Intervista a Maria Cristina Peccianti

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Intervista a Maria Cristina Peccianti

sulla Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale

Maria Cristina Peccianti ci aiuta a capire le indicazioni sulla Guida per lo sviluppo e l’attuazione di curricoli per una educazione plurilingue e interculturale

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Quali sono le novità sostanziali, suggerite dalla Guida in ambito didattico, rispetto agli attuali curricoli linguistici?

La prospettiva plurilingue porta una vera rivoluzione in quanto pone al centro delle sue attenzioni gli apprendenti e lo sviluppo del loro repertorio plurilingue piuttosto che la singola lingua che essi devono imparare. Di conseguenza ci sono alcune ricadute importanti sulla didattica che determineranno un approccio nuovo, caratterizzato da questi elementi:

  1. particolare cura alla sensibilizzazione alle lingue e allo sviluppo della consapevolezza verso i fenomeni linguistici, fin dalla scuola dell’infanzia;
  2. particolare attenzione allo sviluppo di competenze trasversali;
  3. particolare attenzione alle operazioni cognitive e alle strategie di uso delle lingue;
  4. massima attenzione allo sviluppo dell’autonomia degli apprendenti e alla loro capacità di riflettere sulle loro esperienze;
  5. sviluppo di strategie comuni di insegnamento e apprendimento per quanto riguarda le lingue straniere;
  6. potenziamento di attività di riflessione sulla lingua in cui gli apprendenti siano anche attori della costruzione di informazioni grammaticali.

Quale ruolo ha la lingua di scolarizzazione nell’attuazione dell’educazione plurilingue e interculturale?

Secondo l’accezione data dalla Guida per l'educazione plurilingue, la lingua di scolarizzazione ha un ruolo importantissimo, è la base per lo sviluppo del plurilinguismo e chiama in causa anche la dimensione linguistica di ogni insegnamento disciplinare e quindi coinvolgendo tutti gli insegnanti.
Questo comporta di conseguenza un coordinamento degli obiettivi linguistici definiti per l’insegnamento delle lingue straniere con quelli definiti per la lingua di scolarizzazione, con il grosso vantaggio dell’utilizzo della basi poste dall’apprendimento della lingua di scolarizzazione nell’insegnamento delle altre lingue.

Come si integrano le direttive della Guida con il Quadro comune europeo di riferimento per le lingue?

Va specificato che il Quadro Comune Europeo (QCER), il cui nome completo è “Quadro comune europeo di riferimento per le lingue: apprendimento insegnamento valutazione”, si occupa appunto, direttamente, di apprendimento e insegnamento, dando indicazioni concrete a insegnanti e apprendenti circa lo sviluppo della competenza linguistico-comunicativa, coniugabili in una delle diverse lingue d’Europa.
La Guida propone e sostiene invece un’educazione plurilingue e interculturale, che è cosa diversa e prevede un orizzonte più ampio.
L’educazione plurilingue infatti, pur prendendo il QCER come punto di partenza, intende andare al di là delle competenze comunicative, considerando che va al di là la responsabilità della scuola in materia di educazione linguistica.
Nel QCER gli apprendenti sono considerati “attori sociali” e i sei livelli di competenza vengono definiti in termini di attività di comunicazione. Non vi sono pertanto esplicitamente considerate le componenti cognitive né quelle legate al contatto con i testi letterari e le discipline di studio, né le funzioni identitarie delle lingue, che invece non possono essere trascurate da una più ampia visione educativa.

Se ti interessa questo argomento leggi anche l'articolo "Il curriculum plurilingue" di Graziella Favaro.

Per approfondire

Intervista a Maria Cristina Peccianti in occasione del convegno A scuola nessuno è straniero (Firenze, 30 settembre 2011).

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