suo Lavorare con lentezza (Squilibri editore) che narra l'incontro con Enzo Del Re, ci sarà il tempo e lo spazio per parlare di Un ponte gettato sul mare, un volume antologico che raccoglie le poesie create durante un laboratorio di scrittura poetica nei centri psichiatrici dell’oristanese a cura di Francesca Matteoni e Azzurra D’Agostino e realizzato dal festival di poesia sardo "Cabudanne de sos poetas" di Seneghe con cui l'importanza di essere piccoli è gemellata; le visioni di Lucia Mazzoncini che, con Eleonora Chiti, accompagnerà il pubblico dentro l'installazione audiovisiva "Creature custodi di storie": momenti di sosta e ascolto in una casa contadina attraverso le voci di poeti e le storie di infanzia degli abitanti di Tresana; ci sarà, infine, nel bosco di Castagno, l'esposizione delle piccole sculture policrome di Silvia Beneforti della Mostra “Case umane”, liberamente ispirata dalla lettura delle poesie di Matteo Pelliti.

Nel programma è previsto anche l'intervento di artigiani e "sarte utopiche"...

Sì, presenteremo una serie di creazioni originali da parte di vari artisti e artigiani che hanno realizzato opere specifiche per il festival, sempre nell'ottica di valorizzare i gesti che hanno a che fare con l'arte della cura e della dedizione; oggetti unici di cui una parte dei proventi sarà a sostegno di SassiScritti. Borse in lino e cotone cucite a mano, abbinate a portachiavi, astucci e papillon di stoffa imbottita sono la proposta di Carohandmade; i taccuini cuciti a mano con stoffe di recupero delle sarte di MaVà di Padova riportanti i versi di poeti e musicisti di questa edizione; quaderni rilegati a mano di carta e cartone assemblati in creativi collage con immagini, poesie, ritagli di giornale delle "sarte utopiche" e poetesse Manuela Dago e Francesca Genti di Sartoria Utopia di Milano; stuoini da pic nic dove sedersi con più agio nella veste cucita e realizzata a mano da Integra, cooperativa sociale di Quarrata (PT); candele colorate e originalissime realizzate a mano dalla poetessa Francesca Matteoni, oltre a acquerelli (cartoline e quadretti raffiguranti gli animali della foresta) dell’artista e sostenitrice del festival Margherita Cambi e ai i cestini in vimini realizzati a mano dal Servizio socio occupazionale per persone con disabilità Lavorincorso gestito da cooperativa sociale CSAPSA. Ritroveremo poi i "miniquadri" di Cifone e alcuni esemplari di poster d'arte numerati della tipografia d'arte bolognese Anonima Impressori.

Che cosa potrebbero trovare di interessante al festival i bambini?

Innanzi tutto un’esperienza da condividere con i genitori, una piccola avventura, che è il viaggio nei boschi per arrivare fino a raggiungerci. Poi la natura: siamo sempre immersi nel verde, in luoghi un po’ magici, che fanno stare bene. Infatti spesso ci sono dei bambini. Abbiamo notato che amano i concerti dei cantautori che proponiamo, tutte cose che non capita di sentire così spesso nei canali usuali (tv, radio…) e, naturalmente, la poesia. Prima tra tutti, ad esempio, quella di Giusi Quarenghi che sarà con noi il 3 agosto a Sambuca Pistoiese (PT).

Azzurra, tu sei poetessa e lavori molto con i bambini nelle scuole. Ti chiediamo per finire un racconto e un consiglio. Il racconto è di un momento in cui hai imparato qualcosa di nuovo sulle parole, l’essere piccoli e l’aver cura. Il consiglio è per gli insegnanti: come curare il valore dell’alterità in classe attraverso la musica e la poesia.

Il racconto è questo: ero alle elementari e sul sussidiario trovai la poesia di Ungaretti Soldati. Scoprii con un enorme brivido come ci fosse un altro mondo delle parole, un mondo piccolo eppure vasto, dove le parole messe accanto tra loro in modo speciale, con cura, in un componimento piccolissimo, formavano senso, apertura, possibilità, vicinanza con gli altri, resoconto delle cose della terra. Certo alle elementari non potevo pensare esattamente tutto questo, ma con chiarezza ricordo che provai una vertigine. Un’esperienza che non ti abbandona più e in un qualche modo ti cambia per sempre. Agli insegnanti consiglio di leggere molta poesia, di appassionarsene per primi: questo respiro resta dentro e i bambini se ne accorgono. Leggere loro le poesie, in modo anche giocoso, stimolandoli con domande, ipotesi, facendoli riscrivere e dando loro sulla carta quella certa libertà che fa parte della condizione dei bambini secondo me è il modo più semplice, diretto e profondo per condividere insieme l’esperienza dell’altro, perché la poesia parla sempre di noi ma in realtà anche sempre dell’infinitamente altro da noi.

[intervista a cura di E. Frontaloni]

Per saperne di più

Post scriptum - Un nota per Giovanni Nadiani 

Apprendiamo con grande sgomento che l’amico del festival Giovanni Nadiani ci ha lasciato ieri, 27 luglio. Una notizia che non avremmo mai voluto leggere, perché la scomparsa di questo linguista, scrittore, editore, docente universitario, esperto di dialetto e soprattutto persona generosa, vivace, stimolante è una perdita non solo per chi lo aveva tra i propri affetti ma per tutto il mondo culturale italiano. Nadiani, che doveva essere il protagonista della serata del 5 agosto insieme al gruppo Têtes de Bois, verrà ricordato con una lettura dal suo splendido libro aNmarcurd pubblicato per L’Arcolaio lo scorso anno. A lui dedichiamo questa edizione, con una commossa condivisione di questi suoi versi, che esprimono con forza quello che pensiamo sia lo spirito del migliore fare.

“(…) forse è stato proprio per questo
che il nostro stomaco ha ribaltato il destino
ci ha condannato ad amare
ciò che facciamo giorno per giorno
per trovare l’equazione alla soluzione
di non essere mai sazi di provare
ad incontrare gli altri nell’imparare
e con gli altri
(per noi – vecchi – ormai un altro mondo)
condividere in ogni istante quelle briciole di bello
che ci rende uomini insieme.”

Nelle parola di questa poesia sta ancora e sempre la nostra spinta a proseguire con la piccola grande avventura de "L’importanza di essere piccoli".

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