La scuola di Hollande. Intervista a Gianfranco Garotta

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La scuola di Hollande. Intervista a Gianfranco Garotta

Francois Hollande è il nuovo Presidente dei Francesi. Deve affrontare problemi gravissimi e i suoi elettori si aspettano importanti modifiche nella politica. Ecco un'intervista a Gianfranco Garotta, esperto di politiche scolastiche internazionali.

F. Hollande. Fonte: wikipedia

Quale spazio ha avuto l'istruzione nella campagna elettorale di Hollande?

François Hollande ha posto istruzione e formazione al primo posto nel suo programma elettorale dedicando ad esse l’importantissimo discorso di Orléans nel quale ha annunciato una riforma globale, una vera e propria rifondazione, una rigenerazione morale e intellettuale della scuola francese dopo gli anni di Sarkozy.

Contro la visione neo-liberista del presidente uscente e del suo governo che – ispirandosi a modelli anglosassoni – ha privilegiato i risparmi budgetari tagliando organici e risorse, favorendo così una privatizzazione strisciante del sistema educativo, Hollande ha difeso lo stato sociale “à la française” e riaffermato il primato della scuola statale “repubblicana auspicando “un nuovo trattato tra la Scuola e la Nazione”.

Pensa che ci saranno significativi cambiamenti in merito rispetto alla politica di Sarkozy?

Se analizziamo il programma elettorale di Hollande e quanto da lui precisato durante la campagna, i cambiamenti più significativi che possiamo attenderci sono i seguenti:

  • reclutamento, nei prossimi cinque anni, di 60.000 unità di personale educativo, compensati da corrispondenti riduzioni negli organici di altri ministeri: una forte inversione di tendenza rispetto agli 80.000 posti di insegnante soppressi durante la presidenza Sarkozy;
  • potenziamento della lotta all’insuccesso scolastico: per questo motivo il reclutamento privilegerà scuola per l’infanzia e primaria secondo la formula “più insegnanti che classi”. Occorre infatti “cominciare dai primi anni, in cui si giocano le disuguaglianze” e si creano le condizioni per il successo o l’insuccesso scolastico;
  • riforma del tempo-scuola (i cosiddetti “rythmes scolaires”), con un allungamento dell’anno scolastico e un parallelo alleggerimento dell’orario di lezione giornaliero;
  • ripristino dell’anno di stage nella formazione degli insegnanti vincitori di concorso e la creazione, presso le Università, delle “Scuole superiori del professorato e dell’educazione”.

Dal punto di vista della stampa, quali sono i temi più attuali della scuola oggi in Francia?

I cambiamenti annunciati da Hollande riflettono i temi più dibattuti sulla stampa francese, soprattutto specialistica:

  • migliorare equità e competitività del sistema educativo;
  • i tagli di posti, soprattutto nella scuola primaria e nelle “Reti di Aiuto Specialistico agli Allievi in Difficoltà”;
  • le critiche alla settimana cortissima (quattro giorni), considerata fonte di stress e stanchezza per gli allievi della scuola primaria, con la conseguente pressante domanda di ripristinare le lezioni del mercoledì mattina;
  • il rilancio dell’educazione prioritaria per ridurre la crescente iniquità del sistema francese ripetutamente segnalata dall’OCSE;
  • l’inadeguatezza della formazione iniziale dei docenti neo-immessi in ruolo che ha causato un forte aumento delle rinunce alla nomina durante il primo anno di esercizio della professione.

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