Una proposta coraggiosa e incredibile

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Autonomia scolastica e molto ottimismo nel documento "La buona scuola" proposto dal Governo. Ecco il parere di Raffaele Iosa, ispettore tecnico. 

Autonomia

La mia impressione, dopo lettura emotivamente calda di tutte le 136 pagine di "Buona scuola" è: proposta coraggiosa e incredibile per l'ottimismo! In più il titolo riprende quello di un bel libro di un caro amico (guarda caso inguaribile ottimista), Aladino Tognon.

In un paese pessimista e cinico, che ha stritolato la scuola da 15 anni con derive confuse di senso e di organizzazione, c'è nella "Buona scuola" di Renzi una visione vera di un futuro pensato (al di là del giudizio), in cui ad esempio parole come "didattica" e "pedagogia" sono diffuse, più di qualsiasi testo precedente, parole messe perfino al punto giusto!

Fine del precariato, organico funzionale, crediti professionali, valutazione formativa delle scuole, formazione obbligatoria (finalmente!), mobilità professionale e non più impiegatizia saranno le questioni su cui sicuramente (e purtroppo) il dibattito sarà acuto e dove si accaniranno di più i mass media e si divideranno i sindacati.

Ma sarebbe un errore non vedere che al centro di tutto il documento non c'è la questione degli insegnanti, ma l'impegno a realizzare davvero... l'autonomia didattica e professionale come sfida (ottimistica) del futuro della scuola italiana, che ha bisogno di vera autonomia professionale e territoriale, quell'autonomia che fa diventare gli insegnanti una comunità professionale riflessiva e partecipativa e non una sommatoria di cattedre, e il territorio capace di cooperare per un governo (ottimista) dal basso dei processi educativi.

Si veda, ad esempio, la parte sui curricoli che fa emergere per contrasto la pochezza delle Indicazioni Nazionali attuali, ancora aggrappate al vecchio disciplinismo e balbettanti su parole che sembrano un mantra buddista, quali ad esempio "competenze".

Ovviamente vedo anche nodi critici o che non condivido del tutto, ma sono questioni di dettaglio. Ci sono, ad esempio, troppi inglesismi barocchi (e non è solo forma). C'è troppa apologia della lingua straniera, nascondendo il fatto che i ragazzi oggi stanno perdendo il rapporto semantico tra lingua, comunicazione e pensiero qualsiasi lingua parlino! C'è la mania dell' "obesità" come mito da cui più ore di sport (ma questa è questione mia). Sul sostegno vedo il perpetuarsi di una sola questione di posti e non di funzioni, mentre credo sia ora andare "oltre" il posto di sostegno (sono d'accordo con Ianes), ma sono lieto che la questione BES sia rimasta in ombra come sigla casuale. Infatti tutti i temi della "differenza" sono questa volta posti come positiva resilienza e non dentro una nicchia di "specialismo separativo".

Poi mancano alcune cose, tra cui in primis il riordino dei cicli, ma capisco che sarebbe stato troppo anche per Renzi (nonostante il suo ottimismo), intanto per fortuna la scuola dell'infanzia ha evitato il rischio precocistico di elementarizzarsi! Manca inoltre una visione "mediativa" dei conflitti scolastici che sostituisca l'imperversare degli avvocati e dei tribunali sul fare pedagogico della scuola, manca di conseguenza una visione di quale MIUR avere, anche se qua e là si evidenziano idee per un suo augurabile ridimensionamento.

Le varie proposte della "Buona scuola" di Renzi se diventate leggi fanno tremare i polsi per la loro gestione, cui questo MIUR non è certo né pronto né adatto. Ci vuole un grande ottimismo verso le amministrazioni italiane (e alle loro abitudini burocratiche) a pensare solo alla "regolarizzazione documentale" dei 148.00 precari circa da svolgere entro settembre 2015 per l'immissione in ruolo!

Complessivamente, quindi, un programma coraggioso e ottimista sul cambiamento della scuola, per i prossimi 997 giorni, e una base vera di discussione, ampia e giustamente complessa, che mi auguro sia di merito più che di forma. Mi auguro un dibattito franco, capace di vedere i veri nodi della scuola, che non sono gli insegnanti ma... i nostri bambini e ragazzi.

Mi auguro, ovviamente, che l'iter politico sulla "buona scuola", pur con tutti gli emendamenti e le vicissitudini di un Paese politico diviso e chiassoso, cerchi di tenere gli assi fondamentali della proposta, con tutti gli approfondimenti e modifiche che serviranno. In questo periodo, nei limiti delle mie competenze, interverrò ancora con ulteriori spunti analitici su diversi aspetti. Per non buttare via il bambino con l'acqua sporca, come temo sempre in Italia accada.

Per saperne di più

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