La scuola che verrà: lavorare per anticipare il futuro

Entra in Giunti Scuola

Hai dimenticato i dati di accesso?

Non sei ancora registrato?

Entra anche tu a far parte della più grande community di insegnanti italiani sul web!

Perché dovrei registrarmi?

Array
(
    [cmg_userData] => Array
        (
            [localhost%%gs_prod] => Array
                (
                    [profile] => ANONYMOUS
                    [groups] => Array
                        (
                            [-2] => SanchoEverybody
                        )

                )

        )

    [cmg_channels] => Array
        (
            [4K5329J6] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => cmg_processURL
                )

            [RVJEX39F] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

            [P6AZYTJG] => Array
                (
                    [type] => method
                    [methodName] => sancho_Object_showUp
                )

        )

    [cmg_lang] => 
)
/var/www/custom/src/gs/loginBar/index.html:20:boolean true

La scuola che verrà: lavorare per anticipare il futuro

Scuola, editoria e nuove tecnologie. Il parere degli esperti e la scommessa Giunti Scuola in un articolo apparso su "Pubblicità Italia".

lim_videogiochi.png

Non sempre chi va piano va sano e va lontano. In Italia, la tanto chiacchierata rivoluzione digitale non ha trovato ancora un compimento in ambito scolastico. Certo se ne parla già da anni, ma il processo è lento e gli investimenti ancora insufficienti.

Mentre attorno tutto scorre a grande velocità, la scuola digitale (quello che era il sogno anche di Steve Jobs), nel Bel Paese si confronta tuttora con un contesto estremamente conservativo.

Come si evince da pianetaebook.com, nel mondo altri Paesi hanno già fatto notevoli progessi, come la Corea del Sud che ha investito 2 miliardi di dollari per convertire completamente tutti i libri di testo in digitale entro il 2015. In Francia con un euro al giorno si compra un tablet, in Cina e in Russia sono disponibili eReader a colori a 10 pollici con tutto ciò che serve agli studenti già integrato.

Il ministro Francesco Profumo ha più volte ipotizzato "un tablet per ogni studente", ma finora si procede con qualche programma sperimentale, come il progetto pilota Generazione web Lombardia, voluto dall'assessore all'istruzione, formazione e cultura Valentina Aprea: da questo mese sono coinvolte mille classi con circa 25 mila studenti delle prime e delle terze superiori, che utilizzeranno libri di testo digitali e tablet per studiare. Per l'iniziativa sono stati stanziati 8,5 milioni di euro, 4 dal Miur e 4,5 da Regione Lombardia: l'accordo prevede l'assegnazione di 250 euro a ciascuno studente della classe digitale, oltre a 1.750 euro per l'acquisto di un dispositivo d'aula come le lavagne interattive multimediali (LIM).

Proposte editoriali tra sperimentazione e realtà

Alla luce del cambiamento dei comportamenti d'acquisto e di lettura dei consumatori, vediamo quali sono, nel dettaglio, le tendenze in atto e le prospettive di innovazione tecnologica nel settore editoriale, con gli addetti ai lavori oggi divisi tra carta stampata e digitale. L'unica cosa certa è che il libro di testo come è concepito oggi cambierà e che le tecnologie modificheranno sia il metodo di insegnamento sia l'apprendimento. Gli editori si trovano in mano potenziali strumenti, ma devono fare i conti con un “gap insanabile tra l'obiettivo formativo e lo strumento col quale raggiungerlo" commenta Giuseppe Baldi, responsabile del dipartimento digitale di Giunti Scuola.

"Già da diversi anni le case editrici scolastiche si stanno preparando, ognuna a suo modo, all'arrivo del digitale nella scuola. In un certo senso è come se la 'cassetta degli attrezzi' a disposizione dell’editore e del progettista di formazione si fosse arricchita di ausili che prima non c’erano o che erano troppo 'primitivi', e che ora, se utilizzati con intelligenza e conoscenza della specificità di ognuno, possono rendere più ricco, più efficace e più coinvolgente il raggiungimento degli obiettivi didattici sia dentro sia fuori l’aula. Nel concreto, lavoriamo per anticipare il futuro, e ancor meglio per contribuire attivamente a dargli forma senza subirlo passivamente; ma al tempo stesso, abbiamo il dovere di progettare per la scuola di oggi e non per un tipo di insegnante e di studente che ancora non esiste: si tratta di realizzare il miglior compromesso possibile tra le opportunità e le 'visioni' consentite dalla didattica technology based e il contesto reale in cui operiamo”. 

Valeria Zonca: 1 Novembre 2012 Cultura e pedagogia

Condividi:

Commenti

Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Entra in Giunti Scuola