Il plurilinguismo come valore, una ricerca a sostegno della didattica

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Il plurilinguismo come valore, una ricerca a sostegno della didattica

Un progetto condotto dall’Università di Bologna dedica particolare attenzione alle classi della scuola primaria, approfondendo i contesti e con l’obiettivo di elaborare una pubblicazione a supporto dei docenti. Intervista al team di ricerca a cura di Daniele Dei

gianollo grandi fiorentini

Fornire ai docenti strumenti e supporto affinché una situazione di plurilinguismo in classe sia foriera di arricchimento e crescita culturale per tutti. È l’obiettivo che un gruppo di ricerca dell'Università di Bologna (Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica), coordinato da Chiara Gianollo, si è dato nel portare avanti un progetto dal titolo “La classe plurilingue. Ricerca sulla complessità linguistica per una didattica inclusiva”, promosso in collaborazione con la Fondazione Alsos.

Il target è la scuola primaria, assieme alle classi della secondaria di primo grado. Il progetto analizza un contesto misto, in cui, oltre ai bambini di origini straniere, ci sono anche gli italiani che però, nel loro bagaglio culturale, hanno anche i dialetti. Considerare le lingue native degli studenti è la base di partenza per l’insegnamento dell’italiano, secondo i ricercatori, e la descrizione in un volume delle lingue straniere più diffuse nelle scuole può essere uno strumento utile affinché i docenti possano coinvolgere più incisivamente gli allievi bilingui nelle attività didattiche, soprattutto facendo riferimento agli idiomi di origine di ciascun alunno.

I protagonisti del progetto

“I ragazzi delle scuole – spiega Chiara Gianollo – vivono una situazione di plurilinguismo in classe: noi effettuiamo delle visite e facciamo un piccolo questionario didattico per raccogliere informazioni. A ciò si aggiunge la nostra attività di ricerca nel territorio comunale di Bologna, con la creazione di un volume dedicato ai docenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, in cui gli esperti racconteranno i principali aspetti delle lingue che entrano a contatto con l’italiano a scuola. Al momento abbiamo terminato la raccolta dati nelle scuole primarie che abbiamo selezionato per questo progetto e raccolto il gruppo di esperti che ci aiuteranno per il volume”.

“Nel nostro progetto – prosegue un’altra ricercatrice, Ilaria Fiorentini – ci siamo soffermati soprattutto di valorizzare il plurilinguismo, di consapevolizzare sul valore del possesso di più lingue nel proprio repertorio, sia per i bambini di origini straniera che per gli italiani che hanno a disposizione i dialetti, anche solo come competenza passiva”

“Insegnare la variabilità linguistica, che è stata di fatto espulsa dalla scuola, è l’aspetto forse più complesso di questo progetto. – sottolinea Nicola Grandi, anche lui facente parte del team di ricerca – Il suggerimento per gli insegnanti è quello di abbandonare un approccio esclusivamente normativo e insegnare ai ragazzi che le espressioni linguistiche sono più o meno come i vestiti: eleganti, informali e disinvolti, da utilizzare in differenti contesti. E per le espressioni linguistiche vale lo stesso concetto”.

La video intervista

Qui sotto è disponibile l’intervista completa a Chiara Gianollo, Ilaria Fiorentini e Nicola Grandi in cui, oltre a sintetizzare il progetto, forniscono anche utili spunti didattici da poter utilizzare in classe.

Per approfondire

Vai sul sito web dedicato al progetto

 

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Daniele Dei: 8 Aprile 2019 Articoli

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