Una grammatica per l'intelligenza

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Copertina "W la grammatica"

Quali sono gli errori più comuni che fanno gli insegnanti nell’approccio alla grammatica?

Non mi piace parlare di “errori” da parte dei docenti; preferisco dire che c’è un modo ormai consolidato di fare grammatica che dà sicurezza a molti insegnanti, perché consente loro di realizzare una programmazione ben definita.

Si parte dalle definizioni, si spiegano nozioni assestate e ordinate da far memorizzare, si lavora in un ambito in cui non sempre compaiono gli aspetti semantici, pragmatici, storico-linguistici, socio-linguistici, e si prende come oggetto di analisi solo un certo tipo di uso scritto formale dell'italiano invece che molte varietà linguistiche.

Si tratta di una grammatica che, come ha avuto modo di dire più volte la linguista Altieri Biagi, è “sciocca”, perché è la grammatica dei paradigmi insegnati avulsi dalla lingua e dall'interpretazione del testo. E non è una “grammatica per l’intelligenza”, per usare un’espressione di Walter Deon, in quanto gli allievi si limitano a memorizzare definizioni, non partono dall’osservazione degli usi linguistici, non “esplorano” il sistema lingua alla ricerca di regolarità per arrivare a generalizzazioni astratte.

E gli studenti come reagiscono?

Il modo tradizionale di fare grammatica implica una routine deprimente perché non motiva i ragazzi, non sollecita curiosità e riflessione sulla lingua, non fa ragionare, provoca un atteggiamento passivo nei confronti di una materia scolastica noiosa che comporta esercizi di memoria.

Nel volume “W la grammatica!” che cosa trova un’insegnante di utile al proprio lavoro con i bambini?

Nel volume verrà tracciato un percorso di «riflessione linguistica» caratterizzato da un approccio esplorativo, finalizzato ad attivare curiosità negli allievi e stimolarli a ragionare, a effettuare confronti, a scoprire regolarità e a ordinarle in gruppi sulla base di criteri, a fare ipotesi e verificarle; un percorso mirato a sviluppare capacità logiche e a migliorare quelle comunicative.

Si tratta di una modalità di lavoro che non fa apprendere regole già stabilite, avulse dai contesti d'uso e perciò astratte, ma fa «esplorare» il sistema lingua alla scoperta di regolarità che, soltanto in un secondo tempo, potranno essere sistematizzate in «classi».

Proporremo attività di tipo induttivo (dall’osservazione alla regola), che non sono tese ad addestrare gli allievi a memorizzare forme e paradigmi ma tendono invece a far loro osservare la lingua per conoscerla e diventarne consapevoli.

Inoltre, relativamente agli oggetti della riflessione sulla lingua, faremo riferimento a quanto previsto dalle recenti Indicazioni nazionali per il curricolo, e privilegeremo il livello lessicale-semantico per consentire ai ragazzi di comprendere alcuni meccanismi fondamentali utili all’estensione progressiva del lessico e alla padronanza della lingua in funzione di una migliore efficacia comunicativa.  

Per saperne di più

30 Settembre 2013 Cultura e pedagogia

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Commenti

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    mmisale

    20:26, 8 Ottobre 2013
    desidero ricevere il quaderno W la grammatica
  • avatar

    francigravi@yahoo.it

    19:10, 24 Settembre 2013
    Desidero ricevere il volume W la grammatica, ma non riesco a fare la richiesta cliccando su periodici@giunti.it